Sonita

Brides for sale

6 ottobre, 2015

Una bella ragazza in lacrime con il velo da sposa in testa e un codice a barre stampato sulla fronte. “Lasciatemi sussurrare, così che nessuno possa sentire che sto parlando di ragazze in vendita. La mia voce non si deve sentire, perché va contro la Sharia (la legge islamica, ndr). Le donne devono restare in silenzio… questa è la nostra tradizione”. La ragazza piange, mostra il viso segnato dalle percosse, canta la sua paura e chiede alla sua famiglia di non essere venduta.

Sonita, 18enne di origine afghana, oggi vive negli Stati Uniti. Va a scuola e ha scoperto nella musica rap un potente strumento di espressione e di denuncia. Ma la sua vita avrebbe potuto essere molto diversa. La sua famiglia era fuggita in Iran dall’Afghanistan in guerra quando Sonita aveva solo otto anni. Durante l’adolescenza – grazie all’attività di una ong che lavora con i profughi afghani – Sonita ha scoperto la musica, inizia a cantare e fare rap. Malgrado le difficoltà, ottiene i primi successi e trova persino un produttore per i suoi primi video.

Tutto sembrava scorrere serenamente fino a quando non arrivò un annuncio drammatico. “Un giorno mia madre mi disse: Devi tornare in Afghanistan con me. C’è un uomo che vuole sposarti”, racconta la ragazza in un’intervista. Il futuro sposo di Sonita ha 40 anni e la ragazza è sconvolta. Così è nata la canzone “Brides for sale” in cui chiede ai genitori di non darla in sposa a un uomo che non vuole. Il video ha sortito l’effetto desiderato: la famiglia di Sonita ha accolto la sua richiesta e annullato il matrimonio. “Significa tanto per me che la mia famiglia sia andata contro la nostra tradizione per me. Oggi avrei potuto essere già madre – riflette la ragazza -. Ora sono da qualche parte dove non avrei mai immaginato che potrei essere”.

Ogni anno ci sono circa 15 milioni di ragazze come Sonita che sono costrette ad abbandonare la scuola per sposarsi. In tutto il mondo ci sono circa 270 milioni di donne costrette a sposarsi prima della maggiore età. Più di una su tre (circa 250 milioni) aveva meno di 15 anni il giorno del fatidico “sì”. Se non si invertirà la tendenza il numero delle bambine e ragazze che si sposano ogni anno prima di aver compiuto i 18 anni di età arriverà a 16,5 milioni nel 2030 e 18 milioni nel 2050.

Sono soprattutto i Paesi dell’Africa sub-sahariana e dell’Asia meridionale quelli in cui è maggiormente diffuso il fenomeno delle spose bambine. Il Niger, ha questo triste primato: il 76% delle ragazze si è sposata prima dei 18 anni e il 28% aveva meno di 15 anni. Seguono la Repubblica Centroafricana e Chad (68%), Bangladesh (65%), Guinea (52%) e Mali (55%).

intervista di Sonita

Link al video

Per maggiori informazioni sulla condizione delle spose bambine nel mondo, potete visitare il sito della campagna “Girl’s not brides”

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