Terre des Hommes

12 giugno, Giornata Mondiale contro il Lavoro Minorile

9 giugno, 2011

Terre des Hommes  da 50 anni opera per sconfiggere  questa terribile forma di schiavitù e violenza sui bambini.

Foto di Alida Vanni e Paolo Marchetti

Nel mondo 215 milioni sono i bambini costretti a lavorare. 115 milioni quelli che ogni giorno rischiano di perdere la vita e compromettere la loro salute con lavori pericolosi. La comunità internazionale si è impegnata a eliminare il lavoro pericoloso, una delle peggiori forme di lavoro minorile, entro il 2016.

Terre des Hommes da 50 anni, nei suoi progetti di protezione dell’infanzia, lotta contro questa terribile piaga attraverso programmi di istruzione e di cooperazione allo sviluppo per aiutare le famiglie a uscire dalla povertà.

– In Nicaragua, dove si stima che 200.000 bambini siano costretti a lavorare, Terre des Hommes sostiene progetti per il migliormanento delle condizioni di vita nel mercato ortofrutticolo  della capitale nicaraguense dove ha creato, 11 anni fa, un centro ricreativo per i bambini sfruttati per il commercio della frutta. Ora nel Mercado Mayoreo di Managua esiste un asilo, esistono ambulatori medici, una mensa, un campo sportivo e un centro per la formazione professionale. In questo modo agli oltre 700 bambini che sono impegnati in differenti attività (scarico merce, selezione, preparazione, pulizia e vendita) possono recuperare le lezioni e perfino gli anni scolastici perduti, avere l’assistenza sanitaria gratuita, giocare e riposarsi. Inoltre, sono stati finalmente registrati all’anagrafe oltre 200 bambini che non avevano i documenti di nascita e a cui quindi venivano negati i più elementari diritti civili.

– In Perù si stima che i bambini lavoratori siano oltre 3,3 milioni. Alla periferia di Lima, nelle cave di argilla di  Huachipa sono per lo più dediti alla fabbricazione artigianale di mattoni. I bambini dai 4 ai 6 anni rivoltano i mattoni crudi posti al sole per facilitarne l’essiccazione, trasportano terra e sabbia, aiutano a preparare la mescola di fango. A partire dagli 11-12 anni, sono coinvolti invece in tutto il processo di produzione.

Terre des Hommes dal 2006 paga le rette scolastiche a 500 bambini che sono a rischio di sfruttamento e attraverso il sostegno a distanza, fornisce anche materiale didattico alle loro famiglie, equipaggia le scuole della zona favorendo attività ludico-didattiche anche al di fuori dell’orario scolastico (doposcuola, corsi d’arte e musica, tornei sportivi…). Inoltre mette a disposizione medici che, periodicamente, controllano la crescita dei bambini ed eventualmente distribuiscono i farmaci necessari. Un’attenzione particolare è posta da sempre sui genitori, che vengono sensibilizzati sul tema dei diritti dei bambini, per combattere la violenza familiare e il ricorso al lavoro minorile.

Altri paesi in cui Terre des Hommes combatte lo sfruttamento nel lavoro dei bambini sono: Haiti, Ecuador, Mozambico, Costa d’Avorio, Burkina Faso, Zimbabwe, Bangladesh.

Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 65 paesi con quasi 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano.





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