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20 Giugno, Giornata mondiale del rifugiato: su due rifugiati uno è un bambino

19 giugno, 2015

“Ciò che il mondo spesso dimentica è che i rifugiati non sono persone fallite anche se le loro nazioni di origine sono considerate stati falliti. Abbiamo sogni e aspirazioni. Siamo persone resilienti e continueremo a chiedere dignità e un posto da chiamare casa” – dice Farah Abdullahi, ex bambino rifugiato, arrivato a Malta attraversando il Mediterraneo nel 2012.

Oggi dobbiamo fronteggiare il più elevato numero di rifugiati nel mondo e le loro condizioni sono più critiche di quanto non lo siano mai state. Sono 50 milioni le persone sfollate all’interno dei loro paesi o fuggite in terre straniere. Anche i rischi che corrono per raggiungere un luogo sicuro sono più alti che mai. Più di 1800 persone hanno perso la vita cercando di attraversare il Mediterraneo nei primi sei mesi del 2015. La maggioranza di loro fuggiva da Siria ed Eritrea. Nel sud-est asiatico si sta svolgendo un’altra tragedia che vede coinvolti i rifugiati. In barchette a mala pena adatte alla navigazione, decine di migliaia di Rohingya, una delle minoranze etniche più perseguitate del mondo, hanno cercato di raggiungere la Malesia e l’Indonesia negli ultimi mesi.

Su due rifugiati, uno è un bambino. Molti di loro nascono in campi rifugiati, e viene loro negata una registrazione anagrafica e una nazionalità. In tutto il mondo, molti bambini rifugiati non hanno accesso all’educazione, alle cure mediche di base e talvolta, per mantenere sé stessi e le loro famiglie finiscono a fare lavori pericolosi.

A causa della guerra civile siriana che ancora infuria, 6 milioni di siriani hanno dovuto fuggire dal loro paese – e tuttavia, l’Unione Europea ne accoglie solo il 6%, contro 1.3 milioni ospitati in Libano e i 2 milioni della Turchia. Nei paesi dell’Unione Europea, nel 2014, il 25% delle richieste di asilo venivano da minori. 1.200.000 Siriani che vivono in Turchia hanno meno di 18 anni. Nonostante i numeri relativamente limitati e il sistema avanzato di protezione dei minori all’interno della UE, c’è ancora molto da fare per assicurare i diritti dei minori rifugiati. “Le storie dei bambini che arrivano sulle coste italiane sono persino difficili da ascoltare, sono incredibili”- dice Raffaele Salinari, Presidente della TDHIF. Secondo i dati ufficiali del Governo Italiano, alla fine di Marzo 2015 oltre 12.600 minori non accompagnati risultavano risiedere in Italia – ma di questi, più di 3.500 sono irreperibili dopo essere fuggiti dalle strutture che li accoglievano, confermando il preoccupante fenomeno delle sparizioni di minori. “Questo conferma le lacune del sistema di accoglienza in Italia”, afferme Alessandra Ballerini, avvocato e consulente di Terre des Hommes in Italia.

“Molti di questi bambini hanno fatto esperienze di violenza nei paesi di origine e sono stati gravemente traumatizzati durante il loro viaggio verso l’Europa. Hanno bisogno di un aiuto rapido e qualificato, ma sfortunatamente ci sono troppo poche strutture adeguate ed esperti per fornire assistenza psico-terapeutica” dice Donatella Vergari Segretario Generale Terre des Hommes Italia. In Europa dobbiamo fronteggiare un aumento della xenofobia contro gli stranieri, che si rivolge anche ai bambini rifugiati e migranti. Inoltre, i minori in cerca di asilo spesso rischiano di finire nei centri di detenzione per immigrati, sia perché sono fuggiti insieme alle loro famiglie o, se non accompagnati, perché in attesa della certificazione della loro esatta età anagrafica – dice il Segretario Generale della Federazione Internazionale Terre des Hommes, Ignacio Packer.

In quanto organizzazione che difende i diritti dei bambini, Terre des Hommes sostiene i minori rifugiati e difende i loro diritti in tutto il mondo. Terre des Hommes fornisce aiuto umanitario, psicosociale e legale ai minori rifugiati e richiedenti asilo in Libano, Giordania, Egitto, Indonesia e Italy, tra gli altri. Inoltre sostiene organizzazioni partner che lavorano con i minori rifugiati a Cipro, in Grecia e a Malta. Oltre a questo, le organizzazioni appartenenti al movimento Terre des Hommes, insieme ai loro partner, sono impegnate attivamente nella campagna Destination Unknown che chiede una migliore protezione dei minori rifugiati. In questa giornata internazionale dedicata alla protezione dei rifugiati, chiediamo;

• Di rinnovare gli sforzi tesi ad affrontare le cause del trasferimento forzato, inclusa una soluzione politica per le crisi in corso nel Medio Oriente e a migliorare gli standard per il rispetto dei diritti umani, inclusi i diritti delle minoranze;
• Di combattere la xenofobia, gli stereotipi, il pregiudizio e la discriminazione contro gli stranieri, in particolare giovani e minori, inclusi i rifugiati, in ogni parte del mondo;
• Maggiore solidarietà e sostegno degli stati europei verso altri paesi che ospitano attualmente il maggior numero di rifugiati, come la Giordania, il Libano e la Turchia;
• Maggiore solidarietà tra tutti i paesi europei e maggiori investimenti da parte di tutti per assicurare ai minori rifugiati l’accesso a tutti i diritti che spettano loro, inclusi servizi specializzati come l’assegnazione di un tutore legale e supporto psicosociale
• La fine della detenzione dei minori migranti in ogni parte del mondo.

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