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AGIRE: IL DRAMMA DEI PROFUGHI SIRIANI E LA NECESSITA’ DI UNA RISPOSTA UMANITARIA ADEGUATA.

22 agosto, 2012

La guerra civile in Siria assume toni sempre più drammatici. Dopo una festa di fine Ramadan (Eid al-Fitr) funestata da combattimenti che hanno causato quasi 100 morti, è di stamattina la notizia dell’uccisione della reporter giapponese Mika Yamamoto colpita durante i combattimenti ad Aleppo. E le dichiarazioni rilasciate ieri dal Presidente Barak Obama sulla possibilità di un intervento militare degli Stati Uniti a fronte dell’utilizzo di armi chimiche da parte della Siria contribuiscono a tratteggiare scenari del conflitto sempre più cupi ed estesi.

Il numero totale di rifugiati registrati da UNHCR il 17 agosto è di 170 mila, con un incremento di 23 mila persone rispetto alla settimana precedente. In Turchia sono già quasi 70.000 e il Ministro degli Esteri fa sapere che le possibilità di accoglienza del suo paese sono seriamente messe alla prova e che potrà giungere al numero massimo di 100 mila ingressi. Per questo avanza la proposta che venga costituita una zona protetta dalle Nazioni Unite all’interno della stessa Siria.

Anche negli altri paesi di accoglienza dei rifugiati siriani la situazione umanitaria peggiora drasticamente.
Dice Davide Berruti, Capo Missione di Intersos nel campo profufughi di Za’atari, al confine tra Giordania e Siria: “ Abbiamo superato ieri il tetto dei 10.000 rifugiati nel campo, che però si prevede ne accoglierà presto oltre 100 mila. Come si può immaginare arrivano in condizioni di assoluta indigenza, non hanno con sé quasi nulla e le organizzazioni umanitarie devono fornire pasti giornalieri, acqua sia da bere che per i servizi sanitari, cure mediche, assistenza…ma qui siamo in mezzo al deserto, la sabbia e il caldo sono ostacoli enormi che rendono ancor più complicato il tentativo di consentire a queste persone una vita per lo meno dignitosa”.

In Libano, invece, il governo non ha autorizzato la costruzione di tendopoli. Le famiglie rifugiate sono ospitate gratuitamente o a pagamento da famiglie libanesi, in condizioni molto precarie e con un onere finanziario non indifferente. L’afflusso di profughi, inizialmente concentrato nella zona del Nord, si è successivamente spostato nella valle della Bekaa. Entrambe le regioni sono tra le più povere del Libano.

LA responsabile degli interventi di GVC, Nada Ziwawi, racconta: “Le già limitate risorse delle comunità locali sono spesso sfruttate al limite e l’accesso alle infrastrutture e risorse può diventare oggetto di tensioni. Si registrano ad esempio gravi problemi di accesso all’acqua potabile, peggiorati ulteriormente nel corso dell’estate. La popolazione libanese ha inizialmente messo a disposizione dei profughi l’acqua necessaria a fare fronte alla prima emergenza, ma gli elevati costi del carburante necessario ad azionare le pompe sono ormai insostenibili”.

E il responsabile di Terre des Hommes, Mauro Clerici, aggiunge: “I bambini siriani hanno formalmente diritto di frequentare le scuole pubbliche libanesi, ma a patto di presentare certificati originali rilasciati dalle scuole siriane di provenienza, una condizione che è impossibile da soddisfare per la maggioranza delle famiglie. I progetti educativi e di supporto scolastico sono indispensabili per permettere a questi bambini, che hanno vissuto il dramma della guerra e della fuga, di ritrovare un po’ di normalità nella loro vita quotidiana e di conservare qualche speranza di reinserimento nella scuola”.

AGIRE – Agenzia Italiana per la Risposta alle Emergenze, ha lanciato un appello di raccolta fondi per sostenere l’operato delle 9 ONG del network impegnate in programmi di assistenza umanitaria in Siria e nei paesi confinanti (oltre alle citate GVC, InterSos e Terre des Hommes, anche ActionAid, CESVI, CISP, Oxfam, Sos Villaggi dei Bambini e VIS)

E’ possibile offrire il proprio sostegno attraverso i seguenti canali:

On-line: con carta di credito, Paypal o PagoInConto (per clienti del gruppo Intesa Sanpaolo) sul sito www.agire.it
In banca: con bonifico bancario su conto corrente di Banca Prossima intestato ad AGIRE ONLUS, Via Aniene 26/A – 00198 Roma. IBAN: IT64 R 03359 01600 100000013915 Causale: “Emergenza Siria”, oppure presso le agenzie delle Banche del Gruppo Intesa Sanpaolo utilizzando il codice “Grande Beneficiario” 9660 per ottenere la gratuità dell’operazione.
In posta: con bollettino postale sul conto corrente postale n. 4146579, intestato ad AGIRE ONLUS, Via Aniene 26/A – 00198 Roma.

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