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Aylan, 3 anni. Era un bambino in fuga dalla guerra

4 settembre, 2015

La straziante foto di Aylan, un bimbo rifugiato, senza vita, trascinato dalla corrente su una spiaggia in Turchia. Indossa una T-shirt rossa e dei pantaloncini blu che arrivano sotto al ginocchio. È fuggito da casa, dove non era voluto, ha cercato rifugio sull’isola che non lo voleva, ed è morto su una riva dell’Europa, che forse lo voleva ancora meno di tutti gli altri. Questa triste immagine è scioccante e rimarrà sulla nostra coscienza per sempre.

Noi di Terre des Hommes siamo indignati e adirati come chiunque, ma abbiamo deciso di non pubblicare la fotografia. La foto che vedete qui sopra raffigura un bimbo che dorme per terra in uno dei centri di primo soccorso, appena arrivato in Italia. Anche questa è la realtà, che ognuno di noi si deve impegnare a cambiare, per dare a lui e a tutti i bambini in fuga da conflitti e miseria un letto, un’ospitalità degna e un’opportunità per il futuro, esattamente come quello che auguriamo ai nostri figli.

Noi di Terre des Hommes abbiamo deciso di moltiplicare gli sforzi e il lavoro di assistenza che quotidianamente svolgiamo sul campo per i bambini e le famiglie che scappano dalla guerra. In Medio Oriente ed in Europa, stiamo dando un aiuto diretto e concreto ai bambini, in particolare ai minori non accompagnati.

In Europa, il progetto FARO interviene nei centri di accoglienza in Sicilia per offrire sostegno e assistenza psico-sociale ai minori non accompagnati che hanno attraversato il mare sui barconi. Al confine Italo-francese e alla Stazione Centrale di Milano, Terre des Hommes sta distribuendo dei kit igienici ai bambini e alle famiglie. I beneficiari diretti delle azioni sul campo di Terre des Hommes in Italia sono aumentati del 40% dall’inizio del 2015. Nei Balcani, Terre des Hommes si sta preparando ad offrire primo soccorso ai migranti in aree di frontiera, come quella serbo-ungherese.

In Medio Oriente, Terre des Hommes lavora con i bambini rifugiati e sfollati dal 2006 in Siria, in Giordania dal 2004 e dal 2003 in Iraq, dove i nostri beneficiari diretti sono aumentati del 40% solo nel 2015.

La fotografia di Aylan riporta alla memoria quale sia la realtà sul campo ed è diventata virale in poche ore. È diventata sia un prodotto mediatico sia il simbolo di un fallimento. Il fallimento dell’Europa nel salvare vite, nell’accogliere, nel proteggere e nel prendersi cura di Aylan e della sua famiglia. Una famiglia delle centinaia di migliaia in fuga dalla guerra e dalla violenza. La fotografia sta risollevando la domanda su come faranno i Capi di Stato e i leader europei ad adottare tra tre settimane a New York l’Agenda degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile del Millennio, che vuole aprire la strada ad un mondo nel quale nessuno viene lasciato indietro, e che si basai sulla dignità e i diritti umani di tutti, compresi i bambini migranti e rifugiati. L’Agenda verrà adottata con impressa in mente LA foto che rivela la portata del nostro fallimento se l’Europa continua a preferire la libertà di movimento dei capitali alla dignità e ai diritti umani.

La foto di Aylan impone una nota questione. Da una parte, il bisogno di mostrare la realtà, così com’è. Dall’altra parte, la non negoziabilità del diritto alla dignità per il bambino Aylan, sua madre, suo fratello e il resto della sua famiglia superstite.

Perché i bambini sono il patrimonio comune più prezioso dell’umanità, ognuno di noi ha il dovere di prendersi cura di loro. Per questo Terre des Hommes agisce direttamente sul campo. Con dignità.

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