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Bambini migranti: L’Europa segni un cambio di passo verso un’accoglienza fondata sui diritti umani

18 settembre, 2015

Terre des Hommes, da sempre impegnata nella protezione dei bambini in fuga da guerre, persecuzioni e povertà – in particolare con FARO, progetto di aiuto diretto ai minori stranieri non accompagnati (MSNA) e ai bambini con famiglie in arrivo in Sicilia – segue con preoccupazione lo sviluppo della risposta europea alla crisi migratoria che sta interessando il nostro continente, dalla quale emerge l’assenza di un condiviso rispetto di principi quali solidarietà e accoglienza, che pure costituiscono le fondamenta dell’Unione Europea.
137.000 persone sono giunte via mare in Europa nei primi sei mesi dell’anno, a dimostrazione che il trend degli arrivi non conosce sosta e impone una risposta solida, di lungo periodo e solidale.
Di questi arrivi Terre des Hommes, grazie a FARO, è osservatore privilegiato, perché impegnata in diverse strutture di prima accoglienza, nelle principali aree di sbarco dei migranti in Sicilia.

Qui la Fondazione assiste minori in arrivo soli e famiglie con bambini, anche molto piccoli, che dopo lo sbarco sono loro malgrado costretti ad una permanenza lunga nei CPSA italiani, inadeguata ai loro bisogni, nonché a volte rischiosa per il loro già delicato equilibrio psicologico, fortemente provato dalle violenze e traumi del viaggio.
Questo triste scenario, del resto, non sembra poter cambiare a breve, considerata l’incapacità dell’Europa di adottare una politica nuova in materia di immigrazione che segni un cambio di passo, nella direzione della solidarietà e del rispetto pieno dei diritti umani.

Mentre a Bruxelles si discute di quote, senza trovare un accordo definitivo, migliaia di migranti, tra cui bambini e giovani, sono oggi costretti in condizioni inumane ed umilianti tra i confini di Paesi europei che, con violenza e rabbia, negano loro qualunque aiuto e accoglienza calpestando quei valori di mutuo soccorso, rispetto e solidarietà che pure fondano questa ‘Unione’.
Preoccupa la sospensione delle regole di Dublino, quando disposta in modo discrezionale e unilaterale da Paesi membri e non invece adottata nel rispetto di un nuovo sistema di accoglienza, moderno, aperto, condiviso e lungimirante.
Così come lascia perplessi un ‘agenda europea che punta alla velocizzazione dei rimpatri di chi, presumibilmente, non avrà titolo ad alcuna protezione e ad una contemporanea severa scrematura ‘all’ingresso’ dei potenziali richiedenti asilo, attraverso l’istituzione di Centri ‘Hotspot’ in cui espletare tali complesse procedure selezione.
In Sicilia saranno diversi gli hotspot operativi, tra cui il CPSA di Pozzallo, dove Terre des Hommes opera da giugno 2015.
“Siamo molto in tensione per questo previsto cambio di identità del Centro perché non sappiamo cosa attenderà i migranti che vi arriveranno in futuro, né i termini e le modalità di gestione della loro permanenza”, sostiene Federica Giannotta, Responsabile Advocacy e Programmi Italia di Terre des Hommes. “Nulla inoltre è dato sapere in ordine al futuro ruolo delle ONG in tali nuove strutture, pertanto seguiamo con grande attenzione i prossimi sviluppi normativi in materia”.
“I nostri operatori hanno fatto presente alle autorità competenti l’adozione di prassi non sempre fondate sul rispetto della persona, nella gestione degli ospiti e nelle procedure di identificazione. La reclusione di adulti e famiglie con bambini, anche molto piccoli, per intere settimane non risponde infatti ai principi di ‘temporanea permanenza’ che dovrebbe essere propria di strutture quali i CPSA”, prosegue Giannotta.
“Ribadiamo questo punto perché l’Europa sappia che Paesi come il nostro continuano a confrontarsi ogni giorno con l’assenza di posti disponibili in accoglienza e questo è dovuto sia all’assenza di una riforma del nostro sistema, per il quale chiediamo al Parlamento l’urgente approvazione ed attuazione del disegno di legge in materia di sistema di protezione dei minori stranieri di cui è prima firmataria l’On. Sandra Zampa, sia per l’assenza di un meccanismo di ricollocamento dei migranti nei doversi Paesi EU che persiste nel lasciare un carico all’Italia insostenibile”.

Durante la nostra attività nel CPSA di Pozzallo abbiamo assistito e necessariamente alle autorità competenti la violazione di norme elementari di sicurezza, quali la chiusura delle porte del Centro con furgoni durante le procedure di identificazione, per impedire l’uscita dei migranti nel cortile del centro, che pur è parte integrante del Centro, recintata e sorvegliata dalle forze dell’ordine.
Purtroppo senza risultato.
E’ però opportuno ricordare che un Cpsa dovrebbe essere per sua natura una struttura aperto e non un centro di reclusione.

L’affollamento, le condizioni igieniche inadeguate, la privazione della libertà protrattasi anche per settimane, hanno un impatto devastante sul già precario equilibrio psicologico degli ospiti cui Terre des Hommes offre un supporto mirato e professionale.
Disorientamento, ansia, panico, scatti di violenza, senso di oppressione sono diffusi tra i migranti in attesa di conoscere il loro destino e vengono accentuati da procedure di identificazione non espletate nel pieno rispetto della persona se non a volte in violazione dei diritti fondamentali

“Ma è’ proprio in questi contesti, dove l’essere umano è privato di un reale sostegno alla persona, che diventa fondamentale poter offrire un servizio di ascolto professionale, che permetta di identificare le vulnerabilità e contenere le paure, l’ansia e il senso di persecuzione che colpisce gli ospiti. Siamo lieti quindi di poter fornire questo delicatissimo servizio grazie al Protocollo di collaborazione che abbiamo con la Prefettura di Ragusa”.

“Con il nostro servizio di assistenza psicosociale e psicologica cerchiamo di alleviare le sofferenze di questi bambini, che già giungono in Italia con storie di violenza e abusi vissuti durante il viaggio. Tuttavia questo servizio, mirato e professionale, è indebolito se non supportato da un successivo trasferimento della persona in altre strutture di prima accoglienza con standard adeguati, in grado di fornire assistenza psicologica e psicosociale che aiutino a ridefinire un progetto di vita e di inserimento sociale del minore.
Questo è ciò che invece accade, nel centro Mediterranean Hope di Scicli (RG), dove al momento TDH opera a supporto dei MSNA che da Pozzallo sono trasferiti lì”.

Attualmente Terre des Hommes presta assistenza psicologica e psicosociale ai minori stranieri in Sicilia, ospitati in alcuni Centri di primo Soccorso e Accoglienza per minori stranieri non accompagnati (MNSA) nelle province di Siracusa e di Ragusa ed è presente a Milano presso l’HUB della Stazione Centrale con un programma di fornitura di KIT di prima emergenza. Questi interventi si inseriscono nel progetto Faro, avviato nel 2011.

Le attività di Terre des Hommes a protezione dei minori stranieri non accompagnati in Italia sono finanziate interamente con fondi privati. Tra i maggiori donatori troviamo la Federazione Terre des Hommes, Fondation d’Harcourt, Fondazione Prosolidar, la Fondazione Zanetti e la catena d’abbigliamento C&A.
Le metodologie elaborate da Terre des Hommes negli ultimi cinque anni, durante la sua permanenza a Lampedusa e poi a Siracusa, sono state raccolte in una Guida Psicosociale per Operatori impegnati nell’accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati liberamente scaricabile online e messa a disposizione di tutti coloro che necessitino di linee guida consolidate.
Il progetto Faro rientra nella Campagna “Destination Unknown” della Federazione Internazionale Terre des Hommes per la protezione dei bambini migranti (children on the move) nel mondo in fuga da guerre, povertà e violenze, che secondo i dati più recenti sono quasi 35 milioni (fonte UN).

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