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Basta stragi di bambini in mare. Rivediamo il regolamento di Dublino

31 maggio, 2016

Basta stragi di bambini: Terre des Hommes chiede con urgenza un cambio di rotta nelle politiche europee sulla migrazione per stroncare il traffico di esseri umani e salvare la vita a migliaia di bambini e persone in fuga da guerre e povertà. “L’intensificarsi dei viaggi nel Mediterraneo per giungere in Europa e le conseguenti stragi in mare sono la dimostrazione che è necessario avviare un sistema di corridoi umanitari ad ampio raggio per evitare le morti e le sofferenze di centinaia di migliaia di persone, primi tra tutti i bambini”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile dei Progetti in Italia di Terre des Hommes, organizzazione in prima linea nell’assistenza umanitaria, psicologica e psicosociale dei minori migranti. Con il suo progetto Faro dal 2011 ad oggi ha assistito 12.000 minori stranieri non accompagnati e minori giunti in Italia con le famiglie.

In Libia ti picchiano senza che tu abbia fatto nulla. Io non ero pronto per una sofferenza così intensa, mi sono imbarcato appena ho avuto l’occasione”. Le testimonianze dei minori arrivati nelle ultime settimane in Sicilia raccontano esperienze drammatiche, particolarmente dolorose per chi è poco più che bambino. Imprigionati dai trafficanti in compound affollatissimi prima di partire, soggetti ad abusi e torture, privazioni di ogni tipo, giungono sulle nostre coste traumatizzati ma allo stesso tempo colmi di speranze per il futuro. Speranze che spesso si infrangono contro un sistema d’accoglienza che ha ancora troppe lacune sia a livello nazionale che europeo.

Molti minori appena arrivati ci chiedono come fare per raggiungere il Nord Europa, dove spesso hanno già dei familiari”, continua Giannotta. “Ma devono sottostare a una prolungata permanenza nei centri d’accoglienza italiani a causa del Regolamento di Dublino che li obbliga a richiedere asilo politico nello stesso Paese dove si è sbarcati. Evidentemente è una norma che va superata nell’interesse del minore che deve ricongiungersi nel più breve tempo possibile con i parenti”.

Le lunghe attese per la valutazione della domanda di asilo – unite a un’accoglienza che spesso non garantisce condizioni dignitose – sono la principale motivazione che spinge migliaia di minori stranieri non accompagnati a fuggire dai centri d’accoglienza. Al 31 dicembre 2015, sono 6.135 i minori stranieri non accompagnati che, in base ai dati del Ministero del Lavoro, risultano “irreperibili”.
Oggi, il regolamento Dublino prevede per i minori la possibilità di ricongiungersi con un parente che vive in un altro Paese europeo. Seguire le vie legali, però richiede tempi molto lunghi che esasperano ulteriormente i ragazzi. Che spesso preferiscono rimettersi in viaggio o affidarsi a passeur. Una scelta che li espone a ulteriori rischi di violenze e sfruttamento da parte di reti criminali e li costringe a vivere in condizioni inumane come succede, ad esempio, a Calais o nei campi informali di Ventimiglia

Chiediamo quindi che venga al più presto rivisto il sistema d’accoglienza europea secondo quanto già proposto dalle europarlamentarti Cécile Kyenge e Patrizia Toia, sulla base di un vero principio di solidarietà e rispetto dei fondamentali diritti umani”, conclude Federica Giannotta.

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