Chinonanquila, Giugno 2006 - Dia da Crianca

Carente l’impegno sui diritti umani dei candidati FIFA

19 febbraio, 2016

Nessuno dei candidati alla presidenza FIFA si impegna completamente per porre fine agli abusi dei diritti umani e alla corruzione legati ai grandi eventi sportivi

“Non c’è tempo da perdere se vogliamo evitare che si verifichino delle violazioni dei diritti umani durante la preparazione e lo svolgimento dei Mondiali in Russia nel 2018 e Qatar nel 2022”, dichiara Sylvia Schenk di Transparency International Germany.

La FIFA deve ancora dimostrare di voler davvero cambiare pagina e lasciarsi alle spalle gli episodi di corruzione e violazioni di diritti umani. Nessuno dei candidati alla presidenza ha infatti sottoscritto tutti gli impegni proposti da una serie di importanti ONG internazionali, tra cui Terre des Hommes, per risolvere questi problemi né ha presentato delle valide misure alternative per lo stesso scopo.

Alla fine di gennaio Terre des Hommes, assieme ad Amnesty International, Football Supporters Europe, Human Rights Watch e Transparency International Germany ha chiesto ai candidati di impegnarsi su 6 punti principali nei loro primi 100 giorni di presidenza, per far sì che gli eventi FIFA non causino o contribuiscano alle violazioni dei diritti umani e alla corruzione.

Anche se nessuno dei candidati si è impegnato su tutti e 6 i punti, quattro di loro (Jerome Champagne, il Principe Ali bin Al-Hussein, Gianni Infantino e lo sceicco Salman Al-Khalifa) hanno dato un riscontro dicendo che si sarebbero impegnati su alcuni dei problemi segnalati dalle ONG. In particolare hanno riconosciuto che è necessario migliorare a tutti i livelli la trasparenza, ma nessuno ha accettato la richiesta di un ente indipendente di controllo che possa supervisionare il processo di miglioramento. Il Principe Ali ha annunciato di voler coinvolgere Kofi Annan, ex Segretario Generale dell’ONU, come direttore di un gruppo indipendente di controllo.

“Abbiamo fatto delle richieste molto specifiche e sappiamo che non basta fare degli annunci generici. Come organizzazione focalizzata sui diritti dei bambini, dobbiamo richiedere delle misure specifiche per cambiare radicalmente il modo di operare della FIFA, i cui eventi nel passato hanno recato danni notevoli ai bambini dei paesi ospitanti”, ha dichiarato Ignacio Packer, Secretario Generale della Federazione Internazionale Terre des Hommes.

Ecco i 6 punti su cui abbiamo chiesto che si impegnino i candidati presidenti:

1 – Criteri trasparenti di scelta dei Paesi che ospitano i grandi eventi sportivi
2 – Misure efficaci di controllo contro la corruzione e le violazioni dei diritti umani nella realizzazione dei grandi eventi sportivi
3 – Prevenzione delle violazioni dei diritti umani per i prossimi Mondiali in Russia nel 2018 e in Qatar nel 2022
4 – Trasparenza assoluta all’interno della FIFA, fissando degli standard comuni applicabili alle federazioni continentali e nazionali
5 – Assenza di discriminazioni di genere e delle minoranze nella preparazione e lo svolgimento degli eventi sportivi
6 – Coinvolgimento di tutti gli stakeholder (comunità locali, associazioni di base e ONG) nell’evento sportivo in un processo continuo di consultazione

Ecco come hanno risposto i candidati:

Gianni Infantino ha risposto con una lettera in cui dice che molti degli impegni richiesti già erano presenti nel suo programma, per quel che riguarda la trasparenza, il coinvolgimento degli stakeholder, la scelta dei paesi ospitanti gli eventi. Ha poi dichiarato che la FIFA ha una evidente responsabilità nell’assicurare che vengano rispettati i diritti dei lavoratori impegnati nei Mondiali. Si è riferito alla dichiarazione UEFA EURO 2016 a sostegno dei diritti umani e delle misure anticorruzione.

Jerome Champagne si è detto d’accordo nel chiedere alle autorità russe e del Qatar di prevenire le violazioni dei diritti umani per i Mondiali del 2018 e 2022. Si è impegnato anche a contrastare le discriminazioni di genere contro donne e LGBTI e a rendere questo impegno una condizione permanente nella scelta del Paese ospitante un grande evento sportivo.
Il Principe Ali bin Al-Hussein ha risposto con una lettera in cui asserisce che la sua priorità è contrastare il traffico di giovani calciatori e la protezione dei giocatori e dei tifosi dal razzismo. Ha poi scritto di aver intrapreso azioni per promuovere il calcio femminile e di ritenere che le future edizioni dei Mondiali debbano rispettare i diritti umani fondamentali e dei lavoratori. Come futuro presidente vorrebbe che i paesi ospiti fossero tenuti a rispettarli.

Lo sceicco Salman Al-Khalifa ha dichiarato che avrebbe investito nello sport femminile e che si impegna a far sì che l’eliminazione delle pratiche discriminatorie contro le minoranze sia una condition sine qua non per i paesi ospitanti i grandi eventi sportivi, così come la prevenzione delle violazioni dei diritti umani e dei lavoratori, ma senza riferirsi a Russia 2018 e Qatar 2022.

Le elezioni del nuovo presidente FIFA avranno luogo il 26 febbraio.

Per informazioni contattare:

Andrea Florence, Strategic Alliance Officer
+ 41 79 938 1029
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