Terre des Hommes

Caso Gabanelli: Terre des Hommes chiede l’approvazione di un piano nazionale di educazione ai media.

13 aprile, 2011

LA RETE NON E’ CATTIVA

“DALL’EPIC FAIL” ALLA “GOOD NEWS”

Terre des Hommes chiede alla Gabanelli di  sostenere l’idea di un piano nazionale di educazione ai media perché l’educazione digitale è un diritto

A seguito della controversa puntata di Report sui Social network Terre des Hommes, organizzazione internazionale che si occupa da 50 anni di bambini e dei loro diritti, ribadisce la sua posizione critica rispetto alle demonizzazioni della rete e alle facili semplificazioni, ricordando come la questione, evidenziata in modo sgradito al pubblico degli internauti dalla trasmissione, non stia né nella Rete, né negli utenti e negli attori della Rete ma piuttosto nella modalità in cui le due parti vengono ad incontrarsi.

“Semplificare il linguaggio non deve significare rinunciare a fare approfondimenti giornalistici sulle opportunità offerte dal web sia agli adulti che ai bambini” dichiara Paolo Ferrara di Terre des Hommes  rispondendo alla Gabanelli “ma significa accettare il mandato che la TV pubblica dovrebbe avere, ossia quello di fare informazione e creare consapevolezza.”

Terre des Hommes ha da tempo posto l’attenzione sul fatto che proprio i bambini e gli adolescenti italiani sono tra quelli con il più alto rischio di esclusione, soprattutto a causa della loro scarsa educazione (e di quella dei loro genitori) all’uso delle rete e dei nuovi media. Una Ricerca Europea Sottolinea addirittura che i bambini italiani scontano un ritardo tecnologico di 2 anni che li porta ad avere meno competenze nell’uso di Internet rispetto ai loro coetanei europei. A essere a  rischio non è solo la possibilità di inserirsi nell’economia che cambia, ma la stessa possibilità di diventare cittadini consapevoli, liberi, capaci di comprendere i nuovi linguaggi, decrittarli, difendersene ma anche usarli in maniera costruttiva.

Trasmissioni come quella di Report dell’altra sera rischiano di riportare il dibattito indietro di anni, focalizzandolo solo sull’allarme sociale invece che sulle possibilità, già disponibili, per educare gli italiani ai nuovi strumenti della cittadinanza.

Terre des Hommes torna a chiedere  un piano nazionale di educazione ai media che coinvolga i bambini italiani e i loro genitori e sottolinea  come la cultura digitale sia ormai da considerarsi una condizione essenziale per permettere anche ai nostri bambini di esercitare il proprio diritto di essere cittadini a pieno titolo e per proteggerli anche dalle insidie della rete.

Terre des Hommes chiede a Report e alla signora Gabanelli di costruire un’inchiesta sulle goodnews della rete e sulla essenziale necessità per il nostro Paese di difendere il diritto di ogni bambino  a vivere una cittadinanza digitale consapevole.

Ricerche: Eu kids (progetto di ricerca europeo dedicato al rapporto tra i bambini e internet finanziato dal Safer Internet Plus Programme) emerge che I bambini italiani entrano in  Internet a 10 anni, in ritardo di due anni rispetto ai loro coetanei europei.  Terre des Hommes e People: Minori e Nuovi media: http://www.terredeshommes.it/dnload/DossierChildGuardianAward-2010-Terre-des-Hommes.pdf

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