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I Dialoghi del violino e dell’Oud

25 gennaio, 2013

Domani, 26 gennaio 2013, andrà in scena lo spettacolo “The Dialogues of Violin and Oud” organizzato da Terre des Hommes e dall’associazione musicale Al Kamandjati al Palazzo della Cultura di Ramallah, nei Territori Occupati Palestinesi. Il concerto segna la felice conclusione del progetto “La musica getta un ponte tra Cisgiordania, Italia e Francia”, cofinanziato dall’Unione Europea. Lo spettacolo verrà messo in scena per un pubblico di centinaia di bambini, assieme a rappresentanti delle istituzioni come Olga Baus-Gibert, Direttore del dipartimento Affari Sociali dell’Unione Europea, Muhannad Beidas, direttore per l’Educazione dell’UNRWA e Piera Redaelli, responsabile dei progetti in Medio Oriente di Terre des Hommes.

Durante lo spettacolo verrà proiettato il cortometraggio “I Dialoghi del violino e dell’oud”, i cui protagonisti sono gli stessi del progetto e dello spettacolo: i bambini e la musica. Sul palco si sussegueranno orchestre e cori di bambini, l’ensemble di Al Kamandjati e i gruppi di percussioni che suoneranno musiche occidentali e orientali per più di un’ora. Il video è visibile nel web

Il progetto “La musica getta un ponte tra Cisgiordania, Italia e Francia” di Terre des Hommes e Al Kamandjati parte dall’idea che l’insegnamento della musica favorisca lo sviluppo di capacità e interessi che possono arricchire la vita dei bambini in tutto il mondo.

Basta sentire i protagonisti: “Ho fatto parte del coro e adesso posso cantare nel mio campo profughi” dice Sadeel, cantante solista di dieci anni, che vive nel campo di Qalandia. “Ho partecipato al coro dei campi perché mi piace da matti cantare: mi fa stare davvero bene! Mi sono divertita un sacco e so che quando cresceremo io e Sadeel saremo famose”, dice Narmeen[1] (14 anni, che vive nel campo di Al Amari).

“I bambini hanno scoperto qualcosa di nuovo e ne sono immensamente felici. Ora il loro sguardo riesce ad andare lontano. E’ come se cercassero sempre qualcosa di nuovo attraverso la musica. Credo che i bambini desiderassero da sempre, nel profondo del loro cuore, questo incontro con la musica. Mancava solo qualcuno che facesse loro da guida, da insegnante. Una volta incontrato chi poteva aiutarli a esprimere sé stessi (in questo caso me), loro l’hanno seguito”, racconta Iyad Stati, direttore del coro di Al Kamandjati.

“La musica getta un ponte tra Cisgiordania, Italia e Francia” mira a mettere in contatto attraverso la musica persone di differenti culture, con sensibilità diverse, permettendo loro di portare la propria esperienza dentro il progetto. I partecipanti dall’Europa e dalla Palestina hanno lavorato insieme per mantenere viva la memoria della musica tradizionale e per promuovere l’utilizzo della musica come strumento fondamentale per l’istruzione e la crescita dei bambini palestinesi, che troppo spesso sono tagliati fuori da queste occasioni di esprimersi e sviluppare la propria personalità.

Il progetto ha anche permesso ai bambini dei campi profughi di Qalandia, al-Am’ari e Jalazone del Governatorato di Ramallah di avvicinarsi alla musica e alla cultura europea, oltre che palestinese, imparando la teoria e la pratica musicale e riuscendo a mettersi in contatto con coetanei italiani e francesi.

Questi i risultati ottenuti dall’inizio del progetto “La musica getta un ponte tra Cisgiordania, Italia e Francia” (febbraio 2010) ad oggi:

– hanno partecipato alle attività 5.500 bambini che frequentano le 8 scuole dell’UNRWA, i centri infantili e il centro femminile dei tre campi profughi situati intorno Ramallah,

– A tutti loro è stata data la possibilità di:

– frequentare lezioni di guida all’ascolto musicale, lezioni (individuali e di gruppo) di musica nelle ore extrascolastiche nei campi estivi musicali

– esibirsi in cori e orchestre

– partecipare a vari festival di musica e seminari

– scambiare le proprie esperienze con coetanei italiani e francesi.

Il tutto sempre con il sostegno e la supervisione di insegnanti di musica ed esperti palestinesi e di altre nazionalità.

– 130 insegnanti e ausiliari hanno ricevuto una formazione specifica sull’insegnamento della musica, educazione musicale e utilizzo della musica come materia interdisciplinare, grazie alla partecipazione di insegnanti di musica ed esperti palestinesi e di altre nazionalità.

– E’ stato creato un network collegando Al Kamandjati a 20 scuole[2] di musica italiane, palestinesi e francesi, per alimentare un continuo scambio culturale tra bambini e musicisti che ha portato all’organizzazione di più di 30 concerti e seminari in tre nazioni, a cui hanno assistito più di mille persone.

– Sono stati realizzati i manuali Music Education in primary school(Educazione musicale nel ciclo primario) e Music Promoting learning(Imparare a promuovere la musica)per maestri e professori, che possono essere utilizzati non solo per l’insegnamento della musica nelle scuole, ma anche nei programmi extracurricolari.

· È stata rafforzata la struttura e la professionalità di Al Kamandjati grazie a più di 10 seminari e sessioni formative che hanno coinvolto sia il personale locale che internazionale che si occupa di insegnamento e contabilità.

· È stato creato un blog (orchestrabalaleen.wordpress.com), una pagina Facebook (Orchestra Al-Balaleen) e twitter (@OBalaleen) per dare visibilità e vivacità all’esperienza dei bambini

· È stata registrata Cantiamo, Ghannu, Chantez (Let’s Sing), una raccolta di 13 canzoni italiane, palestinesi e francesi eseguite dai bambini delle 12 scuole di musica del progetto

· Per saperne di più di questo viaggio pieno di sorprese attraverso la musica e la cultura: www.orchestrabalaleen.wordpress.com

La scuola Al Kamandjâti inizia il suo percorso nel 2002 a partire da un’intuizione di Ramzi Aburedwan, violista (medaglia d’oro al Conservatorio d’Angers, Francia) nato e cresciuto nel campo di rifugiati di Al Am’ari, nei dintorni di Ramallah. Con le sue attività promuove il diritto all’educazione dei bambini e delle bambine palestinesi che vivono nei campi di rifugiati e nei villaggi di tutta la Palestina e del Libano, con il linguaggio universale della musica. Per saperne di più: www.alkamandjati.com

Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Da oltre un decennio Terre des Hommes opera nei Territori Occupati Palestinesi per tutelare il diritto all’educazione, al gioco e alla salute alle bambine e ai bambini più svantaggiati e alle loro famiglie, in particolare a Hebron, Ramallah, e nella Striscia di Gaza, in collaborazione con organizzazioni locali e internazionali.

Attualmente Terre des Hommes è presente in 72 paesi con oltre 1.200 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano. Per informazioni: www.terredeshommes.it





[1] Sadeel vive nel campo profughi di Qalandia. Ha iniziato a settembre del 2011come percussionista al Centro Femminile. Ha cominciato a cantare nel coro ad agosto 2012 e adesso è una delle cantanti solista.

Narmeen vive nel campo profughi di Al Am’ari, ha iniziato a cantare nel coro del campo la scorsa estate e adesso è l’altra solista.

[2] Scuola di musica Il Trillo, Scuola Popolare di Musica di Testaccio, Scuola di musica Donna Olimpia, ARS – centro studi musicali, Associazione e accademia musicale A.Vivaldi, Carpenedolo, Scuola d’archi Pellegrino da Montechiaro di Montichiari, Associazione Culturale Musicale di Castiglione delle Stiviere (Italia)

Conservatoire à Rayonnement Régional, Ecole de musique de Bouchemaine, Ecole de musique de Trélazé, Ecole de musique de Les Ponts de Cé, Cultural Center La Rocher de Palmer, Conservatoire de Toulouse, Ecole de musique La Source, Ecole de musique Erik Satie, Ecole Maîtrisienne Régionale des Pays de la Loire, School of Saint-Exupéry, Bourg-en-Bresse, School of Chatillon sur Chalaronne, Bourg-en-Bresse, School of Journans, School of Jeanne d’Arc de Bourg en Bresse (Francia).


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