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Immigrazione, riunione UE: i governi ricordino gli obblighi di protezione dei minori migranti, che continuano a morire per raggiungere l’Europa

31 agosto, 2015

A seguito dell’annuncio oggi della riunione ministeriale d’emergenza UE sull’immigrazione, Terre des Hommes ribadisce che è assolutamente fondamentale giungere velocemente al varo di misure efficaci di protezione dei minori migranti e delle loro famiglie che fuggono da conflitti e violenze. “Troppe sono le morti a cui abbiamo dovuto assistere di bambini e ragazzi che, a causa della mancanza di canali legali per entrare in Europa, sono stati costretti ad affidarsi ai trafficanti con il miraggio di una vita migliore”, dichiara Raffaele K. Salinari, Presidente della Federazione Internazionale Terre des Hommes.

La chiusura delle frontiere non elimina il flusso incontrollato di migranti, ma finisce per provocare continue emergenze umanitarie tenendo in scacco la capacità dell’Europa di accogliere coloro che hanno diritto alla protezione internazionale. “Tutti i governi europei, compresi quelli che non fanno parte dell’Unione Europea, devono implementare un’immediata strategia comune di asilo”, prosegue Salinari. “Il Regolamento di Dublino si è ormai rivelato del tutto inadeguato per rispondere alla situazione attuale, come dimostra la decisione della Germania di accogliere i rifugiati siriani, in deroga ad esso. Adesso però occorre arrivare a un chiaro ripensamento sulle politiche di asilo, senza lasciar fuori migranti provenienti da altre nazioni in conflitto”.

Oltre a moltiplicare gli sforzi diplomatici per arrivare alla risoluzione dei conflitti che danno origine ai maggiori flussi migratori, è necessario prevedere corridori umanitari con la possibilità di ottenere il visto direttamente nel paese d’origine e in quelli confinanti. Solo in questo caso infatti si potranno monitorare e prevedere gli afflussi, togliendo ai trafficanti di esseri umani il monopolio del trasferimento delle persone ed evitando infinite sofferenze ai migranti.

“Molti minori in arrivo dalla Libia ci raccontano di lunghi mesi di lavoro forzato per potersi pagare il passaggio sui barconi, sono denutriti, ancora sotto shock per le violenze subite. Chi non ha abbastanza soldi viene chiuso nella stiva e rischia di soffocare. Chi non è abbastanza forte muore, come il ragazzino somalo soccorso in mare pochi giorni fa, che non ce l’ha fatta ad arrivare vivo in Sicilia”, denuncia Salinari.

In questo momento Terre des Hommes Italia è attiva in Sicilia con il progetto Faro per l’assistenza psicosociale e psicologica dei minori migranti e delle famiglie con bambini, oltre che con la distribuzione di kit d’emergenza ai migranti in arrivo a Milano. In Medio Oriente sta portando avanti interventi umanitari in Siria, Libano, Iraq e Giordania a favore di oltre 300.000 vittime del conflitto, in maggioranza bambini.

Il progetto Faro rientra nella Campagna “Destination Unknown” della Federazione Internazionale Terre des Hommes per la protezione dei bambini migranti nel mondo in fuga da guerre, povertà e violenze, che secondo i dati più recenti sono quasi 35 milioni (fonte UN). Con Destination Unknown Terre des Hommes è presente con interventi in Sicilia (Progetto Faro), Malta (in collaborazione con KOPIN), Grecia (in collaborazione con ARSIS), Cipro (in collaborazione con Hope for Children Cyprus) in Europa Centrale e Sud-orientale, Libano, Iraq, Giordania, Siria ed Egitto.

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