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Lampedusa, inaccettabili le condizioni di accoglienza dei bambini Terre des Hommes propone sei soluzioni concrete e rapide per ristabilire il diritto umanitario

17 ottobre, 2013

Le condizioni di accoglienza dei bambini al Centro di Primo Soccorso di Lampedusa sono assolutamente inaccettabili. Preposto all’accoglienza di massimo 250 persone, il centro ne accoglie oggi circa 800 di cui circa 200 sono bambini piccoli. Si tratta per lo più di nuclei familiari molto numerosi, con quattro o cinque bambini, anche neonati.

 

“Vederli costretti a dormire per terra, su materassi sporchi e senza coperte, nel freddo della notte isolana, non è più ammissibile”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Advocacy di Terre des Hommes. “Le mamme ci raccontano che nel cuore della notte si svegliano per il freddo, perché i bambini non riescono a dormire e loro non sanno come fare.  Se piove entra acqua nel tetto e intere stanze si allagano e quindi lo spazio, a disposizione si riduce ulteriormente”.

 

Nel centro ci sono persone di etnie diverse: eritrei, somali, siriani, ghanesi e anche nepalesi e questo comporta anche difficoltà di condivisione degli spazi. Molte famiglie sono costrette ad accamparsi fuori, sulla terra nuda, in mezzo agli alberi, con ripari di fortuna fatti con le coperte termiche usate nel salvataggio. Lì sotto ci sono anche neonati che vengono allattati e fatti dormire all’aperto, in condizioni climatiche ormai non più sopportabili.

 

“Come organizzazione umanitaria che opera nel centro per l’assistenza psicosociale dei bambini e delle famiglie con bambini ci sentiamo umanamente responsabili per le condizioni inaccettabili in cui versano queste persone e non possiamo che prodigarci, nell’ambito del nostro mandato, di offrire il migliore servizio possibile. dichiara Raffaele K. Salinari, Presidente di Terre des Hommes. “Tuttavia, soprattutto dopo che le maggiori istituzioni del Paese hanno speso tante parole sulla necessità di un’accoglienza diversa per i migranti, l’attuale situazione risulta assolutamente inaccettabile rispetto ai parametri del diritto internazionale umanitario”.

Terre des Hommes pertanto chiede al Governo Italiano:

 

1.    Che venga riattivato immediatamente il meccanismo dei trasferimenti dal CSPA a strutture d’accoglienze adeguate con priorità assoluta per bambini e famiglie e minori non accompagnati.

2.    Che la loro permanenza nel CSPA o altro luogo che si volesse finalmente scegliere per la loro accoglienza sia comunque il più breve possibile, come previsto dalle norme italiane in materia di accoglienza e le persone non debbano essere private della libertà personale

3.    Che a livello Europeo sia rapidamente posta in essere una revisione del Regolamento Dublino

4.    Che siano istituiti dei canali umanitari a protezione delle persone migranti in arrivo in Italia per evitare che tragedie come quelle recenti abbiano ancora a verificarsi.

5.    Che il ‘mare nostrum’ diventi il luogo in cui meccanismi di protezione efficace e tempestiva trovino effettiva applicazione per salvaguardare vite umane ed i loro diritti.

6.    Che si trasferiscano, previo accordo con la popolazione locale, le famiglie con i bambini nelle strutture libere (30.000 posti disponibili per i turisti praticamente vuoti nella stagione fredda) di Lampedusa in attesa del loro tempestivo trasferimento in strutture d’accoglienza definitive.

 

Terre des Hommes è presente a Lampedusa dal 13 giugno 2013 con il progetto Faro III di assistenza psicologica e psicosociale in favore dei minori stranieri non accompagnati e delle famiglie con bambini, finanziato dalla Fondazione Prosolidar. Il nuovo intervento, che segna la terza fase del progetto Faro iniziato due anni fa durante l’Emergenza Nord Africa, rientra nella Campagna ‘Destination Unknown’ della Federazione Internazionale Terre des Hommes per la protezione dei bambini migranti (children on the move) nel mondo in fuga da guerre, povertà e violenze, che secondo i dati più recenti sono quasi 21 milioni (fonte UNHCR).

 

Nel 2011 Terre des Hommes aveva avviato un progetto di assistenza giuridica e legale ai minori migranti in Lampedusa (Faro I), che è proseguito nel 2012 con un ciclo di incontri di formazione legale e sociale degli operatori di comunità (Faro II) in sette città italiane. Faro III è finanziato privatamente da Fondazione Prosolidar (http://www.prosolidar.eu/), realtà che da tempo segue e sostiene l’azione di Terre des Hommes in questo delicato ambito. L’intervento, autorizzato dal Ministero dell’Interno, durerà sino a dicembre 2013.

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