(c)Karl Mancini

Minori migranti: gli hotspot assicurino protezione

10 novembre, 2015

Terre des Hommes esprime forte preoccupazione per le condizioni in cui sono costretti i migranti – e in particolar modo i bambini – all’interno del CPSA di Pozzallo (RG). Questa struttura, di recente divenuta un “hotspot”, ha visto il rafforzamento del suo ruolo di luogo deputato all’identificazione dei migranti appena sbarcati e alla loro suddivisione in base a categorie che ne stabiliscono il futuro destino.

Nelle poche ore in cui si svolgono queste delicate operazioni la vita di centinaia di persone potenzialmente titolari di una protezione è appesa a un filo e subordinata alle esigenze di sicurezza. Accade quindi che molte di loro vengano erroneamente considerati come migranti economici e venga loro consegnato un decreto di respingimento al quale debbono dare adempimento entro i seguenti sette giorni. A molti profughi, quindi, viene di fatto negata la possibilità di chiedere protezione in palese violazione del decreto Lgs.vo 142/2015 Sono esposti a questo rischio anche i minori stranieri non accompagnati, dato che spesso vengono identificati per errore come maggiorenni. A metà ottobre a 4 minorenni sbarcati a Pozzallo è stato rilasciato questo documento, senza un’approfondita indagine sui loro dati anagrafici e nessuna assistenza per le procedure d’identificazione.

Terre des Hommes denuncia pertanto l’assenza di informazione ai migranti appena sbarcati circa le formalità cui saranno tenuti ad adempiere e che li trova del tutto impreparati, fattore che li espone all’alto rischio di non essere riconosciuti nelle loro reali vulnerabilità.

Dell’ultimo sbarco di oltre 700 persone registrato il 5 novembre, ancora 270 sono presenti nel Centro e tra questi sono tantissimi bambini, alcuni molto piccoli,a cui Terre des Hommes sta dedicando una particolare attenzione data l’inadeguatezza della struttura per questo tipo di migranti.

La Fondazione è cosciente delle difficoltà di rispettare i tempi di un trasferimento veloce soprattutto delle fasce più vulnerabili per le quali è necessario individuare comunità e strutture di accoglienza adeguate, dovute alla scarsità di posti disponibili.
Tuttavia evidenzia come il prolungarsi di un trattenimento amministrativo in un tale contesto soprattutto di bambini e donne in condizioni di estrema vulnerabilità sia inadeguato e contrario al diritto umanitario che prevede una accoglienza rispettosa e volta alla loro protezione.

Con il nostro servizio di assistenza psicosociale e psicologica cerchiamo di alleviare le sofferenze di questi bambini e ragazzi che già giungono in Italia con storie di violenza e abusi vissuti durante il viaggio”, dichiara Federica Giannotta, Responsabile Progetti Italia di Terre des Hommes. “Ma questo servizio, per quanto mirato e professionale, poco può fare se non viene assicurato un pronto trasferimento in altre strutture di prima accoglienza con standard adeguati, dove l’assistenza psicologica e psicosociale si accompagna alla messa a punto di un progetto di vita e inserimento sociale del minore, come per esempio facciamo nel centro Mediterranean Hope di Scicli (RG), dove al momento stiamo seguendo una quarantina di minori in attesa di essere ricollocati in case famiglia”.

Terre des Hommes al momento presta assistenza psicologica e psicosociale ai minori stranieri in Sicilia, ospitati in alcuni Centri di primo Soccorso e Accoglienza per minori stranieri non accompagnati (MNSA) nella provincia di Siracusa e di Ragusa. L’intervento si inserisce nel progetto Faro, avviato nel 2011.

Le attività di Terre des Hommes a protezione dei minori stranieri non accompagnati in Italia sono finanziate interamente con fondi privati. Tra i maggiori donatori troviamo la Federazione Terre des Hommes, Fondation d’Harcourt, Fondazione Prosolidar, la Fondazione Zanetti e la catena d’abbigliamento C&A.

Le metodologie elaborate da Terre des Hommes negli ultimi cinque anni, durante la sua permanenza a Lampedusa e poi a Siracusa, sono state raccolte in una Guida Psicosociale per Operatori impegnati nell’accoglienza dei Minori Stranieri Non Accompagnati liberamente scaricabile online e messa a disposizione di tutti coloro che necessitino di linee guida consolidate.
Il progetto Faro rientra nella Campagna “Destination Unknown” della Federazione Internazionale Terre des Hommes per la protezione dei bambini migranti (children on the move) nel mondo in fuga da guerre, povertà e violenze, che secondo i dati più recenti sono quasi 35 milioni (fonte UN).

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