Terre des Hommes

NON APPROVATE QUELLA LEGGE: APPELLO DELLA SOCIETA’ CIVILE PER UNA REALE TUTELA DELLE DETENUTE MADRI E FIGLI MINORI

8 marzo, 2011

Nella Giornata della Donna tre organizzazioni della società civile (A Roma, Insieme; Il Detenuto Ignoto e Terre des Hommes) assieme a senatori ed esperti giuristi, hanno lanciato un appello perchè il disegno di legge n.2568 su “Disposizioni a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minoriritorni in Commissione Giustizia prima di essere approvato dal Senato Italiano e siano accolti alcuni emendamenti necessari per assicurare una reale tutela ai bambini e alle mamme in carcere.

Mai più bambini in carcere: I relatori intervenuti oggi hanno chiesto che la nuova legge impedisca in modo certo l’entrata e la permanenza in carcere delle donne incinte e delle mamme con bimbi minori di 6 anni, in via cautelare, cioè ancora in attesa di giudizio. Solo laddove ricorra un’esigenza cautelare di particolare rilevanza gli stessi chiedono che le madri siano accolte in un Istituto di Custodia Attenuata (ICAM) o meglio in una casa famiglia (Il testo approdato in Senato non esclude del tutto il carcere come misura cautelare).

Una volta condannate, la richiesta delle associazioni è che la nuova legge escluda in ogni caso che le madri di bambini di età inferiore ai 10 anni scontino la pena in istituti penitenziari ordinari.

La legge vigente, infatti, richiede che si abbia scontato almeno 1/3 della pena per accedere agli arresti domiciliari. Le associazioni chiedono allora che anche questa quota si debba  scontare negli ICAM o case famiglia.

Il resto della pena, dovrà poi essere scontato presso la propria casa o, nel caso la donna non abbia un domicilio (com’è il caso di molte straniere) in un ICAM o casa famiglia. (il testo in Senato non esclude completamente il carcere come luogo per scontare la pena)

Crescere come in famiglia: Si richiede inoltre che vengano meglio definiti i requisiti delle case famiglia, sottolineando che la permanenza in queste strutture debba essere per quanto possibile assimilabile alla detenzione domiciliare e che l’elemento securitario di prevenzione di delitti e fughe non finisca per prevalere sulle esigenze educative del minore. (Il testo approdato in Senato lascia molto nel vago la definizione delle caratteristiche delle case famiglia e la relativa copertura finanziaria)

La mamma accanto in ospedale: Altro punto indicato dagli oratori è che la nuova legge stabilisca che le madri detenute possano assistere sempre (e non solo visitare, come detta il testo unico approdato in Senato) i figli con meno di 10 anni ricoverati in gravi condizioni di salute. Nel caso di bambini al di sotto dei 3 anni, che quindi vivano con loro, le mamme detenute possano accompagnarli a visite mediche ed assisterli in eventuali ricoveri, a prescindere dalla gravità della patologia (il testo unico non garantiva la presenza della mamma per tutta la durata del ricovero e non faceva una distinzione per i bimbi più piccoli, per i quali la presenza della madre è necessaria anche se non sussistono gravi rischi per la salute del bambino)

Oggi sono almeno 55 i bambini al di sotto dei 3 anni che abitano in carcere a seguito delle mamme detenute, mentre sono migliaia i minori che vivono lontani dalle loro madri in prigione, in palese violazione dei loro diritti stabiliti dalla Convenzione ONU dei Diritti dell’Infanzia a cui l’Italia è vincolata, avendola ratificata nel 1991.

Terre des Hommes da 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo. Attualmente è presente in 65 paesi con quasi 1.000 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU e il Ministero degli Esteri italiano.

A Roma, Insieme Riconosciuta per il suo impegno e la sua professionalità a livello nazionale, A Roma, Insieme è un’associazione di volontariato che si occupa da diciotto anni dei bambini che si trovano nel carcere di Rebibbia detenuti al seguito delle proprie madri. L’associazione offre una serie di servizi volti a rendere la vita di questi bambini quanto più vicina, nel possibile, a quella che spetterebbe loro di diritto. Parallelamente ai servizi sul territorio e le uscite settimanali del sabato, A Roma, Insieme svolge, da sempre, una forte azione di lobbying sulle istituzioni per incidere positivamente sul quadro legislativo che disciplina questo delicato settore, con particolare riguardo alla condizione dei bambini: http://aromainsieme.altervista.org/blog/

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