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Due anni dopo Protective Edge la popolazione civile di Gaza è allo stremo

7 luglio, 2016

A due anni dallo scoppio dell’operazione “Protective Edge” che è costata la vita di 1.492 civili palestinesi, 551 dei quali bambini, gran parte della Striscia di Gaza è ancora in rovina. Interi quartieri non hanno acqua corrente, non è stato possibile ricostruire gli ospedali e i centri sanitari distrutti dai bombardamenti. Terre des Hommes aderisce all’appello di AIDA, l’associazione delle agenzie internazionali di sviluppo che operano nei Territori Occupati Palestinesi, che chiede l’abolizione del blocco e il mantenimento delle promesse d’aiuto fatte dalla comunità internazionale al cessate il fuoco del 2014. Per sostenere la richiesta si può aderire alla petizione online dell’AIDA.

“Secondo la legge internazionale il blocco è una misura illegale in quanto costituisce una punizione collettiva per l’intera popolazione”, dichiara Piera Redaelli, responsabile dei progetti di Terre des Hommes in Palestina. “Solo la sua fine immediata potrà portare alla ricostruzione dei servizi essenziali, alla ripresa dell’economia e alla sicurezza a lungo termine dei Palestinesi e Israeliani”.

È sui bambini che l’impatto del blocco di Gaza è particolarmente devastante. Su 1,8 milioni di abitanti, la metà è costituita da minori, molti dei quali hanno vissuto sin dalla nascita in un territorio che è una prigione a cielo aperto. Decine di migliaia di bambini non hanno più una casa, e centinaia di loro, che necessitano di cure vitali, non possono essere curati adeguatamente perché non possono lasciare la Striscia. Per non parlare del trauma causato dal conflitto: si calcola che siano almeno 300.000 i bambini bisognosi di un supporto psicologico e psicosociale. Due anni dopo Protective Edge le cause alla base della loro sofferenza non sono affrontate e risolte.

Il blocco di Gaza rende impossibile la ricostruzione e la ripresa della vita a Gaza. Delle 11.000 abitazioni completamente distrutte durante i 51 giorni dell’operazione militare meno del 10% è stato ricostruito, a causa del blocco che impedisce l’entrata dei materiali da costruzione, imposto nel 2007 da Israele. Più di 75.000 palestinesi a Gaza sono ancora senzatetto.
Dopo quasi 10 anni di blocco l’economia di Gaza è paralizzata. Non potendo vendere all’estero i propri prodotti, il settore privato ha visto una forte contrazione dell’impiego. Il tasso di disoccupazione generale è oltre il 40%, quello tra i giovani – che supera il 60% – è uno dei più alti del mondo. L’80% della popolazione è dipendente dagli aiuti internazionali per le sue necessità quotidiane.

Se il blocco non verrà tolto i palestinesi che vivono nella Striscia non potranno godere dei diritti fondamentali dell’uomo come libertà, dignità e sicurezza. Quando è iniziato il cessate il fuoco, la comunità internazionale ha promesso di adoperarsi per assicurare uno sviluppo sostenibile a lungo termine per gli abitanti di Gaza e di stanziare fondi sufficienti per la ricostruzione. Tuttavia solo un terzo dei fondi promessi (3,51 miliardi di dollari) è stato stanziato e gli sforzi diplomatici non hanno portato a un reale cambiamento delle condizioni drammatiche della popolazione civile.

Terre des Hommes si unisce all’appello di AIDA, coalizione che raccoglie 80 ONG internazionali attive nei Territori Occupati Palestinesi, rivolto ai leader mondiali perché essi mantengano le promesse fatte nel 2014, e facciano pressione sul governo israeliano affinchè venga tolto immediatamente il blocco a Gaza.

A seguito dell’operazione israeliana “Protective edge” (7 luglio – 26 agosto 2014) Terre des Hommes e altre ONG Italiane presenti in Palestina (CISP, COSPE, CISS, CRIC, Medina, Overseas, Coopi, ACS, ARCS, ARCI, GVC, VIS, EducAid, Vento di Terra, Nexus) hanno lanciato un appello di raccolta fondi per aiutare la popolazione della Striscia di Gaza.
Complessivamente l’appello ha raccolto 166.760 euro che hanno permesso di acquistare farmaci salvavita e materiali medicali indispensabili per l’ospedale di Shifa e per la Palestinian Medical Relief Society (PMRS), associazione di medici che opera da oltre 30 anni a Gaza. Una parte dei fondi sono stati utilizzati per la distribuzione di aiuti umanitari agli sfollati.

Terre des Hommes da oltre 50 anni è in prima linea per proteggere i bambini di tutto il mondo dalla violenza, dall’abuso e dallo sfruttamento e per assicurare a ogni bambino scuola, educazione informale, cure mediche e cibo.
Attualmente Terre des Hommes è presente in 68 paesi con oltre 870 progetti a favore dei bambini. La Fondazione Terre des Hommes Italia fa parte della Terre des Hommes International Federation, lavora in partnership con ECHO ed è accreditata presso l’Unione Europea, l’ONU, USAID e il Ministero degli Esteri italiano.

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