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Terre des Hommes aderisce a LasciateCIEentrare, mobilitazione del 25 luglio per il diritto di cronaca e contro le violazioni dei diritti nei centri per migranti

22 luglio, 2011

Suicidi tra i migranti, gravi atti di autolesionismo tra i minori non accompagnati, rivolte e proteste nei CIE: sono tutti episodi che la stampa – sia italiana che estera – non può riportare se non per sentito dire. Dall’inizio di aprile infatti Cie, Cara, centri di accoglienza sono off limits per la stampa, luoghi nascosti alla società civile in cui soltanto parlamentari e operatori di alcune organizzazioni umanitarie riescono ad entrare.

Una circolare del ministro dell’interno, emanata il 1/4/2011, ha reso ancora più inaccessibili, fino a data da destinarsi, tali luoghi in nome dell’emergenza nordafricana. Ciò si traduce di fatto in una sospensione del diritto di informazione che si va ad aggiungere alle già tante violazioni in passato riscontrate in questi centri.

Il prolungamento votato nei giorni scorsi dal parlamento, che consente di trattenere le persone non identificate nei Cie, fino a 18 mesi, aumenta il disagio in cui si ritrovano persone che non hanno commesso alcun reato penale, non vengono informate sui loro diritti e che nella maggioranza dei casi non possono accedere a un servizio di assistenza legale.

L’informazione deve poterne parlare, la società ha il diritto di sapere. Così come migranti e i cittadini stranieri hanno il diritto di essere informati ed assistiti dai legali, dalle associazioni e dai sindacati.

Per questo il 25 luglio, parlamentari di numerose forze politiche, consiglieri regionali, giornalisti, sindacalisti, associazioni e attivisti della società civile saranno davanti ad alcuni CIE e CARA italiani per reclamare il diritto ad accendere i riflettori su queste strutture e sulle persone che vi sono trattenute.

A Lampedusa l’appuntamento è davanti alla ex base Loran, che ospita circa 300 minori, per i quali Terre des Hommes ha avviato a metà giugno il progetto Faro che offre assistenza legale e giuridica, permettendo loro di orientarsi tra le procedure di accoglienza vigenti in Italia e conoscere i diritti a loro riconosciuti nel nostro Paese. FARO non è finanziato con fondi governativi. Il servizio è assolutamente gratuito grazie a una donazione della Fondazione Vodafone Italia.

Comitato promotore
FNSI, ORDINE DEI GIORNALISTI, Art. 21, ASGI, PRIMO MARZO, OPEN SOCIETY FOUNDATION, EUROPEAN ALTERNATIVES e i Parlamentari Jean Leonard Touadi, Rosa Villecco Calipari, Savino Pezzotta , Livia Turco, Fabio Granata, Giuseppe Giulietti, Furio Colombo, Francesco Pardi.

Adesione fin qui ricevute
ANSI, CGIL, ACLI, ARCI, MIGREUROP, AMSI, COMAI, LIBERTA’ E GIUSTIZIA, FCEI, FORUM IMMIGRAZIONE PD NAZIONALE, CIR, TERRE DES HOMMES, Ass. Nazionale GIURISTI DEMOCRATICI, LIBERAL, LIBERAZIONE, L‘UNITA’, IL MANIFESTO, LiBERACITTADINANZA, LOOKOUT.TV, LEFT, AVVENIRE, MOVEON, POPOLO VIOLA, ANTIGONE LOMBARDIA, RIFONDAZIONE COMUNISTA, Gruppo al Consiglio Regionale del Lazio della Federazione della Sinistra, Gruppo al Consiglio Regionale del Friuli Venezia Giulia di Rifondazione Comunista, Rete Immigrati Autorganizzati Milano.

Parlamentari ad oggi confermati che parteciperanno all’iniziativa
Touadì (PD), Villecco Calipari (PD), Turco (PD), Colombo (PD), Gozi (PD), Sarubbi (PD), Pardi (IDV), Zampa (PD), Monai(IDV), Strizzolo (PD), Rossomando (PD), Marcenaro (PD), Messina (IDV), Pezzotta (UDC), Fiano (PD), Pes (PD), Di Stanislao (IDV), Formisano (UDC), Perduca (RADICALI) , Orlando (IDV), Luongo (PD), Giambrone (IDV), Granata (FLI), Ginefra (PD).

Presso i centri dislocati in
Roma, Bologna, Modena, Gradisca, Torino, Milano, Bari, Cagliari, Santa Maria Capua Vetere, Trapani, Catania, Lampedusa, Porto Empedocle.

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