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Violenza contro bambine e ragazze: importante rafforzare il ruolo dell’Unione Europea Nuovo report realizzato per Terre des Hommes

28 dicembre, 2012

Roma, 29 novembre 2012 – La lotta alla violenza sulle bambine e le ragazze deve essere una priorità di tutti gli Stati e delle istituzioni internazionali. L’Unione Europea può offrire un contributo decisivo nel processo di armonizzazione delle differenti tipologie di reato e delle sanzioni minime che gli Stati Membri devono applicare. Questo è uno dei principali punti di riflessione che emergono dalla ricerca “Violenza contro giovani donne: una violazione dei diritti umani” presentata oggi in anteprima da Terre des Hommes alla conferenza internazionale del Consiglio d’Europa “Il ruolo della Cooperazione Internazionale nel combattere lo sfruttamento e l’abuso sessuale dei minori” presso il Ministero deli Affari Esteri. La ricerca è stata realizzata dallo studio Paul Hastings per Terre des Hommes nell’ambito della campagna “Indifesa” per la protezione dei diritti delle bambine nel mondo.

I principali aspetti che emergono dalla ricerca sono i seguenti:

– In ambito internazionale, nonostante i numerosi sforzi sostenuti e i risultati positivi ottenuti negli ultimi decenni, è necessario rafforzare ulteriormente ogni misura per prevenire, combattere e criminalizzare tutte le forme di violenza contro le donne e i bambini, essendo ancora drammaticamente elevato il numero delle vittime. Per esempio, nel solo 2011, in Italia, le Forze dell’Ordine hanno registrato reati di violenza sessuale contro oltre mille ragazze e bambine.

– Questo genere di violenza deve essere considerato a tutti gli effetti un crimine contro l’umanità, come si dichiara nel dossier “Indifesa" presentato di recente da Terre des Hommes alla presidenza del Consiglio dei Ministri, che denuncia le molteplici le forme di discriminazione e abuso nei confronti delle minori nel mondo.

– Uno dei possibili strumenti per migliorare la loro tutela all’interno dell’Unione Europea è l’estensione della casistica ex art. articolo 83 del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea, per prevedere una sua competenza legislativa generale in modo da realizzare un’armonizzazione minima di tutte le fattispecie di reato che costituiscono crimini contro l’umanità e delle relative sanzioni.

– In ambito nazionale, molti Stati hanno introdotto reati specifici per le principali fattispecie considerate dallo studio e che hanno come vittime donne e bambini ed i giudici hanno colmato le lacune esistenti nella normativa nazionale applicando ad alcune fattispecie di reati contro l’umanità non ancora punite in modo specifico dalla legislazione nazionale, le sanzioni previste per altri reati di applicazione generale.

“In Europa, le azioni intraprese e i programmi attuati nell’area della tutela dei diritti umani devono essere guidati dalla consapevolezza che non esiste alcuna forma di libertà, di sicurezza e di giustizia senza un forte impegno a prevenire e combattere tutte le minacce che compromettono i diritti fondamentali di tutti gli esseri umani”, sostiene Raffaele Salinari, presidente di Terre des Hommes. “Terre des Hommes da sempre svolge un’azione di sensibilizzazione delle istituzioni nazionali e internazionali per un continuo miglioramento del quadro legislativo inerente l’infanzia”.

“La fotografia che oggi vogliamo portare all’attenzione delle Istituzioni Europee, svolta con il contributo prezioso dello studio legale Paul Hastings, crediamo sia quanto mai opportuna e incisiva”, afferma Federica Giannotta, Responsabile Diritti dell’Infanzia di Terre des Hommes. “Molto è stato fatto ad oggi, sia a livello nazionale, sia internazionale, per creare le basi di un contrasto efficace al crimine contro questi vulnerabili target di persone. Ma ancora qualcosa si deve e si può fare. In particolare occorre lavorare di più ad una effettiva armonizzazione nell’inquadramento dei singoli reati tra i Paesi, prendendo ad esempio reciproco le esperienze più avanzate. In tema di violenza sulle donne e ragazze quanto indicato dalla Convenzione di Istanbul è senz’altro da sottoscrivere e riteniamo che il nostro paese debba al più presto ratificarla per porre in atto un’efficace azione di prevenzione, protezione delle vittime e persecuzione dei responsabili di violenze”.

“Terre des Hommes ci ha chiesto di realizzare un progetto di ricerca sulla legislazione penale contro la violenza e gli abusi su giovani donne e noi ben volentieri abbiamo accettato”, sostiene Carmen Di Marino, associate dello studio legale Paul Hastings di Milano e co-editor del progetto. “Questo lavoro è stato coordinato dalla sede di Milano e ha coinvolto cinque diversi team di avvocati a Londra, Parigi, Francoforte, New York e Pechino, oltre al team italiano. Coerentemente con la vocazione dello studio a sostenere iniziative pro-bono, abbiamo ritenuto di dover fornire a Terre des Hommes il nostro supporto legale in questo progetto di ricerca.”

Per scaricare l’abstract in inglese e italiano della ricerca clicca qui

Per scaricare la ricerca completa (solo in inglese) clicca qui

Per scaricare il dossier indifesa clicca qui

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