post03_01

Alla registrazione in taxi

28 aprile, 2014

 

Verso le 7.30 di mattina, le famiglie di Khalil F. e Jad Attal prendono un taxi insieme nel villaggio libanese di Barouk. Sono tutti siriani, scappati della guerra che sta devastando il paese. La meta è il centro di registrazione che l’UNHCR ha messo in piedi nella capitale Beirut: qui, hanno appuntamento per iscriversi come rifugiati, un requisito indispensabile per avere accesso ai servizi sociali finanziati da UNHCR come assistenza sanitaria e forniture alimentari.

 

Costantemente arrivano nuovi rifugiati che spesso si stabiliscono lontano dai centri di registrazione  e non possiedono né i mezzi né le conoscenze per svolgere correttamente tutte le pratiche necessarie. Quando questo si verifica purtroppo, non possono essere assistiti in quanto rifugiati. Per evitare che accada, UNHCR ha quindi incaricato Terre des Hommes Italia di portare avanti un progetto per facilitare la registrazione,  informando le persone che arrivano, fissando loro degli appuntamenti e provvedendo al trasporto.

 

Ci sono altre 40 famiglie siriane nel distretto dello Chouf che si dirigono a Beirut per iscriversi. Ma tanto Khalil F. quanto la moglie e la madre di Jad Attal hanno problemi di salute e per questo motivo, i responsabili del progetto dell’ONG, hanno deciso di mandarli insieme in un pulmino taxi speciale invece che nel bus con tutte le altre famiglie. In questo modo, viaggeranno in condizioni migliori e non dovranno affrontare lunghe attese.

 

Il punto di registrazione è situato a Jnah, una area residenziale di lusso accanto al mare. Il contrasto tra le due realtà che convivono di spalle in questa piccola zona è duro ma anche rappresentativo di quello che accade nel resto del Libano.  Davanti all’edificio principale, in un lotto adeguato a punto d’accoglienza, centinaia di persone aspettano il proprio turno seduti su alcune panchine poste sotto le tende per proteggersi dal sole. Rami, l’impiegato di TdH-It che ha accompagnato le famiglie provenienti dallo Chouf, non si ferma un istante. Tutti nel centro lo conoscono, ormai è un punto di riferimento per i rifugiati che si rivolgono a lui per qualsiasi domanda.

 

Mentre aspettano sedute che il padre finisca le pratiche, le due figlie di Khalil F., Maria, 20 anni e Khadija 17, ci raccontano la loro storia. Provengono da un paese nella regione siriana di Quneitra, nel sud. La guerra è arrivata al loro paese circa un anno fa, ma inizialmente entrambe le famiglie si sono rifiutate di fuggire, fin quando, a marzo, da un giorno all’altro l’esercito del regime ha dato inizio ad un duro assedio. Nessuno ne esce. Maria e Khadija sono state fortunate, si trovavano a Damasco per via dei loro studi e casualmente il padre era venuto a trovarle nella capitale, proprio durante quei giorni. Tuttavia al paese, sono rimasti la madre e tre fratelli.  Dopo qualche tempo hanno perso i contatti con loro e le ultime notizie non erano affatto positive: nel paese non c’era elettricità né accesso all’acqua. Quando finalmente si è arreso all’idea che per ora non c’era possibilità di ritorno, Khalil ha preso le due figlie con sé ed è scappato in Libano, con la speranza di poter emigrare verso un altro paese dove le ragazze possano continuare a studiare. Con questa idea sono venuti a registrarsi, ma non sarà facile. Per il momento, abitano a Barouk, in un appartamento in affitto che costa loro 300 dollari al mese.  Amici e parenti libanesi, li aiutano a pagare visto che Khalil non può lavorare a causa del suo diabete e della pressione alta. Rifiutano di farsi fotografare, hanno paura delle conseguenze per i loro cari se qualcuno in Siria dovesse vedere delle foto.

 

I membri della famiglia Attal, invece, non hanno paura e ci permettono di fare qualche scatto. Jad Attal, proveniente dalla martoriata e in passato cosmopolita città di Aleppo, ci spiega che sua moglie ha partorito appena un mese fa grazie ad un cesareo in un ospedale libanese. Per i prossimi tre mesi, avrà bisogno di antibiotici per poter allattare a causa dell’intervento chirurgico, in oltre, appena nato, il bambino ha avuto l’influenza. In fine anche l’anziana madre di Jad è diabetica ed ha perciò bisogno di assumere quotidianamente i farmaci necessari. In Libano, il sistema sanitario è a pagamento e solo il parto è costato alla famiglia Attal 800 dollari, decisamente una somma troppo elevata per il precario bilancio famigliare. Per queste ragioni avevano fretta di registrarsi e  fortunatamente UNHCR ha dato risposta alle loro richieste, acconsentendo a coprire il 75% dei costi sanitari.

arsal_21 (Custom)
arsal_14 (Custom)
arsal_26 (Custom)
arsal_11 (Custom)
arsal_15 (Custom)
arsal_17 (Custom)
arsal_28 (Custom)
arsal_05 (Custom)
arsal_10 (Custom)
arsal_16 (Custom)
arsal_25 (Custom)
arsal_08 (Custom)
arsal_27 (Custom)
arsal_19 (Custom)
arsal_32 (Custom)
arsal_13 (Custom)
arsal_18 (Custom)
arsal_24 (Custom)
arsal_23 (Custom)
arsal_12 (Custom)
arsal_04 (Custom)
arsal_03 (Custom)
arsal_29 (Custom)
arsal_20 (Custom)
arsal_22 (Custom)
arsal_07 (Custom)
arsal_09 (Custom)
arsal_06 (Custom)
arsal_30 (Custom)
arsal_02 (Custom)
arsal_01 (Custom)

Samah Halwany è la responsabile del progetto che gestisce i trasporti, componente di un ampio programma di iniziative, legate in primis all’educazione e realizzato da Terre des hommes Italia nel Monte Libano, la regione centrale del paese ed anche la più grande. Samah ci spiega che il progetto oltre a fornire i mezzi di trasporto ai rifugiati  “effettua prima delle valutazioni sulla vulnerabilità di tutti i beneficiari” e ci sottolinea che solo tra marzo e metà aprile hanno provveduto alla registrazione di 2641 persone presso l’UNHCR.  Non è un lavoro facile. Dietro i numeri si nascondono parecchie storie personali, spesso dure, ed anche necessità a cui bisogna dare risposta il più velocemente possibile, con dignità e rispetto.

 




Sostieni a distanza un bambino in Libano

Comments

comments

Terre des Hommes Italia ONLUS

Via M. M. Boiardo 6 - 20127 Milano
Codice fiscale: 97149300150
Banca Monte dei Paschi di Siena Ag. 57 MI
IBAN IT53Z0103001650000001030344
Tel +39 02 28970418
Fax +39 02 26113971
info@tdhitaly.org
Latte creative

Pin It on Pinterest

Share This