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Bianco, nero o giallo

7 novembre, 2014

 

Bianco, nero o giallo

Costruiamo il nostro paese “verde”

Per vivere una vita dolce

 

Noi siamo nati fratelli

Per dare amore alle nostre vite

Perché siamo divisi?

 

La pace nella nostra nazione e’ a rischio

Tutta la nazione e’ in lutto

E il diritto alla vita viene a mancare

 

Perché vengono uccisi i bambini?

Perché la speranza vien distrutta?

Questa generazione dovrebbe crescere nell’amore

 

Questo frammento fa parte della poesia che la piccola studentessa Ramona Maleb, emozionata e concentrata, ha letto davanti ai centinaia di persone che riempivano il teatro della Scuola Pubblica di Baysour una bel sabato mattina di settembre. Tra il pubblico, c’era Massimo Toschi, componente della Giunta della Regione Toscana come assessore alla Cooperazione internazionale. Toschi era in visita in Libano per visitare il progetto di ristrutturazione e equipaggiamento della scuola pubblica di Baysour, implementato da Terre des Hommes Italia e finanziato dalla Regione Toscana.  Nell’auditorio della scuola, seduti in prima fila, c’erano anche Giuseppe Morabito, Ambasciatore d’Italia in Libano; Walid Abou Hareb, Sindaco dell’Unione delle Municipalità di Baysour; e Mauro Clerici, delegato di Terre des Hommes Italia in Libano.

 

La visita di Toschi è avvenuta durante uno dei sei eventi culturali che l’ONG ha organizzato quest’anno con bambini siriani e libanesi nella regione del Monte Libano, all’interno di un progetto finanziato dalla Cooperazione Italiana allo Sviluppo e l’Ambasciata Italiana a Beirut. L’obiettivo del progetto è promuovere la coesione sociale tra le due comunità. Nei quasi quattro anni di guerra in Siria, il Libano ha accolto ufficialmente 1,1 milioni di rifugiati siriani, ma si stima che il totale dei siriani nel paese superi i due milioni. Questo significa un terzo degli abitanti attuali del paese. L’incremento della popolazione ha reso più difficile l’accesso a servizi, alle risorse naturali o al mercato del lavoro e l’ostilità della comunità locale contro i rifugiati è in crescita. Iniziative come quella di Baysour cercano alleviare le tensione fra le due comunità, almeno tra i bambini e i giovani.  Il mezzo utilizzato, in questo caso, è la musica.

 

Come ha spiegato Mauro Clerici nel suo discorso agli assistenti: “L’integrazione dei profughi siriani nella comunità libanese è una delle preoccupazioni maggiori di Terre des Hommes Italia. (…) Molti di questi bambini non studiano nelle scuole pubbliche. Molte famiglie povere non possono sostenere il costo della scuola privata per i loro figli. Come diretto risultato, il loro futuro è a rischio. Per questo motivo Terre des Hommes Italia cerca di sostenere la loro l’educazione,  a livello formale e non formale, organizzando inoltre attività di supporto psicosociale e eventi culturali.”

 

Dopo la lettura della poesia di Ramona, i gruppi di studenti, bambini e adolescenti, hanno ballato danze tradizionali e moderne. Secondo Manal Amhaz, operatrice di campo nel progetto, “I bambini si divertono molto durante queste attività, che non sono molto comuni in Libano.  Dovremmo fare molto di più per questi bimbi, ma almeno durante questi eventi si sentono felici. Da una parte, perché scoprono una parte di se stessi sconosciuta. Dall’altra, perché i Siriani,  anche se solo per poche ore, non si sentono più messi in un angolo”.

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