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Burkina Faso: aggiornamenti

1 settembre, 2013

In Burkina Faso, permettere alle famiglie di mantenere i loro figli a scuola il più a lungo possibile attraverso i programmi di sostegno a distanza ha conseguenze positive sull’evoluzione dei bambini che potranno acquisire le conoscenze di base per continuare gli studi o intraprendere un percorso di formazione professionale per l’apprendimento di un mestiere artigianale. Per questi bambini ciò ridurrà i rischi di ritrovarsi in situazioni di analfabetismo o, nel peggiore dei casi, di abbandono della famiglia e di vita nella strada e contrastare quindi il fenomeno della delinquenza giovanile, droga, prostituzione ecc.

 

Lo Stato mette a disposizione dei testi scolastici che vengono prestati agli allievi fino alla fine dell’anno scolastico e poi resi alle scuole, mentre le famiglie devono acquistare il complemento della dotazione. Ogni bambino riceve dal sostegno una dotazione di forniture scolastiche o supporti didattici che gli permette di seguire e partecipare attivamente alle lezioni con maggiore diligenza: zainetti, quaderni e fodere per quaderni, penne e matite, gomme e temperamatite, colori, kit di disegno comprendente righelli, squadre, compassi ecc. e lavagnetta con gessetti utilizzata nella scuola elementare.

 

Inoltre i bambini ricevono una lampada elettrica a diodi funzionante a pile o una lampada a petrolio, indispensabile per poter studiare e fare i compiti la sera visto che la corrente elettrica è, purtroppo, ancora un lusso per la maggior parte delle famiglie.

 

La scuola elementare nei villaggi rurali non esige la divisa per gli allievi e questi, con scarso interesse dei genitori, non curano affatto il loro abbigliamento. Le famiglie sono estremamente povere e un bambino può contare su un massimo di tre cambi compreso quello della festa, sovente in cattivo stato o sommariamente rattoppati. Il programma di sostegno a distanza distribuisce quindi le divise scolastiche: pantaloncini e gonnelline e T-shirt. I pantaloncini e le gonne vengono confezionate dall’atelier di formazione professionale in taglio e cucito del Centro di Laye per minori in conflitto con la legge con l’intento principale di creare sinergie tra i progetti seguiti da Terre des hommes.

 

L’atto di nascita è un documento che non è ancora entrato nella vita di tutti soprattutto in ambiente rurale. Molti bambini nascono e crescono senza essere mai stati registrati allo stato civile del villaggio di residenza non potendo quindi godere di nessun diritto civile. Questo documento può essere ottenuto anche anni dopo la nascita ad un costo molto limitato ma, nonostante queste facilitazioni, non è ancora entrato nelle abitudini. Dopo aver fatto un “censimento” tra i bambini in sostegno, quelli che ancora non disponevano di questo documento, sono stati registrati allo Stato Civile del villaggio.

 

Inoltre, quest’anno si è organizzata un’attività che è particolarmente piaciuta ai bambini: si sono proiettati film, di registi burkinabè, scelti appositamente per un pubblico di bambini e con un forte contenuto morale. Alla fine di ogni proiezione gli operatori, insieme ai direttori delle scuole, animavano una discussione sui temi trattati dai film ponendo domande ai bambini che hanno sempre risposto con entusiasmo. Infine, pranzavano tutti insieme prima di tornare a casa. A quest’attività tutti i bambini hanno partecipato attivamente e hanno espresso il desiderio di poterla ripetere l’anno prossimo. (progetto Promofemmes)

 

 

Anche quest’anno è stata ripetuta l’esperienza della gita ecologica nel mese di giugno. 30 allievi (15 femmine e 15 maschi) della scuola secondaria (medie e licei) sono andati a Zaba, sempre nella provincia di Yatenga. All’inizio, due tecnici hanno mostrato agli allievi alcune buone pratiche per piantare gli alberi (come ad esempio lo scavo di un buco profondo 25 centimetri, il suo riempimento con una parte della terra rimossa, come posizionare la pianta, come innaffiarla durante i periodi di scarsità d’acqua e come proteggerla dagli animali e dal fuoco, etc.). Dopo questa dimostrazione, i ragazzi in sostegno, aiutati dalla popolazione del villaggio, hanno piantato 200 alberi. E’ seguita poi una sessione di educazione ambientale sul tema dell’eco-cittadinanza per far prendere coscienza ai ragazzi dei problemi ambientali e dell’impegno che deve essere assunto da ognuno rispetto all’ambiente.

La giornata si è conclusa con un’attività sportiva: sono state infatti giocate due partite di calcio, una fra i nostri allievi maschi e quelli del villaggio di Zaba e l’altra fra le due squadre femminili. La gita ecologica ha riscosso veramente molto successo (progettoZoodo)

 

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