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Costa d’Avorio: attentato alla normalità della vita delle persone

14 marzo, 2016

Dal nostro collaboratore in Costa d’Avorio: Alessandro Rabbiosi

Ieri dopo una settimana assai impegnativa avevamo deciso di andare al mare assieme alla famiglia e a tre amici europei arrivati sabato. Dopo un breve tour turistico della città vecchia di Grand Bassam (città dove vivo dal 2004) ci siamo recati a un ristorante gestito da Anna e Ben, lei italiana e lui ivoriano ma che ha vissuto tanti anni in Italia. Il posto è carino e si mangia bene a prezzi corretti. Si trova, in linea d’aria a 100/150 metri da dove si sono svolti gli attacchi. A un certo punto, mentre stiamo finendo di mangiare vediamo un po’ di gente assembrarsi davanti al ristorante sulla spiaggia.

Ben il titolare arriva e mi dice «Andro – cosi’ mi chiama – non si capisce cosa succede… ci dicono che stanno sparando all’Etoile du Sud… ».
Rimango perplesso… immediatamente penso che potrebbe essere un attacco di fanatici terroristi. Poi un’altra voce dice che, pare, sia stata una rapina finita male… ma non mi convince… la domenica con tutta sta gente una rapina è assai strano. Poi una signora, una cliente, africana vedo che riunisce i bambini e se ne viene verso di noi dicendo «è un attacco terrorista… bisogna andarsene ».

Prendo famiglia e amici e ce ne andiamo, sentiamo qualche colpo d’arma da fuoco. Passiamo da vie interne sterrate della vecchia Bassam e arriviamo al ponte che riporta verso la terra ferma e che unisce la striscia di terra tra laguna e mare (la vecchia Bassam, appunto) e la città diciamo moderna. Il dispositivo di sicurezza che incontriamo tornando a casa è impressionante. Certamente non per una rapina, per quanto questa avesse potuto essere violenta, si tratta di qualcosa di più. Un attacco alla normalità della vita delle persone.
Bassam è meta popolare, non solo di bianchi o espatriati ricchi, è affollata da giovani che arrivano da tutti i quartieri poveri di Abidjan e che vengono per passare un giorno di svago. Ecco… non si è voluto colpire l’Occidente, ma la vita normale delle persone normali. Ricche o povere, cristiane o musulmane, bianche o nere.

Terre des Hommes sostiene da anni il sistema di salute pubblico anche a Grand Bassam e quindi le azioni di soccorso hanno beneficiato di quello che è stato fatto e viene portato avanti dal nostro staff. Inoltre l’azione di protezione verso i minori fa si che siamo in contatto diretto con parecchi piccoli testimoni e, ahimè, anche vittime (piccole venditrici, ragazzini della città che approfittavano della bella giornata per farsi un bagno) della tragedia. Stiamo pensando a qualcosa da fare, soprattutto per loro. Ma abbiamo bisogno dell’aiuto di tutti. Questo flagello va combattuto globalmente e non si può pensare di essere dei fortunati che saranno risparmiati per sempre. Reagiamo con gli strumenti dell’umanità, della comprensione e dell’aiuto ai servizi essenziali prima che tutto sia irrisolvibile.
La fortuna può baciarti una, due…tre volte… ma non all’infinito.

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