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Mauritania: sotto le stelle del deserto

3 marzo, 2016

Mi è sempre piaciuto viaggiare in Africa perché, malgrado il volo sia relativamente breve, quando si arriva sembra di tuffarsi in un altro mondo, fatto di forti contraddizioni e di grandi spazi, per lo più vuoti. Per questo sono stata particolarmente contenta di poter visitare la Mauritania, un paese per l’80% deserto, e i nostri progetti per i bambini più vulnerabili.

Grande più di tre volte l’Italia, quello che colpisce immediatamente è la scarsità di abitanti (circa 4 milioni), concentrati soprattutto nella capitale, Nouakchott, sulla costa atlantica del paese. Fino al 1957 era solo una cittadina portuale; ma quando venne scelta come capitale della nuova repubblica autonoma venne avviato un ambizioso programma di costruzioni. Appena usciti dal centro vero e proprio, però, traspare la vera natura della città: nomadi, asini e pecore sono decisamente numerosi nelle strade polverose del centro. In molti quartieri si vedono vaste aree adibite a tendopoli perché una buona parte della popolazione è composta appunto da nomadi che piantano e smontano le tende secondo la loro necessità.

Molti dei bambini che Terre des Hommes segue vivono nei quartieri più marginali della città: durante la giornata frequentano la scuola e alla sera ritornano nelle loro baracche. Nel quartiere di El Mina è sorta da poco una nuova scuola, l’Eners (Ecole Nouvelle Pour l’Efficacité et la Réussite Scolaire). fondata da Ibrahima Salif Athie, un educatore in pensione che ha deciso di radunare i bambini più poveri del quartiere e dar loro la possibilità di studiare. Entrare nella scuola è come entrare in una delle loro case: un cortile quadrato al centro su cui si affacciano le varie stanze. Ad ogni stanza corrisponde una classe, dalla scuola materna alla scuola primaria. Il signor Athie è molto orgoglioso di mostrarci la sua attività: rispetto alle scuole pubbliche in cui ci sono fino a 70/80 bambini per classe, qui ogni classe ha una ventina di alunni, che possono essere perciò seguiti più facilmente e con più profitto dalle insegnanti. È bello passare da una classe all’altra: sembra di fare un salto temporale vedendo l’evolversi dei bambini di anno in anno: a 3 anni battono le mani e mi attorniano sorridenti cantando una canzoncina a me incomprensibile, poi nella scuola primaria cercano di stare seduti nei banchi e mi mostrano come stanno imparando a leggere. In prima studiano l’alfabeto arabo, e dalla seconda in poi anche quello latino. Quelli che mi colpiscono di più sono però i bambini più grandi (10-11 anni!), che siedono ordinatamente nei loro banchi e rispondono composti alla maestra coscienti che, grazie al sostegno a distanza che si è fatto carico di pagare le loro rette e i materiali scolastici, hanno goduto della possibilità reale di studiare, cosa per niente scontata.

Oltre alla scuola a Nouakchott visito anche il CARSEC (Centre d’Accueil et de la réinsertion sociale des enfants) per minori in conflitto con la legge, costruito da Terre des Hommes, che ne sta aprendo un altro a Nouadhibou, la seconda città della Mauritania. Al centro di Nouakchott incontro una trentina di ragazzi, alcuni sono in un’officina per imparare a diventare meccanici, altri falegnami e altri studiano le materie di base. Oggi il centro è un ente pubblico autonomo monitorato dal Ministero della Giustizia della Mauritania, ma Terre des Hommes continua a sostenerlo assieme a UNICEF, per la formazione professionale in alcuni settori in crescita (idraulica, meccanica, falegnameria, saldatura, sartoria, informatica).

Dopo è iniziata la vera avventura: sono partita per Chinghetti per visitare l’asilo gestito da Terre des Hommes, costruito con i fondi dell’associazione veneta Giovanni Lorenzin, in memoria di un cooperante italiano deceduto sul lavoro in Mauritania. Dopo aver viaggiato per circa 7 ore, in un paesaggio dapprima monotono, poi con vista sui massicci dell’Adrar e infine tra le grandi dune sahariane, si arriva a Chinghetti, ultimo avamposto nel deserto. Questa cittadina, settima città santa dell’Islam, fino al XIX secolo è stata una tappa importante per le carovane, arrivando ad avere anche 40mila abitanti. Oggi non supera nemmeno le 4.000 anime e, nonostante sia Patrimonio Culturale Mondiale dell’UNESCO, rischia di sparire sotto la sabbia. Sarebbe un vero peccato! Chinghetti nasconde veri tesori culturali e architettonici: una moschea del XIII secolo e varie biblioteche che conservano alcune migliaia di antichi manoscritti.

Visitare l’asilo è stata una gioia: i bambini, alcuni piccolissimi (vengono accolti già dai 18 mesi), vengono radunati dalle maestre, pazientissime, che li fanno giocare nel cortile, poi li suddividono in classi e li intrattengono con interventi didattici. Il sindaco della città viene ad accoglierci, orgoglioso dell’attività realizzata e grato del sostegno che Terre des Hommes sta offrendo ai bambini della sua città. Vediamo la mensa in cui preparano il cibo per il mezzogiorno e l’orto idroponico, costruito alla fine dell’anno scorso e che sta per dare i primi frutti. Poi movimentiamo la giornata dei bambini che felicissimi, ci accompagnano sulle dune vicino all’asilo per scattare qualche foto.

Alla sera, dopo cena, non possiamo far altro che fermarci a guardare le stelle di fronte al paesaggio “più bello e più triste” del mondo, secondo il consiglio di Saint-Exupery: “Guardate attentamente questo paesaggio per essere sicuri di riconoscerlo se un giorno farete un viaggio in Africa, nel deserto. E se vi capita di passare di là, vi supplico, non vi affrettate, fermatevi un momento sotto le stelle!”.

Luisa Capozzi, Settore Sostegno a distanza

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