shaken baby sydrome

Shaken baby syndrome: campagna di sensibilizzazione lanciata da Terre des Hommes

12 aprile, 2016

shaken-locandina-picScuotere con forza un neonato può provocare gravi danni e persino la morte. Terre des Hommes, in collaborazione con Sin e SVSdad distribuisce locandine multilingue in circa 500 neonatologie (Scarica la locandina qui >>).

Il pianto infinito e inconsolabile di un neonato nel cuore della notte. Quel pianto che sembra non voler finire mai, che toglie il sonno e a cui i neo-genitori non riescono a porre fine malgrado tutto l’impegno e le attenzioni rivolte al bimbo. Una situazione altamente stressante per chi sta muovendo i primi passi nel cammino della genitorialità. E che, se non viene gestita correttamente, può provocare gravi conseguenze per la salute del bambino.
Per calmare il neonato, infatti, una delle “manovre consolatorie” più frequenti, infatti, consiste nello scuotimento violento del piccolo.

Un gesto che, paradossalmente, in un primo momento produce il risultato voluto: il neonato, infatti, smette di piangere. Ma le conseguenze possono essere molto serie: gravi danni neurologici o persino la morte del piccolo. Negli Stati Uniti la shaken baby syndrome (sindrome del bambino scosso) o abusive head trauma riguarda circa 50mila bambini all’anno. Mentre in Italia si stima che l’incidenza sia di 3 casi ogni 10mila bambini di età inferiore a un anno.
Ma perché la shaken baby syndrome è così pericolosa? Nei primi mesi di vita i muscoli cervicali del collo dei neonati sono ancora deboli e non riescono a sostenere la testa. Se il piccolo viene scosso con forza o se la testa sbatte contro una superficie dura, il cervello si muove liberamente all’interno della scatola cranica, andando a sbattere contro la scatola cranica provocando così ecchimosi, gonfiore e sanguinamento dei tessuti.

I danni, possono essere molto gravi. Si calcola che negli Stati Uniti il fenomeno della shaken baby syndrome provochi nel 30% dei casi la morte del bambino. E nell’80% dei casi gravi danni come emorragie cerebrali, epilessia, cecità, sordità e altre disabilità fisiche e psichiche.
Un fenomeno poco noto ai genitori e spesso sottovalutato anche dai pediatri. Eppure, la shaken baby syndrome può essere considerata una vera e propria forma di maltrattamento dell’infanzia. Per questo motivo Terre des Hommes in collaborazione con la Società italiana di neonatologia e SVSdad (onlus che si occupa di fornire aiuto alle donne e ai minori che hanno subito violenza), ha lanciato la prima campagna nazionale di sensibilizzazione sulla shaken baby syndrome rivolta ai genitori.

“Coccolalo! Ma non scuoterlo, mai!” è lo slogan dei poster e dei volantini multilingua (in italiano, inglese, arabo e cinese) che sono stati distribuiti presso circa 500 reparti di neonatologia di tutta Italia per sensibilizzare medici e genitori sui rischi di questi comportamenti.
L’invito ai genitori è appunto quello a non scuotere mai i propri figli neonati, nemmeno per gioco: anche comportamenti apparentemente innocui come l’abitudine di sollevare in aria il bambino e farlo saltellare, possono avere conseguenze simili a quelle della shaken baby syndrome. “La parola chiave di questa campagna è prevenzione – sottolinea Federica Giannotta, responsabile programmi Italia di Terre des Hommes -. Spesso questi comportamenti sono conseguenza di scarsa informazione, piuttosto che frutto di una reale intenzione di nuocere al bambino. Ed è per questo che è importante offrire una corretta informazione, ai genitori italiani come a quelli di origine straniera”.

La campagna contro la shaken baby syndrome si inserisce all’interno di un percorso che Terre des Hommes promuove da cinque anni per prevenire le diverse forme di violenza e di abuso all’infanzia, tema da sempre prioritario nella mission della Fondazione. È di Terre des Hommes e SVSdad la prima indagine conoscitiva che nel 2012 ha cercato di sondare la capacità di medici e pediatri di milano di riconoscere il maltrattamento sui bambini. Così come il primo Vademecum per l’orientamento di medici e pediatri nella gestione dei casi di maltratatmento sui bambini. Distribuito a tutti i medici di Milano con il supporto della Asl, il Vademecum si sta diffondendo in tutta Italia attraverso il coinvolgimento dei Garanti Regionali per l’Infanzia e l’Adolescenza.

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