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Fatima, ragazza in fuga

14 ottobre, 2016

Fatima è una ragazza afghana di 16 anni. Profuga, da quando aveva quattro anni quando ha dovuto lasciare il suo Paese per andare a vivere in Iran. Ed è lì che è stata costretta a sposarsi (appena tredicenne) con un uomo di 45 anni. Dopo due anni e mezzo di inferno Fatima decide di fuggire, ma il suo cammino è costellato di ostacoli: in Turchia incontra un gruppo di trafficanti che le promettono di portarla in Svezia ma che invece abusano di lei e la costringono a prostituirsi. Successivamente, finisce nelle mani di un altro uomo, che in Grecia riesce a farsi registrare dalle autorità come suo marito. Dopo vari spostamenti da un centro d’accoglienza all’altro, Fatima incontra l’associazione Arsis: ha le braccia e le gambe segnate dalle ferite che si auto-procurava. E finalmente riesce a chiedere aiuto.

La sua storia è stata raccontata da Marianna Kolovou, operatrice di Arsis, durante la presentazione del dossier “InDifesa” (che potete scaricare qui) di Terre des Hommes. “Quando il governo macedone ha chiuso le frontiere, abbiamo visto un aumento esponenziale del numero dei minori stranieri non accompagnati in Grecia – racconta Marianna -. Sono particolarmente vulnerabili alle violenze, anche domestiche, agli abusi e sono particolarmente esposti al rischio tratta. Soprattutto le bambine”.
Anche gli abusi sessuali – all’interno della cerchia familiare allargata – nei campi profughi che sono stati aperti in Grecia per far fronte all’emergenza. “Vicende come quella di Fatima non sono infrequenti, purtroppo – aggiunge Marianna -. Ci siamo presi cura di due ragazzine siriani di appena 13 e 14 anni, entrambe sposate a uomini molto più grandi di loro e che avevano subito violenze. Ma capita anche di incontrar spose bambine di appena 11 o 12 anni”.

Siamo di fronte alla più grande crisi di rifugiati dalla Seconda Guerra Mondiale a oggi: solo nel 2015, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati ha calcolato siano stati 65milioni e 300mila le persone che hanno dovuto fuggire a causa di guerre, persecuzioni, condizioni di violenza generalizzata o violazione dei diritti umani.

Fatima, fa parte di questo fiume di persone in fuga. E come lei tante altre bambine e ragazze costrette a mettersi in viaggio. L’estate 2015 è stata segnata dalle immagini dei profughi ammassati lungo le frontiere della Rotta Balcanica. Durante l’estate 2016, invece, le immagini sono arrivate soprattutto dal Mediterraneo e dalla Libia. Lungo entrambe le rotte le difficoltà che donne e bambine devono affrontare sono enormi. E spesso sono anche vittima di stupri e violenze.

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