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Favole moderne, per bambine ribelli

9 maggio, 2016

C’era una volta…. una principessa”. Oppure una ragazza costretta a lavorare come sguattera per le sue sorellastre, fino a quando non ha incontrato il suo principe (azzurro, ovviamente). Oppure una sirenetta innamorata di un bellissimo sconosciuto (anche lui principe), una fanciulla bionda prigioniera in una torre in attesa del suo salvatore.

Così iniziano – da sempre – la maggior parte delle favole della buonanotte.

Perché invece non iniziare con: “C’era una volta Frida, era nata in Messico e faceva la pittrice”. Oppure: “Oggi vi raccontiamo la storia di Rita, scienziata che durante la seconda guerra mondiale faceva gli esperimenti di nascosto, nella sua camera da letto, pur di proseguire le sue ricerche”. E ancora, scopriamo la storia di Venus e Serena: sorelle, giocatrici di tennis e imbattibili fin da quando erano bambine. E ci sono tante altre storie ben poco note di donne astronauta, giudice, scrittrici, sportive, chef….. e persino regine, come Elisabetta I che regnò su tutta l’Inghilterra.

Sono solo alcune delle cento eroine – tutte ispirate a storie vere – che verranno raccontate in “Good night stories for rebel girls” (Storie della buona notte per bambine ribelli). Un libro di favole moderne, ispirate alla vita di donne straordinarie, capaci di proporre alle più giovani un modello educativo più concreto e positivo rispetto a quello di Cenerentola o di Biancaneve.

Il libro non è ancora disponibile. Ma lo sarà presto grazie a una campagna lanciata da Francesca Cavallo ed Elena Favilli (ideatrici della stat up Timbuktu Lab, specializzata in giochi e prodotti editoriali per bambini) su Kickstarter, uno dei più importanti siti web di corwfunding per progetti creativi. Alle promotrici di questo progetto servivano 40mila dollari per finanziarlo, a oggi ne hanno già raccolti più di 200mila.

“I modelli femminili che l’industria offre alle bambine qui in America sono un tema molto caldo”, spiega Elena Favilli in un’intervista pubblicata su Repubblica.it. L’idea delle due giovani imprenditrici italiane emigrate negli States è quella di proporre alle nuove generazioni cento modelli femminili. Cento donne che danno speranza. E che “hanno fatto cose straordinarie ma per raggiungere la meta hanno dovuto affrontare difficoltà enormi – si legge ancora nell’intervista -. E c’è perfino chi, nonostante il successo, è stata dimenticata dalla storia”. Come Hatshepsut, prima regina d’Egitto vissuta molto prima di Cleopatra. Il suo fu un regno pacifico, ma dopo la sua morte fecero distruggere tutte le sue statue per cancellarne la memoria e scoraggiare altre donne a cercare il potere.

Donne reali, forti, coraggiose e non stereotipate. Donne come Rita Levi Montalcini, le sorelle Bronte e così via. Modelli più credibili per le bambine di oggi rispetto alla principessa delle fiabe o alla damigella in pericolo. Che tra l’altro, nelle fiabe fanno ben poco a parte il fatto di essere soccorse o risvegliate con un bacio dopo aver addentato una mela.

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