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L’Africa e il boom delle spose bambine

4 dicembre, 2015

Se non ci sarà un’inversione di tendenza nella pratica dei matrimoni precoci, entro il 2050 il numero delle spose bambine nel continente raddopperà: passando dagli attuali 125 milioni a oltre 310 milioni. Unicef lancia l’allarme, ed evidenzia come questa situazione sia determinata da due fattori: da un lato una riduzione troppo lenta del fenomeno, dall’altro i rapidi tassi di crescita della popolazione africana.

Amina, ha 15 anni e vive in Chad. Sogna di diventare un medico “per curare la gente malata”. Difficilmente potrà realizzare i suoi sogni. La vita di Amina è cambiata radicalmente quando aveva solo 12 anni, quando ha dovuto lasciare la scuola ed è stata costretta a sposarsi. Nel volgere di pochi mesi sono nati i suoi figli: Moustapha di tre anni e Haroun di uno. “Ho frequentato la scuola primaria per due anni, ma ho dovuto lasciarla perché ero la sola femmina in casa e la più grande di tutti i miei fratelli – racconta -. Dovevo aiutare mia madre a cucinare e svolgere i lavori di casa. Poco dopo aver lasciato la scuola, mia madre mi ha dato in sposa”.

Il matrimonio con un uomo più anziano di lei, ha spezzato i sogni di Amina. E lo stesso avviene – ogni giorno – per decine di migliaia di ragazze in tutto il mondo. E in Africa la situazione è partiolarmente preoccupante. Il continente, infatti, si trova a vivere una situazione paradossale. La percentuale di giovani donne che si sono sposate prima dei 18 anni è passata dal 44% del 1990 al 34% del 2015. Eppure, l’elevato tasso di crescita della popolazione farà crescere (in termini assoluti) il numero delle bambine e delle ragazze nel continente: dai 275 milioni di oggi a 465 milioni del 2050. “Anche se si riusse a raddoppiare l’attuale tasso di riduzione del fenomeno dei matrimoni precoci, ci sarebbe comunque un aumento del numero delle baby-spose”, si legge nel rapporto Unicef.

I matrimoni precoci in Africa, dunque, continueranno a crescere, a differenza di quanto sta avvenendo in tutte le altre regioni del mondo, dove i tassi attuali di riduzione del fenomeno e le tendenze demografiche determineranno, anno dopo anno, un calo del numero di spose bambine.

“I matrimoni precoci avvengono perché gli adulti credono di avere il diritto di imporre il matrimonio ai bambini. Questo nega ai bambini – e in modo particolare alle bambine – la propria dignità e le opportunità di compiere le scelte fondamentali per la propria vita. Come il diritto di scegliere come e con chi sposarsi o quando avere figli. La possibilità di compiere scelte ci permette di realizzare il nostro potenziale. I matrimoni precoci sottraggono alle bambine e alle ragazze questa possibilità”, commenta l’arcivescovo sudafricano Desmond Tutu.

Amina ha la consapevolezza che l’istruzione avrebbe potuto cambiare la sua vita, dandole la possibilità di decidere del proprio futuro e compiere le proprie scelte. Ma non ha potuto dire una parola per opporsi alla decisione della sua famiglia: “Anche se avessi protestato, mia madre non mi avrebbe ascoltato. Così ho accettato di andare in sposa, come aveva fatto lei prima di me”.

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