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Diario del training organizzato da Uisp e Terre des Hommes in Libano

16 settembre, 2016

Report Traning Terre des Hommes
Comunità in Kfarnabrakh a Chouf District (Monte Libano)
26 – 31 Luglio 2016

L’attività messa in atto tra UISP e Terre des Hommes Italia, nasce all’interno di un progetto che ha avuto l’obiettivo di sviluppare uno step di formazione teso a promuovere un percorso full immersion per la formazione di animatori ludici sportivi secondo la metodologia Uisp. Tale prospettiva si sviluppa attraverso una visione che pensa ad un percorso ludico-educativo attraverso l’uso del gioco e dello sport, intesi come strumenti fondamentali per sviluppare un percorso di crescita tra educatori/utenti al fine di promuovere in loro differenti competenze su diversi ambiti, cognitivo, motorio ed emozionale e creare quindi spazi di benessere.

wp_20160727_007La formazione ha visto il coinvolgimento di circa 20 persone in una fascia d’età compresa tra i 16 e i 50 anni ed è stata realizzata dal 26 al 31 Luglio per circa 6 ore al giorno. Lo spazio utilizzato per lo svolgimento delle attività pratiche è stato un campo di calcio in erba sintetica, adeguato a sviluppare i giochi e attività sportive e ludiche previste dal programma.
Per la spiegazione delle parti teoriche e rielaborazione delle attività, confronto e discussione, la formazione si spostava in un’aula dotata di proiettore per la riproduzione delle slide.
I materiali utilizzati sono stati quelli messi a disposizione da Terre des Hommes in particolare: il kit Unicef, diversi palloni e una cassa per la riproduzione della

La metodologia

La metodologia adottata è stata quella di coinvolgere il gruppo dei corsisti, immaginando di essere i bambini o ragazzi ai quali rivolgere le attività; tutti i partecipanti si sono messi in gioco mostrando grande senso di partecipazione, coinvolgimento e motivazione.
Il percorso si è sviluppato realizzando attività ludiche, educative e sportive, lavorando su tematiche più approfondite rispetto alla visione psico-pedagogica del gioco, specificando l’approccio di metodi e metodologie vissute nella pratica e poi commentate in aula attraverso una didattica attiva.

26 Luglio: tecniche base dell’animazione. Fornire concetti di base su attività sportive/ricreative, compresa la gestione di un gruppo, il gioco per l’inclusione, la conoscenza del corpo umano

L’avvio del corso ha visto la presentazione dei formatori e dei partecipanti ai quali è stato anche chiesto quali fossero le aspettative del training.
I Giochi di conoscenza hanno dato inizio alle attività vere e proprie. È stato fornito ai corsisti un ventaglio di giochi utili a “rompere il ghiaccio” e creare conoscenza quando si inizia un’attività con un nuovo gruppo, attraverso un metodo ludico e divertente e in alcuni casi anche di movimento.
Dopo questa fase di conoscenza c’è stata una divisione in squadre utile allo sviluppo dei giochi per le giornate successive e la creazione di inni o jingle dei gruppi.
Nella seconda fase della mattinata è stata presentata una parte riguardante la psicologia dello sviluppo, in particolare sono stati presentati lo stile, il ruolo e gli obiettivi dell’educatore/animatore attraverso la comunicazione verbale e non verbale, le parole killer e le “parole carezza” e i principali modi sbagliati di parlare ad un bambino.

27 Luglio – Il gioco e l’apprendimento. Fornire le capacità di formare volontari nella pianificazione e implementazione di attività sportive

wp_20160726_002Come nella prima giornata di formazione, la fase iniziale ha visto la presentazione di una serie di giochi utili, in questo secondo modulo, a spiegare l’importanza dello “Sport per tutti”, mission dell’UISP ma soprattutto la metodologia obliqua. La proposta didattica obliqua si distingue da quella orizzontale che ha la peculiarità di prevedere esercizi e consegne uguali per tutti i bambini del gruppo.
Nella metodologia obliqua si passa dall’ottica della consegna a quella dello stimolo. Utilizzando questo sistema si fanno delle esperienze in cui ognuno può lavorare al proprio livello e in tal modo ciascun bambino può vivere il “valore di sé”, perché sente di riuscire in ogni caso, ricavandone piacevoli sensazioni di “successo”. Questa metodologia è strettamente connessa al saper fare e al piacere di fare.
A questo proposito sono stati realizzati i giochi chiamati “Stoffolo” e “Salterello” creati con materiali poveri e di riciclo; è stata l’occasione per spiegare l’importanza di utilizzare materiali come il giornale, la carta da riciclo, la plastica che oltre ad essere di facile reperibilità, è abbondante e facilmente trasformabile, non solo simbolicamente ma anche fisicamente.
Sono stati poi realizzate in campo e rielaborate in aula, attività ludiche appartenenti alle diverse modalità di conduzione: non strutturata, strutturata e semi strutturata

28 Luglio – Pedagogia del gioco

Nella prima parte di questo modulo è stato offerto un percorso di strumenti operativi per la fascia d’età compresa tra i 3 e i 6 anni. A seguire sono state presentate una serie di proposte valide per la fascia d’età compresa tra i 6 e i 12 anni quindi il passaggio dal play al game cioè il “gioco-sport”.
In campo sono state realizzate diverse proposte adatte alla fascia d’età più piccola, spiegando l’importanza dell’ambientazione fantastica che non deve mai mancare al fine di creare un adeguato contesto di stimoli per il globale coinvolgimento del bambino anche da un punto di vista emotivo. Per la seconda fascia d’età è stata spiegata l’importanza della competizione, il rispetto delle regole e la valorizzazione del gioco di squadra.
La parte teorica ha visto un approfondimento dello sviluppo cognitivo, motorio e relazionale del bambino la cui conoscenza permette di proporre attività adeguate ad ogni fascia d’età.

29 Luglio – Didattica dell’attività motoria

Il quarto modulo ha riguardato la presentazione di una serie di giochi utili al contenimento dell’aggressività per tutte le fasce d’età spiegando l’importanza dello sport e del gioco in generale per gestire le emozioni e le dinamiche relazionali all’interno dei gruppi.
È stato dato spazio anche ai giochi cooperativi per il raggiungimento di un adeguato equilibrio relazionale ed emotivo e la valorizzazione di ciascun componente

30 Luglio – cenni di programmazione. Fornire strumenti pratici e tecniche per pianificare e implementare le attività sportive

In questa giornata è stata spiegata l’importanza della programmazione delle attività in un contesto di animazione e sportivo: divisi in 4 gruppi, i partecipanti hanno elaborato una programmazione di attività rispettando precise indicazioni riguardanti la fascia d’età alla quale rivolgere i giochi, l’arco di tempo e gli obiettivi da raggiungere. Tutti i gruppi hanno avuto modo di vedere realizzate le loro attività.
In seguito c’è stata una valutazione da parte dei formatori sul lavoro svolto da ciascun gruppo, tenendo conto di alcuni parametri come: il lavoro d’equipe, l’adeguatezza della proposta in base alla fascia d’età e l’arco di tempo da realizzarsi e l’efficacia della comunicazione.

31 Luglio – Fornire un set di attività sportive da proporre indoor e outdoor

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L’ultima giornata è stata dedicata alla presentazione e realizzazione dell’attività chiamata Grande Gioco, che coinvolge diverse squadre e viene realizzato in un arco di tempo di alcune ore (2-3 ore), con una ambientazione fantastica, il cui obiettivo è quello di superare una serie di prove.
La parte finale del corso è stata dedicata alla restituzione finale dell’esperienza con tutti i partecipanti.

Obiettivi raggiunti

Grazie al corso intensivo della durata di sei giorni è stato possibile raggiungere i seguenti obiettivi:
– fornire concetti di base su attività ludiche e sportive, compresa la gestione di un gruppo, il gioco per l’inclusione, la conoscenza dello sviluppo cognitivo e motorio del bambino;
– fornire strumenti pratici e tecniche per pianificare e implementare le attività sportive;
– fornire un set di attività sportive da proporre indoor e outdoor;
– fornire le capacità di formare volontari nella pianificazione e implementazione di attività sportive;
– fornire un nuovo approccio, rivolto all’infanzia e alla pre–adolescenza riguardante il gioco e la crescita del bambino basato sulla valorizzazione della persona e il potenziamento delle abilità di ciascuno.

E’ stato offerto un ventaglio di strumenti operativi utili al lavoro sul campo partendo dal presupposto che ogni bambino deve essere valorizzato e potenziato nelle sue capacità. Questa base concettuale ed operativa permette una gestione dei gruppi adeguata a prevenire situazioni conflittuali riguardo alle dinamiche relazionali e a creare un clima di benessere. Inoltre favorisce l’inclusione di tutti senza sfavorire o escludere nessuno, né da un punto di vista motorio, né da quello cognitivo o caratteriale.
Inoltre il set di attività proposte mira a rispondere al benessere del bambino a livello globale; per questo motivo il training non si è limitato all’offerta di giochi ma ha approfondito la conoscenza dell’infanzia nelle sue diverse dimensioni. In questo modo gli operatori coinvolti avranno migliore capacità di offrire proposte ludico sportive, valide ed efficaci a rispondere ai diversi bisogni della loro comunità.
La novità è rappresentata anche dall’offerta di strumenti operativi che non si limitano all’aspetto motorio e sportivo ma hanno investito altre dimensioni ludiche come la danza, la manualità, l’espressività attraverso il corpo.

I formatori
Emanuela Serra
Daniele Zucca

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