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Bambini bulgari in Grecia: una lotta per la sopravvivenza

1 giugno, 2011

Sono centinaia i bambini bulgari che, per sopravvivere nelle strade di Salonicco, Grecia, ogni giorno finiscono finiscono nel giro dell’accattonaggio ai semafori e del lavaggio dei vetri delle auto. Senza casa, senza risorse, questi bambini sono esposti a ogni tipo di abuso. Lo stesso avviene in molte altre città europee. Questo tema è stato discusso il 26 maggio 2011 nella conferenza “European Migrant Children: What Protection?” che si è tenuta presso il Parlamento Europeo di Bruxelles, dove è stata presentata una ricerca condotta da Terre des Hommes e i suoi Partner, che mette in luce gravi violazioni dei diritti dei bambini.

“Dobbiamo sempre tenere in considerazione il superiore interesse del minore e considerarlo sistematicamente come alla base delle misure di protezione da ogni forma di sfruttamento, anche quando la situazione è complessa e la sopravvivenza della famiglia è in pericolo”, dichiara Mariya Nedelcheva, membro del Parlamento Europeo, ospite e presidente della conferenza organizzata nel contesto del progetto “Mario – Protection of children on the move” di Terre des Hommes in collaborazione con Save the Children in Albania, ECPAT in Olanda e Bulgaria, e Nobody’s Children Foundation. Erano presenti membri di alto livello del Parlamento Europeo, funzionari della Commissione Europea, rappresentanti dei governi e delle ONG.

La vulnerabilità dei bambini bulgari in Grecia è stata riconosciuta anche dal parlamentare europeo Michail Tremopulos (Gr): “Sfortunatamente nel mio Paese sembra che i bambini bulgari che lavorano nelle strade non abbiano accesso ai servizi esistenti, pur limitati, anche perché questi ultimi non sono tarati su questa fascia di utenti”.
Analoghe situazioni si verificano in molte altre città europee, non solo a Salonicco.“Mentre i cittadini della Unione Europea possono ora muoversi liberamente e risiedere in altri stati membri, i bambini più vulnerabili e le loro famiglie all’estero corrono forti rischi di sfruttamento e abusi. Essi hanno diritto di cura e protezione a prescindere dalle loro origini”, afferma Pierre Cazenave, Regional Child Rights Officer di Terre des Hommes.

“La legislazione da sola non basta. Quello che secondo me è importante è una condivisione delle responsabilità e l’aumento della consapevolezza su queste forme di abusi”, dichiara Edit Bauer, membro del Parlamento Europeo (SK).

Per informazioni:
Salvatore Parata, Head of European Office
Terre des Hommes, brussels@iftdh.org Tel: 0032/474209921

Pierre Cazenave, Regional Child Rights Officer
Terre des Hommes Central and South Eastern Europe Office, pierre.cazenave@tdh.ch , 0036/703919783

Per scaricare la ricerca clicca qui

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