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#OLYMPICDAY: I bambini di Rio non festeggiano

23 giugno, 2015

Ginevra, 23 Giugno – Oggi si festeggia l’Olympic Day a Losanna, dove il Comitato Internazionale Olimpico (IOC) ha il suo quartier generale. Naomy, una bambina di 12 anni che vive a Vila Autódromo, Rio de Janeiro, non festeggerà di certo, perché sta per essere sgomberata per lasciare il posto alle strutture sportive per le prossime Olimpiadi.

Originariamente la comunità di Vila Autódromo era costituita da pescatori e povera gente che si era insediata attorno alla laguna di Jacarepaguá negli anni Sessanta. Anche se per 30 anni gli abitanti hanno vissuto sotto la minaccia costante di essere scacciati dalle loro abitazioni, negli anni 90 il governo ha concesso loro il diritto di risiedere lì. Tutto è cambiato da quando Rio è stata scelta come sede delle Olimpiadi del 2016.

Terre des Hommes, organizzazione internazionale da oltre 50 anni in prima linea per la difesa dei diritti dei bambini, chiede all’IOC di intervenire urgentemente contro questi abusi, facendo fede ai suoi valori fondanti, ovvero al grande contributo di pace e prosperità che lo sport può dare alla società. La violenza contro i bambini e le loro famiglie derivata dai Grandi Eventi Sportivi non può essere tollerata!

Il documentario ‘The Fighter’ (La lottatrice) racconta la storia della casa di Naomy a Vila Autódromo, dove tutto ciò che la bambina ama viene distrutto per far posto al Parco Olimpico. Attraverso i suoi occhi possiamo vedere i cinici tentativi di sgombero illegale e la protesta non violenta della sua comunità. Secondo i rapporti più recenti la Polizia ha esercitato un’indiscriminata violenza contro coloro che protestavano per fermare la demolizione delle ultime case.

“Ho avuto davvero paura”, confessa Naomy, “Pensavo che sarebbero ritornati di notte, vogliono scacciarci con la forza”.

La storia di Naomy e di tanti bambini come lei non è un fatto isolato in Brasile, come pure negli altri posti dove si sono tenuti dei Grandi Eventi Sportivi, come il Sud Africa. L’Università di Dundee e l’Università Cattolica Pontificia di Rio de Janeiro hanno documentato molte violazioni dei diritti dei bambini collegate ai Mondiali brasiliani del 2014. Lo studio ‘Let’s win this game together’,(Vinciamo assieme questi Giochi) basato su testimonianze dirette di bambini, approfondisce questa tematica rilevando l’impatto negativo di questi eventi su di loro.

I ricercatori hanno identificato 4 importanti violazioni dei diritti dei bambini:

· Violenze durante gli sgomberi da parte della polizia e dell’esercito nel periodo antecedente i Mondiali, nei confronti dei bambini di strada, delle comunità a basso reddito e repressione delle proteste.

· Trasferimento forzato dei bambini e delle famiglie che vivono negli insediamenti più poveri

· Sfruttamento sessuale e molestie contro le bambine e le ragazze durante gli sgomberi

· Sfruttamento lavorativo e abusi sui minorenni durante i Mondiali.

Non tutti i bambini hanno subito lo stesso livello di violazioni dei diritti. Secondo lo studio, i bambini delle fasce più povere della popolazione sono più vulnerabili agli abusi. I dati raccolti attraverso le interviste indicano che le bambine e le ragazze sono a maggior rischio di sfruttamento sessuale, mentre i bambini maschi rischiano maggiori violenze fisiche da parte della Polizia. I dati statistici raccolti dal Numero Verde ‘Dial 100’ segnalano un aumento del 17% nelle 12 città che ospitavano I Mondiali durante il loro svolgimento, rispetto allo stesso mese del 2013. E questo solo per i casi segnalati.

“Abbiamo avuto paura: continuavano ad entrare dei carri armati, che non se ne sono più andati. I soldati si sono messi a tutte le uscite della favela e portavano armi, sembrava una guerra!”, così si sono espressi i ragazzi di un focus group a Rio.

La ricerca indica che le più importanti organizzazioni sportive come la FIFA e l’IOC hanno il dovere di prevenire e ridurre le violazioni dei diritti umani e per questo raccomandano dei cambi nella loro politica per includere in maniera più incisiva la difesa dei diritti dei bambini.

In occasione dell’Olympic Day Terre des Hommes chiede al Comitato Internazionale Olimpico di:

1) Agire nell’interesse di tutte le famiglie e i bambini di Vila Autódromo, facendo pressione sul Governo brasiliano perché blocchi immediatamente gli sgomberi forzati illegali e si assicuri che tutti gli sgomberi siano conformi con la Convenzione ONU sui diritti dell’Infanzia.

2) Garantire che da ora in avanti venga sempre eseguita una valutazione trasparente dei rischi diretti e indiretti per i bambini, consultando la società civile e gli stessi bambini, all’interno delle procedure di assegnazione dei Grandi Eventi Sportivi. In questo modo sarà più facile monitorare il rispetto dei diritti dei bambini per tutto il periodo di preparazione e svolgimento dei Giochi, garantendo anche l’accessibilità per tutti – bambini compresi – a un sistema di reclami e denunce.

Terre des Hommes ha lanciato la campagna Children Win a febbraio 2014 per fare pressione sulle più importanti istituzioni sportive, perché riducano i rischi diretti e indiretti di violazioni dei diritti dei bambini e moltiplichino le opportunità offerte dai megaeventi sportivi. Terre des Hommes ha commissionato e raccolto articoli e video che esprimono punti di vista e opinioni dei bambini riguardo ai Mondiali di Calcio 2010 in Sud Africa, in Brasile nel 2014 e le Olimpiadi del 2016. Incoraggiamo i vertici delle istituzioni sportive, del commercio, dell’industria e del media del settore, nonché il grande pubblico a incontrare questi bambini su www.childrenwin.org

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