Terre des Hommes

Haiti, un anno dopo

28 gennaio, 2011

Haiti, un anno dopo

Grazie alle donazioni degli italiani, Terre des Hommes e le altre ONG di AGIRE hanno portato soccorso a 250 mila persone. Il 2010 si conferma l’anno peggiore per le catastrofi naturali.

A esattamente un anno dal terremoto di Haiti, AGIRE rende noti i risultati degli interventi realizzati, rimarcando il ruolo decisivo della società civile nella risposta all’emergenza. A seguito del disastro che ha colpito il paese il 12 gennaio 2010, le organizzazioni di AGIRE hanno utilizzato le donazioni dei cittadini italiani, pari a 14,7 milioni di euro, per portare un aiuto concreto a circa 250 mila persone. Oltre alla distribuzione di cibo, acqua e beni di prima necessità iniziate all’indomani del terremoto, sono stati allestiti rifugi temporanei per oltre 5.000 persone e 41 campi di accoglienza sono stati forniti di latrine e punti acqua. Già nel mese di aprile erano state attivate 32 strutture educative temporanee, che hanno consentito la ripresa delle lezioni e l’avvio di programmi di assistenza psico-sociale per circa 25 mila bambini tra i 3 e i 17 anni. Tra gli ulteriori interventi realizzati nella prima fase di risposta: l’estrazione di vittime dalle macerie, il sostegno alle fasce di popolazione più deboli attraverso programmi di creazione di reddito; il ricongiungimento familiare di minori non accompagnati; il sostegno alla produzione agricola di sussistenza; la valutazione degli edifici danneggiati per facilitare i ritorni; la rimozione di macerie.

A partire dall’estate, gli interventi sono entrati in una fase più avanzata, finalizzata a facilitare per quanto possibile il ritorno della popolazione ad una vita normale. Le organizzazioni di AGIRE si sono concentrate nei settori educativo, igienico sanitario e nel fornire supporto abitativo per gli sfollati.  I fondi hanno consentito di riabilitare o costruire ex novo 12 scuole e 2 orfanatrofi. Sono stati inoltre ricostruiti quattro centri sanitari (due dei quali non ancora terminati). Il rientro alle abitazioni di alcune comunità di sfollati è stato facilitato attraverso la messa in funzione di 33 pompe manuali collegate a altrettanti pozzi che servono vari villaggi, e la costruzione di latrine famigliari.  Questo impegno a tutto campo non ha impedito alle ONG di AGIRE di rispondere tempestivamente all’emergenza nell’emergenza, l’epidemia di colera scoppiata ad Haiti lo scorso ottobre. Gli interventi hanno previsto campagne di informazione e sensibilizzazione, distribuzione di acqua potabile e kit igienico-sanitari, allestimento e gestione di centri di prima terapia, realizzazione di strutture igienico sanitarie aggiuntive nelle zone più povere di Port au Prince.

Il 2010 si conclude con un triste primato: 295 mila vittime di catastrofi naturali e 130 miliardi di dollari di danni, causati principalmente dal terremoto ad Haiti e dalle alluvioni in Pakistan. Non si contavano numeri così alti dal 1983, quando una terribile carestia mise in ginocchio l’Etiopia. Un anno drammatico, che si distanzia nettamente dalle 13 mila vittime del 2009, confermando un altro preoccupante tendenza:  il calo vertiginoso delle risorse per rispondere alle crisi umanitarie nel mondo, con oltre il 30% dei bisogni rimasti senza la necessaria copertura, soprattutto a causa dei pesanti tagli dei fondi pubblici dovuti alla congiuntura economica.

«Non sarebbe corretto, di fronte alla sofferenza che gli haitiani ancora stanno vivendo e alle drammatiche dimensioni dell’epidemia di colera, sostenere che l’emergenza ad Haiti è stata affrontata e risolta”, dichiara Marco Bertotto, direttore di AGIRE. “Resta ancora molto da fare e siamo i primi a riconoscere che, pur a fronte del grande impegno delle organizzazioni umanitarie, tante sfide debbano ancora essere vinte. Allo stesso tempo però – conclude Bertotto – molti risultati sono stati conseguiti  e tutto ciò non sarebbe stato possibile se la società civile, i privati cittadini, le aziende e i media non si fossero attivati. A loro ci sentiamo in dovere di raccontare che cosa è stato fatto fino ad oggi grazie alla  generosità e all’attenzione di quanti hanno risposto con entusiasmo all’appello di AGIRE”.

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