Terre des Hommes

VIAGGIO NELL’INFERNO DI DOUKOURE

14 giugno, 2011

“Non esiste guerra in cui non si ammazzano donne e bambini…”: ecco cosa si sentivano dire, mentre imploravano pietà, gli abitanti di Doukouré (bidonville del comune di Yopougon ad Abidjan, la città più grande della Costa d’Avorio) dai miliziani armati che entravano come forsennati nelle loro baracche alla ricerca di tutto ciò che potesse avere un minimo valore… se trovavano qualcosa poteva esserci speranza, altrimenti era morte certa.

Le immagini da Doukoure

Il caos nato dai risultati definitivi delle elezioni a fine novembre, quando il presidente Gbagbo – pur perdente – si è aggrappato al potere chiamando a difenderlo tutti i suoi seguaci, è cresciuto come un uragano fino al “martedì nero”, il 12 aprile 2011: dopo la cattura di Gbagbo i suoi mercenari e miliziani, ciechi di rabbia e odio, hanno deciso di vendicare l’affronto, scatenandosi contro la popolazione inerme.

Doukouré, a torto o a ragione, aveva fama di essere un quartiere favorevole al rivale di Gbagbo, Alassane Ouattara, anche se nella realtà è un quartiere povero abitato da gente povera in maggioranza di nazionalità o etnie considerate ostili all’ex presidente, e quindi doveva pagare.

I racconti delle persone incontrate durante la nostra visita alla ricerca dei bambini che Terre des Hommes qui sostiene grazie al sostegno di tante famiglie italiane, sono terribili. Per fortuna molti dei “nostri” bambini se n’erano andati prima del massacro e quelli rimasti non hanno avuto (almeno dai primi riscontri) danni fisici, anche se quelli psicologici sono al momento difficilmente valutabili. Come per la piccola Aishettu, di 4 anni, che ha visto uccidere la zia e lo zio e che adesso non parla e non vuole più tornare in quella abitazione.

La vita sta riprendendo piano piano ma le ferite da rimarginare sono profonde e i bisogni enormi. Oltre ad aver perso il poco che aveva, la gente di Doukouré ha assistito a inaudite violente: tutti hanno almeno un parente che è stato freddato o bruciato vivo per quello che i mercenari e i miliziani chiamavano “Articolo 125”: 100 franchi di petrolio e 25 per i fiammiferi.
In questo girone infernale Terre des Hommes interviene da anni a sostegno dei bambini e, dove possibile, delle loro famiglie per offrire loro un’opportunità, per dimostrare che la vita non potrà solo essere miseria ma che per riuscire, specie se si è nati qui, bisogna avere tanta volontà e coraggio. Per fare questo ha creato e migliorato, anno dopo anno, il Centro Amisde Coeur, che è una delle nostre Case del Sole più importanti in Costa d’Avorio e che gestiamo assieme all’attiva ONG locale MESAD.

Qui i bambini potevano fare sport, seguire il doposcuola o i corsi di formazione professionale, gli incontri di educazione alimentare, le varie attività teatrali e culturali, trovandosi protetti dalle violenze della strada.
Purtroppo anche la nostra Casa del Sole ha subìto la furia della violenza: il 28 febbraio scorso è stata completamente saccheggiata e oggi sta timidamente cercando di riprendere le attività… ma servono almeno 30.000 euro solo per ripristinare la struttura allo stato precedente più altre 30.000 euro per sostenerne le attività.

Oggi più che mai serve il vostro aiuto per portare un raggio di luce e di speranza per tanti bambini vittime incolpevoli della furia e della pazzia degli adulti.

Grazie per tutto quello che potrete fare

Alessandro Rabbiosi

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