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Birmania: piogge monsoniche nella DryZone


Nella Dry Zone le piogge monsoniche sono scrosci violentissimi: là dove è tutto arido in un momento ti ritrovi circondato da fiumi impetuosi che raccolgono il defluire di tutta l’acqua piovana che, sempre benvenuta, arriva all’improvviso. E dopo poche ore questi fiumi si ritirano e quasi scompaiono.

Un pomeriggio di fine ottobre sono andato, accompagnato dal nostro personale tecnico, a visitare le attività agricole che Terre des Hommes attua nei villaggi di Yenanchaung. Non pioveva da alcuni giorni e abbiamo attraversato agevolmente il letto di un fiume che ci separa dai villaggi in cui operiamo. Ma sulla via del ritorno siamo stati travolti da un temporale monsonico. In quel momento abbiamo capito che non sarebbe stato facile riattraversare il letto del fiume e siamo arrivati in riva quando ormai tutto era avvolto dalle più profonde tenebre: davanti a noi avevamo un fiume furente, a tratti profondo anche fino ad un metro e mezzo. Non c’era niente da fare che aspettare che la pioggia smettesse; stavamo quasi dirigendoci verso il villaggio più vicino quando un uomo con il suo cane è saltato fuori dalla foresta, come dal nulla, e ci ha detto di seguirlo: c’era un modo per attraversare il fiume più a valle. E così abbiamo fatto. Siamo scesi lungo il corso del fiume fino a che non siamo arrivati in un tratto meno profondo e meno irruento. Ci siamo levati le scarpe, tirati su i calzoni e abbiamo attraversato a piedi il fiume per oltre 5 minuti. L’uomo della foresta, non appena ci ha portato dall’altra parte del fiume è sparito, quasi senza darci il tempo di ringraziarlo. Avremmo saputo poi che si trovava vicino al fiume per cacciare rane, prelibate anche in Myanmar e preziosa fonte di proteine. Come tutti gli abitanti dei villaggi della Dry Zone, il cacciatore di rane conosce benissimo il difficile territorio dove è nato e vissuto, sa come addomesticarlo e sa trarne il necessario per vivere. I nativi sono una fonte preziosissima di conoscenze, indispensabili per chiunque voglia lavorare nell’area.

 

Per il progetto agricolo realizzato nel corso del 2012 nella Dry Zone, Terre des Hommes ha fatto tesoro dell’esperienza e delle conoscenze dei nostri beneficiari. Il progetto, con il contributo del Ministero degli Affari Esteri italiano, ha introdotto tecnologie innovative grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna. Sono tecnologie a bassissimo consumo d’acqua per produrre ortaggi tutto l’anno e tecniche di coltivazione concepite per aumentare la produzione e preservare l’ambiente. Gli obiettivi principali del progetto sono il trasferimento di tecnologie e la diversificazione della dieta familiare. Il progetto ha avuto un esito positivo soprattutto perché ha coinvolto gli stessi partecipanti/beneficiari che, nel corso dell’intervento, hanno direttamente sviluppato e meglio adattato al loro contesto le nuove tecnologie da noi proposte, tanto che, verso la fine, i ruoli si sono capovolti: noi ad imparare e loro ad insegnarci.

 

 

Ma il 2012 è stato molto di più. Oltre al programma di nutrizione che dal 2008 Terre des Hommes attua nella Dry Zone, abbiamo continuato il programma di sostegno all’accesso scolastico, a Yenanchaung come a Twantay. Nella provincia di Twantay, oltre alle distribuzioni di materiale educativo ed uniformi, agli alunni della scuola primaria e secondaria abbiamo allestito delle biblioteche scolastiche che, in futuro, potranno anche trasformarsi in biblioteche di villaggio. E’ una gran cosa per il Myanmar dove fino a solo pochi mesi fa era molto difficile avere a che fare con le scuole e l’accesso ai libri era un lusso che pochi potevano permettersi.

 

Ma non solo scuola nel 2012, anche divertimento! A settembre siamo stati contattati dall’organizzazione francese Clowns Sans Frontiers, specializzata nel portare in giro per il mondo spettacoli per bambini. Erano interessati a fare il loro show nella Dry Zone e – dopo mesi di preparazione per ottenere dalle autorità i permessi necessari – il 15 ed il 16 dicembre abbiamo portato gli spettacoli dei Clowns Sans Frontiers in 4 villaggi della zona arida e il 22 dicembre siamo riusciti ad organizzare anche un quinto spettacolo nella regione di Yangon. Più di 2200 bambini, oltre ad un migliaio di adulti, hanno assistito agli spettacoli nei villaggi di A lai Kone, Kyaw Poke, San Khan Gy e a Sa Khan Khan. Un altro migliaio è riuscito a vederlo nella scuola monastica AungZambu, poco lontano da Twantay. E’ stato un evento memorabile per tutti, non solo per i bambini ma anche e soprattutto per gli artisti francesi e per tutto il personale di Terre des Hommes.

 


Per concludere, mi piace raccontare la storia di Maung Aung Phyayt Sone, un bambino di 2 anni e mezzo che vive nel villaggio di San Kan Gyi, nato con il piede equino. Non appena il personale di Yenanchaung ne ha informato l’ufficio Terre des Hommes di Yangon, si è subito innescata una catena della solidarietà. A Yangon si è trovato un centro specializzato che utilizza la tecnica Ponseti, meno invasiva di un intervento chirurgico. Siamo riusciti a raccogliere fondi per la copertura totale delle spese mediche e per il soggiorno a Yangon di almeno 3 mesi di Maung Aung Phyayt Sone, sua madre e sua nonna. Il 20 dicembre, accompagnato dallo staff di Terre des Hommes, il bambino è arrivato a Yangon e oggi, 16 gennaio 2013, i medici che lo hanno in cura sono molto ottimisti, i suoi piedini stanno reagendo bene ai vari gessi che gli sono stati applicati e sono fiduciosi che riuscirà presto a camminare come tutti gli altri. Un bel modo per cominciare l’anno nuovo!

 

Racconto di Massimo Lanciotti “Responsabile Paese”

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