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India: Tdh Core

Il progetto contro l’infanticidio è entrato da qualche anno in una fase diversa, in cui la lotta all’ignoranza e alla povertà è diventato lo strumento principale per dare alle ragazzine una maggiore consapevolezza del loro valore di persone e di donne.

Abbiamo quindi realizzato più attività di sensibilizzazione per le comunità e attività di rafforzamento dell’autostima per le bambine e ragazze beneficiarie dell’intervento, oltre a promuovere l’adozione nazionale come soluzione alternativa all’infanticidio. Molte famiglie che per ignoranza e povertà non utilizzano metodi di pianificazione familiare, si trovano infatti in difficoltà a mantenere troppi figli. Per queste famiglie il progetto offre come alternativa all’infanticidio e all’abbandono il percorso dell’adozione legale dei nascituri. Quest’anno grazie al programma 6 neonati (di cui 5 bambine) sono stati adottati legalmente da famiglie indiane selezionate.

Lo scorso anno le bambine del progetto hanno partecipato ad un workshop di 3 giorni durante il quale alcuni esperti hanno insegnato loro a scrivere e mettere in scena uno spettacolo di marionette. Ne è nato spettacolo in cui si racconta la storia di una donna che resta incinta e subisce le pressioni di vari personaggi della famiglia e della comunità affinché rinunci a tenere il neonato se dovesse nascere femmina. Poi nasce una femmina e la donna discute con gli stessi personaggi difendendo la sua bambina fino a che tutti non si convincono che è la scelta giusta.

Lo spettacolo, nell’intento delle bambine stesse, vuole insegnare al pubblico che una femmina vale quanto un maschio. Ciò contribuisce molto a rafforzare la determinazione e l’autostima delle bambine e delle ragazze, oltre ad avere un grande successo come iniziativa di sensibilizzazione nelle comunità. Durante l’anno gli spettacoli di sensibilizzazione sono stati messi in scena in 9 villaggi con oltre 600 spettatori.

Grazie al progetto, bambine e ragazze hanno accesso a vari servizi. Per esempio, se hanno un problema o semplicemente bisogno di parlare o ottenere consigli, possono servirsi di terapia e assistenza psicologica gratuita. E’ stato organizzato un programma di orientamento a cui hanno partecipato 35 adolescenti dove si sono trattati argomenti importanti come il matrimonio precoce e i rischi ad esso connessi, come guadagnare motivazione e fiducia in sé stessi, e quali strategie utilizzare per affrontare le crisi dell’adolescenza.

Se una ragazza si trova in difficoltà, per esempio quando i suoi genitori vogliono forzarla a sposarsi o lasciare la scuola, gli operatori del progetto intervengono individualmente discutendo con la famiglia. In questo modo durante l’anno si sono fermati tre matrimoni di adolescenti.

Per promuovere l’educazione nei villaggi e sostenere nello studio le bambine salvate negli anni passati, oltre a provvedere a tutte le spese per tasse scolastiche, uniformi e libri, ci si occupa del rendimento scolastico delle ragazze, fornendo supporto educativo attraverso il centro per il doposcuola e provvedendo all’organizzazione di corsi di recupero e ripetizioni anche a domicilio, a cui si aggiunge una continua motivazione e rinforzo positivo.

Inoltre, nei periodi di vacanza, vengono organizzati laboratori di cucito, sartoria, costruzione di borse, di giocattoli e altri laboratori artistici e manuali.

Per le studentesse delle classi decima e dodicesima candidate agli esami di Stato sono state organizzate lezioni di orientamento su come affrontare l’esame. Nel 2012 tre studentesse che si sono presentate all’esame finale sono state promosse e hanno presentato domanda di ammissione all’università. Tutte e tre vorrebbero lavorare per promuovere lo sviluppo economico e sociale della loro zona natale.

Ogni mese vengono organizzati eventi speciali o gite, attività sportive e ricreative per assicurare ai bambini il loro diritto ad essere bambini. Per le festività nazionali, come quella di Diwali, si provvede affinché tutti possano festeggiare con la loro famiglia o con il personale del progetto, se la famiglia non c’è.

Infine, per aiutare le famiglie delle bambine salvate dall’infanticidio ad avere una vita migliore e mantenere i propri figli con meno difficoltà, il progetto fornisce assistenza alimentare, medica, economica e cerca di promuovere micro attività generatrici di reddito, come l’allevamento di animali, o la sartoria e la tessitura. Si provvede al pagamento di rate di affitto arretrate, oppure alla costruzione o ristrutturazione di casette pericolanti

Sono 173 attualmente le famiglie di bambine salvate dall’infanticidio che ancora ricevono supporto dal progetto di Terre des Hommes. In particolare, nel 2012, undici famiglie sono state aiutate ad avviare attività generatrici di reddito o a sistemare le loro abitazioni.

 

La Storia di P.

P. è una mamma di tre bambine. Il marito non lavora, perché ha il diabete e anche problemi cardiaci che lo costringono spesso a letto. E’ un brav’uomo, ma si capisce che non è contento di non avere avuto un figlio maschio. La famiglia era molto povera, per questo negli anni passati il progetto aveva finanziato la costruzione di una casa a loro destinata. P. lavorava in un villaggio lontano e data la distanza riusciva a tornare a casa solo una volta al mese, lasciando le figlie da sole, dato che il marito è malato e spesso assente. Le figlie studiavano sotto il lampione sulla strada e, prima della costruzione della nuova casa dormivano nel tempio poco distante, più sicuro della loro capanna malandata. Quest’anno il progetto le ha comprato un telaio artigianale, a mano, con il quale P.  produce tappetini con scarti di stoffa che vende al mercato a 30 rupie l’uno; un guadagno che le permette di passare più tempo a casa con le bambine e lavorare meno duramente.

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