(c) Andrea Frazzetta

Ragazze e cambiamento climatico

11 dicembre, 2015

Quali sono le conseguenze del global warming? A Parigi, in questi giorni si discute dell’espansione dei deserti, delle distruzioni provocate da uragani, tifoni, allagamenti ed esondazioni improvvise. Eventi catastrofici, che provocano migliaia di morti, sfollati, devastazioni. Ma sapevate che il cambiamento climatico è (anche) una questione di genere? La questione è stata posta dagli autori del sito “The girls effect”, che hanno evidenziato come le conseguenze del “global warming” abbiano conseguenze più gravi su donne e ragazze.

La componente femminile della società (in modo particolare nei Paesi più poveri) parte già da una condizione di maggiore fragilità e vulnerabilità rispetto a uomini e ragazzi: rispetto a questi, infatti, guadagnano meno rispetto e, di conseguenza, sono maggiormente dipendenti dagli aiuti esterni. Hanno meno risorse con cui far fronte agli sfollamenti e hanno maggiori probabilità di perdere la vita.
Ma quali sono le conseguenze specifiche per le ragazze?

Innanzitutto l‘aumento della dispersione scolastica. Non solo perché le scuole sono state – fisicamente – spazzate via da un tifone o da un’inondazione. Quando risorse vitali come acqua, cibo e legna da ardere scarseggiano donne e ragazze devono impiegare molto più tempo ed energia per trovarli. Per far fronte a queste esigenze primarie per la sopravvivenza delle famiglie, le ragazze corrono maggiormente il rischio di abbandonare la scuola rispetto ai coetanei maschi.

L’esigenza di provvedere al sostentamento delle famiglie spinge le ragazze a spingersi sempre più lontano da casa per trovare acqua, cibo o legna da ardere. Questo fa aumentare esponenzialmente il rischio di subire violenze, abusi e stupri. Ad esempio, si calcola che il tifone Haiyan che nel 2013 ha colpito le Filippine, abbia provocato gravi conseguenze per la salute e la sicurezza di circa tre milioni di ragazze e giovani donne. Anche il tasso di violenze domestiche cresce in concomitanza con le catastrofi naturali.
Per evitare tutto questo basterebbero semplici accorgimenti. Ad esempio con la fornitura di accessi sicuri all’accqua potabile e alle latrine. Centri d’accoglienza sicuri che forniscano anche servizi adatti a prevenire la violenza di genere.

Cosa succede quando una famiglia povera – che vive in Bangladesh, in India o in Africa – vede il proprio villaggio e la propria casa spazzati via da un tifone o dall’esondazione di un fiume? Come può una famiglia sopravvivere a questo cataclisma? La prima risposta è quella di ridurre il numero di bocche da sfamare: questo spinge molte famiglie a costringere le figlie più giovani al matrimonio. Con tutte le conseguenze che questo significa: abbandono della scuola, gravidanze precoci e il rischio di morire per le conseguenze del parto. Lo sgretolamento delle famiglie e l’impoverimento improvviso inoltre rendono le ragazze sole prede ideali per i trafficanti. Che, con l’offerta di un buon lavoro in città o all’estero, le attirano all’interno della propria rete per poi costringerle a prostituirsi.

 

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