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Diritto all’istruzione: nelle prigioni israeliane è negato ai minori palestinesi

4 luglio, 2019

I minori di Gerusalemme Est costituiscono il 17% di tutti i Palestinesi arrestati in un anno, anche se la popolazione di questa parte della città è solo il 6% di tutti i Palestinesi che vivono nei Territori Occupati. Questo dato dimostra come Gerusalemme Est sia un’area dove, soprattutto per bambini e bambine, diventa sempre più difficile crescere serenamente, a causa delle continue restrizioni poste ai suoi abitanti palestinesi dal governo israeliano. A questi minori arrestati, che hanno anche 12 anni, una volta in carcere o ai domiciliari viene spesso negato il diritto all’istruzione, in aperta violazione del diritto internazionale e delle stesse leggi israeliane. Terre des Hommes, assieme all’associazione palestinese Addameer, ha messo a punto un dossier con le testimonianze di minori arrestati, nell’ambito di un progetto di educazione inclusiva per i bambini di Gerusalemme Est che ha coinvolto anche i minori agli arresti domiciliari, portando così alla luce una situazione d’inadempienza continua da parte dei Servizi Penitenziari Israeliani degli obblighi internazionali al diritto all’educazione dei minori.

L’educazione è un diritto che mi è stato negato. Per molto tempo mi è stato vietato andare a scuola, soprattutto durante il lungo periodo di arresti domiciliari. Per me è stato molto difficile pensare che tutti potevano andare a scuola e io no,” racconta Samah N., una ragazzina di Gerusalemme Est arrestata il 14 febbraio 2016, quando aveva solamente 14 anni. Ha passato 2 mesi in carcere, poi il tribunale ha deciso di porla agli arresti domiciliari fino alla chiusura del processo. Nel primo anno di arresti domiciliari Samah non poteva uscire da casa, neanche per andare a scuola. Inoltre, la casa nella quale era rinchiusa non era quella della sua famiglia, dato che una delle condizioni poste era proprio quella di trascorrere i domiciliari in un quartiere diverso dal suo. Dopo un anno, Samah è tornata nella sua casa, ma non le è stato comunque concesso di uscire neppure per andare a scuola. Il permesso è arrivato solo due mesi prima della fine dei domiciliari. Il 15 febbraio 2018 i procedimenti legali sono terminati e la corte l’ha condannata a 8 mesi di detenzione nella prigione di Hasharon. Ancora una volta, a Samah è stata proibita qualsiasi forma di istruzione. Ha raccontato: “Durante la detenzione in prigione non ho ricevuto alcun supporto scolastico. Insieme a tutte le ragazze e le donne detenute abbiamo chiesto ripetutamente all’assistente sociale della prigione di avere un insegnante, ma non è mai arrivato.”

I minori palestinesi detenuti subiscono violazioni del loro diritto all’istruzione imposti dalle forze d’occupazione israeliane in varie forme”, dichiara Ilaria Masieri, Responsabile dei progetti in Palestina di Terre des Hommes Italia. “La “de-educazione” dei minori palestinesi è una politica deliberata e fa parte di una strategia più ampia mirata a creare a Gerusalemme Est un ambiente coercitivo, per arrivare al completo trasferimento dei Palestinesi dalla città. Noi chiediamo alle autorità israeliane di rispettare gli obblighi presi internazionalmente riguardo al diritto all’istruzione dei minori palestinesi detenuti. Inoltre, chiediamo alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità e di fare pressione sulle forze di occupazione israeliane perché rispettino gli obblighi presi, in accordo con il diritto internazionale e con la Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”.

Per leggere il report completo cliccare qui

Durante il progetto, l’associazione Addameer ha dato supporto legale a 72 minori detenuti, tra i 103 identificati. Di coloro di cui è stato possibile avere sia la data di nascita che quella dell’arresto (56) il 5% sono stati arrestati a 12 anni, il 18% a 13 anni, il 20% a 14 anni, il 29% a 15 anni, il 25% a 16 anni e il 4% a 17 anni. L’accusa per l’arresto è stata era il lancio di pietre/oggetti (un reato che la legge militare israeliana punisce con una pena fino a 20 anni di reclusione) nel 38% dei casi, il possesso di un coltello nel 7%, il disturbo della quiete pubblica nel 5%; il 19% dei bambini è stato accusato di reati più gravi, mentre al 31% di loro non è stata formalizzata nessuna accusa.

Attraverso un team mobile di educatori, Terre des Hommes ha dato supporto didattico ai minori agli arresti domiciliari e a quelli condannati a svolgere lavori per la comunità, oltre ai bambini con problemi di salute e a coloro che non possono iscriversi a scuola perché sprovvisti di documenti, per contrastare l’abbandono scolastico dei bambini di Gerusalemme Est e per evitare che diventino una “generazione perduta” come quella dei loro genitori.

Il progetto “Valorizzare le diversità: programma di educazione inclusiva per i bambini/e di Gerusalemme Est” realizzato da Terre des Hommes vuole contribuire al miglioramento dei servizi educativi esistenti e sostenere lo sviluppo complessivo di un sistema educativo inclusivo di alta qualità nelle scuole di Gerusalemme Est, attraverso l’identificazione e il sostegno di bambini e bambine con bisogni educativi speciali in 10 scuole pubbliche amministrate dal Ministero dell’Istruzione palestinese.

Tra le azioni portate avanti dal progetto, ci sono la formazione del personale scolastico, la creazione di spazi dedicati alla produzione di materiali essenziali all’utilizzo di una didattica inclusiva nelle scuole e nelle classi, la fornitura di materiali e di strumenti di lavoro adeguati, il sostegno alle famiglie, la sensibilizzazione della comunità, il supporto per la realizzazione di attività extra-curriculari e il contributo al network di scuole e professionisti che si occupano di didattica inclusiva.

Realizzato con fondi della Commissione Europea e della UEFA Foundation for Children, questo progetto triennale è condotto in partenariato con la Al Quds University di Gerusalemme in stretta collaborazione con il Ministero dell’Istruzione dell’Autorità Palestinese ed in particolare con il Direttorato di Gerusalemme. Sono state coinvolte anche diverse organizzazioni locali, tra cui il centro Burj el Laqlaq nella città vecchia e il Madaa Creative Center del quartiere di Silwan, che da anni lavorano per offrire opportunità educative e di gioco ai bambini di Gerusalemme Est.

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