(c)Antonella Bucci

Siria. Immagini dal tempo

31 ottobre, 2017

Invitiamo alla presentazione del libro fotografico di Antonella Bucci:

11 novembre, ore 17.30 – GB EditoriA – Roma (vicolo Savelli 9). L’autrice dialogherà con Raffaele K. Salinari, Presidente Terre des Hommes Italia e Caterina Cardona, CdA MAXII

18 novembre, ore 18.00 – Libreria Popolare di Via Tadino, Milano (Via Tadino 18). L’autrice dialogherà con Marta Serafini, giornalista Corriere della Sera e Eugenio Grosso, fotografo

Un mondo inghiottito dalle tenebre. Il libro di Antonella Bucci è una raccolta di fotografie, volutamente non ritoccate, scattate nel dicembre del 2010, a tre mesi dall’inizio della guerra civile che ha sconvolto la Siria.

Frammenti di un’età dell’innocenza, impressi nella fotocamera dell’autrice così come nella memoria collettiva. “Siria. Immagini dal tempo” è il racconto di luoghi e momenti di vita quotidiana perduti a causa dell’odio, cieco e implacabile, che ha provocato una catastrofe umanitaria e un danno al patrimonio culturale le cui dimensioni sono ancora difficili da quantificare.

Il viaggio del 2010 fu, per Antonella Bucci, un ritorno nei luoghi dell’infanzia. Lei e la sua famiglia, infatti, trascorsero in Siria gli anni compresi tra il 1972 e il 1976 al seguito del padre Maurizio, ambasciatore italiano a Damasco. Il suo legame con questa terra è diventato, da allora, indissolubile.
Sguardi, gesti e sorrisi immortalati in una Siria toccata dalla modernità, ma integra nella sua millenaria essenza. Nelle strade, nelle città, nei siti archeologici o nei mercati labirintici, le istantanee dell’autrice parlano di un mondo ritrovato e mai perduto, che solo un occhio reso sensibile dalla memoria di sé poteva catturare così nel profondo.

Il libro verrà presentato sabato 11 novembre 2017 alle ore 17:30 presso la GB EditoriA (vicolo Savelli 9, Roma) e sabato 18 novembre 2017 alle ore 18 presso la Libreria Popolare di Via Tadino (Via Tadino 18) a Milano. Gli eventi sono svolti in collaborazione con Terre des Hommes, organizzazione umanitaria impegnata a difendere i bambini da ogni forma di violenza o abuso e a garantire loro il diritto alla salute, all’educazione e alla vita. Tutti i proventi della vendita del libro andranno a finanziare il progetto “Siria, back to school”, per fornire kit scolastici a 450 bambini di famiglie sfollate a Homs, che versano in gravi condizioni economiche e che frequentano la scuola elementare.

Come le immagini di ieri si rispecchiano, tragicamente capovolte, in quelle di oggi” – afferma il Presidente di Terre des Hommes Italia, Raffaele K. Salinari, presidente di Terre des Hommes – “così lo stesso sguardo sulla bellezza passata nutre il nostro riguardo verso la situazione viva e presente della Siria contemporanea. Per questo siamo non solo riconoscenti all’autrice di aver voluto destinare i proventi del libro ai nostri interventi al fianco delle popolazioni siriane colpite dalla guerra, ma consapevoli che parte della nostra missione è proprio quella di aiutare a mantenere la possibilità di uno sguardo sulla bellezza della loro terra in un prossimo futuro”.

La narrazione si snoda lungo la direttrice Aleppo – Damasco, con deviazioni per rivedere alcuni luoghi di straordinario interesse storico e culturale.

Aleppo, che contende a Damasco il titolo di città più antica abitata senza interruzione, è conosciuta come la capitale del Nord. Importante snodo commerciale, ha attraversato le dominazioni Assire, Babilonesi, Persiane, Macedoni, Romane, Mongole e Ottomane. Ciascuna di esse ha lasciato una traccia profonda nell’arte, nell’architettura e nella cultura della città.
Serjilla, la più celebre tra le “città morte”, si trova nei pressi del fiume Oronte, in un’area di deserto roccioso. Fondata in epoca Bizantina, rimangono ancora oscuri i motivi per cui fu abbandonata dalla popolazione.
Apamea fu così chiamata nel 300 a.C. da Seleuco, generale di Carlo Magno, in onore della moglie. Rasa al suolo da due violenti sismi nel XII secolo, è stata riportata alla luce nel 1925 grazie agli scavi condotti dall’archeologo belga Franz Cumont.
Hama, solcata dalle acque dell’Oronte, divenne un importante centro per la produzione della seta. Tra il V e il XII secolo d.C. furono costruite le “norie”, alte ruote idrauliche di legno, sopravvissute al tempo, che sollevavano l’acqua del fiume per portarla alle condotte cittadine.
Krak des Chevaliers, per molti il più bel castello di origine medievale al mondo, risale all’XI sec. d.C.. Con le sue 13 torri domina, dall’alto di una collina, il valico di Homs, luogo un tempo strategico per il controllo dell’entroterra siriano.
Palmyra sorge tra le sabbie del deserto, in una grande oasi alimentata da una fonte sulfurea, circa 250 km a Nord Est di Damasco. La “città delle Palme”, la cui origine risale al XVII secolo a.C., fu resa leggendaria dalla regina Zenobia che, seppure per pochi anni, ne espanse il dominio fino a lambire l’Asia Minore.
Ma’loula è nascosta in una stretta valle a circa 60 km da Damasco, lungo le pendici del Jebel Libnan ash-Sharqiyya. Questo piccolo villaggio cristiano è celebre perché i suoi abitanti parlano ancora l’aramaico.
Damasco, la capitale del Paese, sorge lungo le sponde del fiume Barada. I viaggiatori che vi sono giunti nel corso tempo hanno attribuito vari nomi alla città per celebrarne la bellezza: Perla dell’Est, Giardino del Mondo, La Profumata. Nel dedalo delle strade, nei mercati, nei palazzi signorili, nei verdi cortili, nella moschea degli Ommayadi, la vita quotidiana immortalata nelle immagini sembra non risentire dello scorrere del tempo.

La prefazione dell’opera è curata da Caterina Cardona, che è stata Direttrice dell’Istituto Italiano di cultura di Londra e delle Scuderie del Quirinale e adesso è nel CdA del MAXII di Roma.

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