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Vertice Tallinn: l’Europa non chiuda le porte ai minori migranti

5 luglio, 2017

In vista del vertice europeo di Tallinn Terre des Hommes esprime forte preoccupazione per la chiusura dei Paesi Europei nei confronti dei migranti che attraversano il Mediterraneo, con il varo di misure sempre più restrittive per il passaggio delle frontiere interne e regole che tendano a ridurre l’efficacia e la tempestività dei soccorsi in mare. “Siamo molto preoccupati soprattutto per i minori in forte aumento tra coloro che tentano di arrivare in Italia, molti non accompagnati, che fuggono da violenze, discriminazioni, esclusione sociale”, dichiara Donatella Vergari, Segretario Generale di Terre des Hommes Italia. “Questi soggetti altamente vulnerabili saranno costretti ad intraprendere rotte sempre più pericolose per concludere il loro viaggio. Negli ultimi mesi del 2017 abbiamo registrato anche una forte crescita delle ragazze minorenni non accompagnate e giovani donne tra i migranti in arrivo”.

“L’approccio securitario che molti dei Paesi membri dell’Unione Europea stanno sempre di più adottando nei confronti del fenomeno migratorio è in forte contraddizione con la Dichiarazione dei Diritti Umani, su cui si vanta di essere fondata l’Europa come istituzione, e con la Convenzione dei Diritti dell’Infanzia, sottoscritta da tutti i Paesi membri e che li obbliga ad assicurarne la protezione, qualunque sia la loro provenienza. Con il persistere dei conflitti e delle forti diseguaglianze sociali in vaste aree del mondo, non è pensabile gestire la crisi migratoria con la chiusura di porti e frontiere, ma è indispensabile la collaborazione di tutti i Paesi per la relocation dei rifugiati e dei soggetti aventi diritto a protezione internazionale, tra i quali i minori migranti”.

“Con l’approvazione della Legge Zampa l’Italia ha fatto un importante passo avanti nella protezione dei minori migranti che dovrebbe essere preso d’esempio da tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Ma sembra invece che questi ultimi stiano andando in un’altra direzione, rigettando gran parte del carico dei flussi migratori sull’Italia e su Paesi terzi come la Turchia o la Libia. Tuttavia l’assegnazione di fondi per delegare la gestione dei flussi migratori a Paesi terzi dev’essere subordinata alla garanzia del rispetto dei diritti umani nel loro territorio. La stragrande maggioranza dei minori migranti che assistiamo nelle strutture di prima accoglienza in Sicilia ci racconta di aver subito gravi violenze in Libia, nei compound dove attendevano di partire e nei campi profughi. Bloccarli in quelle situazioni significa condannarli al perpetuarsi di quelle violenze”.

La Fondazione Terre des Hommes opera dal 2011 con il progetto Faro di assistenza ai minori stranieri non accompagnati e alle famiglie con bambini e nel 2016 ha prestato assistenza psicologica e psicosociale a 12.638 persone, in maggioranza bambini e famiglie con minori in Sicilia, un servizio di informativa giuridica a Ventimiglia e distribuzione di kit di beni di prima necessità a minori migranti e famiglie con bambini all’hub di Milano. Le attività del progetto Faro sono finanziate interamente con fondi privati. Tra i maggiori donatori troviamo la Federazione Internazionale Terre des Hommes, Fondation d’Harcourt, Amade, Fondazione Marcegaglia e la catena d’abbigliamento C&A.

Il progetto Faro rientra nella Campagna “Destination Unknown” della Federazione Internazionale Terre des Hommes per la protezione dei bambini migranti (children on the move) nel mondo in fuga da guerre, povertà e violenze, che secondo i dati più recenti sono quasi 35 milioni (fonte UN).

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