Beneficiaria del centro Etoiles du Burkina, Terre des Hommes

Bambine, mai più Spose

24 maggio, 2017

Filles pas épouses”: suona cosi lo slogan della campagna per lottare contro i matrimoni delle bambine in Burkina Faso. Terre des Hommes è entrata quest’anno a far parte della coalizione internazionale Girls Not Brides a conferma del suo impegno per il contrasto all’odioso fenomeno dei matrimoni precoci.

Già nel 2014 in occasione dell’11 ottobre, Giornata Internazionale delle Bambine, le Nazioni Unite avevano scelto come focus “Matrimoni precoci: proposte concrete di contrasto del fenomeno nelle scuole”. Terre des Hommes Italia in Burkina Faso aveva, in quell’occasione, lanciato la Campagna InDifesa con una vasta mobilizzazione popolare che aveva portato sulla piazza della municipalità di Boulmiougou, nell’arrondissement n°6 della capitale Ouagadougou, gli studenti delle scuole della zona, le donne dei vari gruppi femminili stanziati nel quartiere, le ragazze dei centri di formazione professionale sostenuti da Terre des Hommes e numerosi partner istituzionali e della società civile.

Era l’inizio di un posizionamento in realtà già chiaro attraverso l’azione portata avanti da anni per la prevenzione di questo fenomeno. Nelle scuole delle province dove Terre des Hommes s’inserisce grazie ai programmi di sostegno a distanza dei bambini, l’attività di prevenzione attraverso la sensibilizzazione e la mobilizzazione comunitaria si svolge in modo costante e ripetuto nei confronti dei genitori delle studentesse, degli insegnanti e degli studenti stessi fin dalla scuola elementare. Alcune iniziative mirate al mantenimento delle bambine a scuola, come le premiazioni delle “migliori della classe”, o le semplici dotazioni di kit scolastici in presenza delle associazioni dei genitori degli studenti, forniscono da sempre l’occasione per scuotere l’opinione della comunità sulla necessità di prediligere la scuola ad ogni altra occupazione per le bambine.

La nostra azione però non si limita alla prevenzione. Ci sono altri due livelli essenziali di intervento: il primo è un contributo diretto all’emancipazione delle ragazze “indifese”, ovvero quelle che hanno abbandonato la scuola per vari motivi, spesso vittime di violenze o situazioni di abuso. Il secondo è quello del plaidoyer, di chi fa pressione presso le istituzioni perché i diritti di queste bambine siano protetti sul piano legale, in accordo con gli standard internazionali e le convenzioni ratificate dal Paese in favore dei diritti dell’Infanzia e delle donne.

Il centro “Etoiles du Burkina” ha aperto le sue porte l’11 ottobre 2016, ancora una volta in corrispondenza della Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Bambine. Questo luogo, alla periferia nord di Ouagadougou a ridosso del punto in cui la città ritorna ad essere un villaggio con le case di terra, senza accesso all’acqua né alla luce. Abbiamo creato un’oasi al femminile, che offre sostegno alle giovani senza istruzione ma con tanta voglia di riuscire.

Nel quartiere non ci sono occasioni di formazione professionale e generalmente le ragazze si dedicano ad aiutare le loro famiglie con attività di piccolo commercio informale, al limite dello sfruttamento, senza molte prospettive. Il centro offre non solo formazione professionale, ma anche alfabetizzazione e soprattutto l’accesso all’informazione su numerosi aspetti della vita di una donna, dalla salute riproduttiva, a come difendersi in caso di violenza, all’accesso al credito e alla promozione di attività generatrici di reddito, alla vita associativa che permette di rafforzare il peso della partecipazione di ciascuna alla vita della comunità locale.

Inoltre si sta pian piano creando una rete con altri centri “al femminile” delle zone periferiche della città, per fare in modo di scambiare le competenze, le informazioni, le esperienze, le opportunità di formazione e di accesso ai servizi. Il collegamento con i servizi sociali dell’arrondissement è allo stesso tempo molto importante perché le giovani ragazze in cerca di “protezione” possono essere affidate al centro per il loro reinserimento socioprofessionale se seguite dagli assistenti sociali comunali.

Infine siamo attivamente presenti nei gruppi di pressione che lavorano senza tregua presso le istituzioni del paese e cambiare la mentalità comune prima ancora che le leggi. Cosi abbiamo integrato la CAPSSR, Comunità d’Azione per la Promozione della Salute Sessuale e della Riproduzione, che si propone come una piattaforma composta da più di 30 ONG nazionali e internazionali insieme agli organismi istituzionali, che lotta per fare avanzare i diritti sessuali e riproduttivi delle donne ma anche contro la violenza di genere, le mutilazioni genitali femminili e il matrimonio delle minorenni.

Un’altra piattaforma complementare, della quale siamo membri, è quella sulla salute e l’educazione sessuale degli adolescenti, ma anche la promozioni di un contesto giuridico e sociale favorevole allo sviluppo dei giovani. Infine un terzo gruppo di azione è composto essenzialmente dalle organizzazioni delle Nazioni Unite e dalle ONG internazionali, sotto l’egida di UNICEF e UNFPA, e si concentra sulla violenza di genere.

Delegazioni di questi gruppi hanno incontrato i deputati burkinabé durante il periodo del Governo di Transizione, per spingere l’adozione di una proposta di legge, dormiente fin dal 2011, contro tutte le forme di violenza di genere. Il 6 settembre 2015 finalmente la legge è stata approvata e oggi è uno strumento che permette la prevenzione, la repressione e la riparazione delle violenze fatte alle donne e alle giovani ragazze. Pur essendo ancora oggetto di dibattito, questo testo ha senz’altro il merito di far avanzare la questione dell’armonizzazione della legislazione nazionale con gli impegni e i trattati internazionali firmati dal Burkina Faso in relazione ai diritti delle donne.

Per finire, il tema delle spose bambine è stato il tema portante del 26esimo anniversario della commemorazione della Convenzione Internazionale dei Diritti dell’Infanzia. Per noi è stata l’occasione di diffondere un messaggio forte contro i matrimoni precoci. Abbiamo infatti organizzato un evento comunitario nel piazzale delle scuole del Comune di Laye (35 km da Ouagadougou) riunendo insegnanti e direttori, genitori e studenti delle 4 scuole inserite nel programma del Sostegno a Distanza in presenza delle autorità locali, amministrative e tradizionali: tutti insieme per sostenere che le bambine in nessun caso dovrebbero essere delle mogli prima dell’età della maturità.

Laura Amore, delegata di Terre des Hommes in Burkina Faso

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