(c) Andrea Ruffini

Concluso il progetto per i detenuti ad Haiti

12 aprile, 2017

La “salle des ateliers” è piena di sedie, ne abbiamo posizionate ben centocinquanta, stretti stretti, per far accomodare tutti i detenuti di Croix De Bouquets che hanno partecipato alle attività. Ma la notizia speciale di questa giornata è che di fianco a quei cento detenuti che hanno partecipato alle attività di progetto, ci saranno anche cinquanta invitati dalle autorità civili, militari e della sicurezza pubblica. Tutti nella stessa stanza, senza alcuna protezione e senza alcuna separazione tra i detenuti nelle loro uniformi rosse, che indicano quelli a cui è già stata data la condanna, e gli altri ospiti, in abiti civili da cerimonia o in uniformi militari della polizia penitenziaria, della polizia nazionale o della MINUSTAH, la “Mission des Nations Unies pour la stabilisation en Haïti”.

L’occasione è stata la chiusura di un progetto ambizioso, che ha visto Terre des Hommes Italia ancora una volta in prima linea in progetti difficili, in situazioni al limite di sopportazione di stress e problematiche quasi croniche in questi paesi.

Terre des Hommes lavora in Haiti dal 2012 nel settore della giustizia e nell’ambiente carcerario: abbiamo iniziato con i minori in conflitto con la legge, ma poi la Direzione dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP in sigla) ci ha chiesto di lavorare prima con le donne adulte, ora con gli uomini adulti.

Era la prima volta che Terre des Hommes Italia lavorava in un carcere maschile per adulti ed era la prima volta che la DAP voleva fare un progetto di questo genere: dare una formazione professionale ai detenuti condannati, in vista della loro liberazione e della loro uscita dal carcere, per poter dare anche a loro una possibilità, una seconda chance nella loro vita. Preparare il loro reinserimento sociale per poter dare una vita migliore rispetto a quella che avevano prima di entrare in carcere, anche per evitare che queste persone, una volta uscite, sarebbero poi ripiombate nella vita di strada, di gang e di delinquenza.

A inizio progetto abbiamo scelto 100 detenuti condannati a diversi tipi di pene: chi deve scontare pochi anni di carcere, chi condannato a pene tra i 15 e i 20 anni di carcere, altri che avevano la condanna all’ergastolo.

L’idea era dare ai diversi gruppi di detenuti una formazione professionale per poter occupare il loro tempo in prigione, insegnare un mestiere, formare quelli più capaci e intraprendenti e per poter poi essere a loro volta formatori dei compagni di detenzione. Alla fine del progetto abbiamo dato 22 diplomi in falegnameria, 19 in idraulica, 16 in informatica, 18 in taglio e cucito e 17 in artigianato locale.

Numeri, statistiche: ma qui abbiamo parlato di persone, di uomini, di vite, di mani che hanno lavorato e di menti che hanno imparato e di persone con una volontà oltre ogni aspettativa di ricevere qualcosa che in tutta la loro vita da detenuti non hanno mai avuto.

Terre des Hommes, ancora una volta, è vicina ai più emarginati e ai più dimenticati dalle società, minori o adulti che siano.

Francesco Ingarsia, Delegato di Terre des Hommes Italia ad Haiti

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