Bck to the future

Due bimbe superspeciali

17 dicembre, 2020

Yasmine è un’appassionata della danza, non appena sente il ritmo della musica si alza e comincia a ballare. Sul suo volto il sorriso è ospite fisso, ben poche volte si rabbuia. L’anno scorso, prima del Covid, frequentava il centro educativo Al Moasat del progetto Back to the Future, che punta a supportare l’istruzione dei bambini più vulnerabili in Libano e dei bambini siriani rifugiati in quel paese. Essendo nata con la Sindrome di Down, il programma per lei comprendeva anche logopedia e terapia occupazionale*.

Con l’avvento della pandemia la bambina, come tutti i suoi compagni, ha dovuto restare a casa e seguire le lezioni a distanza attraverso il Whatsapp della madre. Per la prima volta i suoi genitori hanno dovuto collaborare in modo sostanziale per la sua istruzione, specie dopo l’interruzione delle lezioni di qualche settimana a causa di una malattia di Yasmine, che l’ha portata in ospedale. Dopo qualche difficoltà iniziale che è stata superata con l’aiuto dei supervisori, la mamma sta assolvendo alla grande al suo ruolo di facilitatrice e racconta che la bambina è contentissima ogni volta che ricevono un nuovo video didattico e che svolge con entusiasmo i compiti indicati. I materiali educativi sono stati adattati alle sue esigenze e la madre è in costante contatto con gli operatori per qualsiasi dubbio sul da farsi. “Mia figlia ha appena compiuto 5 anni, ma io ho già capito che è una tosta, che non si farà fermare da nessuno!

Nada

La famiglia di Nada è scappata dalla Siria quattro anni fa, quando la piccola aveva pochi mesi. Si sono fermati a Jabal al Baddawi, nel Nord del Libano, dove vivono con i propri risparmi cercando di limitare al massimo le spese. Per questo quando hanno scoperto che Nada aveva un disturbo del linguaggio non hanno potuto portarla da un medico o un logopedista per curarla. Nel frattempo la bimba è diventata sempre più timida e asociale, tanto che i genitori ormai pensavano che ci fosse poco da fare per lei. Quando, già in epoca di Covid, la mamma ha sentito parlare del progetto Back to the Future e della possibilità di iscrivere la figlia a un programma di didattica a distanza per i bambini in età prescolare all’inizio ha esitato, temendo che la sua disabilità le precludesse ogni tipo di istruzione. Gli operatori del progetto però l’hanno facilmente convinta a provare, perché – dicevano – “a una bimba così piccola bisogna dare almeno una chance”. E a distanza di mesi i risultati si sono visti, eccome. Il programma di didattica a distanza è stato personalizzato alle sue esigenze e la bambina ha cominciato a interagire con i video che vengono inviati al cellulare della madre e a rispondere all’insegnante in un modo tutto suo, ma che indica la sua voglia di comunicare. Inoltre ripete gli esercizi e mima le canzoncine del programma. La mamma ci racconta che la bambina adesso sembra più sicura di sé e che cerca persino di spiegare quello che ha imparato ai bambini dei vicini.

L’inclusività è un cardine del progetto Back to the Future e Nada al termine di tre cicli di educazione di base potrebbe essere pronta ad entrare nel sistema educativo nazionale. Il progetto ha anche provveduto ad attivare gratuitamente dei servizi medici di logopedia per Nada, che la aiuteranno a gestire meglio la comunicazione con gli altri.

Il progetto “Back to the future

Back to the Future (Ritorno al Futuro) è un progetto finanziato dal Fondo Fiduciario Regionale dell’Unione Europea in risposta alla crisi siriana (Fondo MADAD) che promuove l’iscrizione all’istruzione formale e ne migliora il mantenimento per oltre 16.955 rifugiati e bambini vulnerabili delle comunità locali. Potenzia anche l’ambiente di apprendimento, migliorando gli edifici scolastici. Il progetto sostiene attività formali e non formali per bambini in età prescolare e scolare e viene implementato in tutto il Libano nell’arco di due anni (2019-2021) da un consorzio composto da 3 ong: oltre a Terre des Hommes, AVSI e War Child Holland.

*La terapia occupazionale è una disciplina riabilitativa che mira a sviluppare, recuperare o mantenere le competenze della vita quotidiana e lavorativa delle persone con disabilità cognitive, fisiche, psichiche

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