Shahd

In viaggio con Shahd

7 febbraio, 2018

Shahd ha un viso delicato, le labbra ben disegnate e gli occhi che guardano sempre altrove. Shahd ha 11 anni e vive vicino Latakia, in Siria. Da quando aveva quattro anni le è stato diagnosticato l’autismo, ma è riuscita lo stesso a frequentare la scuola, grazie all’abnegazione della madre, che è stata la sua insegnante di sostegno, cercando di farle superare le sue difficoltà e migliorare le sue capacità psicofisiche. Intanto la guerra è scoppiata e le possibilità di un’assistenza specialistica si sono affievolite sempre più.

Per fortuna da qualche tempo la mamma di Shahd ha qualche alleato in più: gli operatori di Terre des Hommes, che hanno iniziato a lavorare nell’area di Jablah dallo scorso dicembre, nella sua zona di residenza. Obiettivo del progetto: offrire assistenza psicosociale ai bambini con disabilità vittime della guerra, e aiutarli nell’integrazione con i loro coetanei. Attraverso servizi specialistici e una supervisione tecnica dei suoi operatori, Terre des Hommes oggi è in grado di aiutare Shahd e gli altri bambini con esigenze speciali partendo da un piano di reinserimento sociale che fa leva su specifiche attività motorie e il coinvolgimento nei giochi di gruppo.

Quando i nostri operatori l’hanno incontrata, la piccola Shahd aveva difficoltà di comunicazione verbale e interazione con gli altri, oltre ad avere frequentemente movimenti compulsivi. Per esempio, prima dell’inizio dell’intervento, la bambina non rispondeva quando veniva chiamata per nome né coinvolgeva mai gli altri nei giochi. Adesso, con un intenso programma di attività, è diventata più attiva ed è in grado di impegnarsi nei giochi con i suoi coetanei. All’inizio Shahd appariva inconsapevole di ciò che stava accadendo, come se vivesse in un mondo tutto suo, e per questo gli altri bambini si rifiutavano di stare con lei nella stessa squadra. Col tempo tutti i bambini sono diventati più cooperativi e adesso vogliono giocare con lei.

Uno degli assi principali del lavoro con lei è stato quello di sviluppare la sua capacità di attenzione e concentrazione, per migliorare anche le sue capacità motorie. Uno dei giochi usati per migliorare l’interazione con gli altri è il “Racing ball”. In questo gioco si chiede ai bambini di stare in fila, uno dietro l’altro, mentre si passano la palla trattenendola tra i piedi, poi si salta con la palla portandola oltre la linea del traguardo. Nonostante i suoi movimenti lenti, alla fine dell’attività Shahd è riuscita ad aumentare la velocità e la sua capacità di concentrazione, nonché a rapportarsi con gli altri passando la palla e contribuendo alla vincita della sua squadra.

Shahd_2Piano piano le attività che stimolano la concentrazione, lo sviluppo delle sue capacità fisiche, la resilienza e la comunicazione stanno aprendo Shahd al mondo. Come dice la mamma di Shahd: “La vita con l’autismo è una sfida quotidiana e noi siamo tutti i giorni in viaggio con Shahd”.

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