Sempre più a rischio il diritto allo studio dei bambini e delle bambine palestinesi dell'Area C

Salvate quella scuola!

31 gennaio, 2018

Oggi ritorniamo sul diritto all’istruzione dei bambini in Cisgiordania, che diventa sempre di più un privilegio per pochi, soprattutto per i circa 150.000 minori che risiedono nelle 532 comunità della cosiddetta Area C. Tra loro ci sono i piccoli alunni dell’unica scuola elementare di Al Muntar, la cui demolizione può avvenire in ogni momento a partire dall’1 febbraio 2018.

Prima della costruzione della scuola, realizzata con fondi di ECHO, i bambini e le bambine del villaggio dovevano percorrere anche tre chilometri per raggiungere la scuola elementare e 15 per recarsi alla scuola secondaria, attraversando, a piedi o sul dorso di un asino, strade mal messe e che passano vicino a insediamenti coloniali israeliani e posti di blocco militari, luoghi in cui si sono registrati numerosi episodi di violenza, con conseguente abbandono scolastico da parte di molte bambine. Sul problema è stato appena realizzato un video in inglese.

Tutto nasce dal fatto che nell’Area C, che comprende il 62% del territorio della Cisgiordania occupata, i Palestinesi non hanno diritto di insediarsi né di costruire strutture e l’area è sotto il controllo delle forze militari israeliane. Qui viene costruita la maggior parte degli insediamenti coloniali, considerati illegali dal diritto internazionale.

Al contrario, scuole e strade non possono essere costruite senza il permesso delle forze Israeliane, che lo concedono, secondo i dati delle Nazioni Unite, in meno dell’1% dei casi. Così bambini e bambine si trovano privati di scuole sicure e accessibili e di spazi di gioco e le scuole, spesso, vengono demolite. È il caso, tra gli altri, di Jabal al Baba, la comunità beduina in cui Terre des Hommes lavora insieme ad Oxfam con un progetto mirato a garantire supporto psicosociale ed educativo alle bambine e ai bambini, al fine di garantire loro l’accesso ai loro diritti e uno sviluppo il più possibile sereno ed equilibrato. La comunità, il cui asilo è stato demolito nell’agosto 2017, rischia ora una demolizione totale, che lascerebbe senza casa oltre 300 persone, tra cui moltissimi bambini.
Terre des Hommes, insieme ad altre organizzazioni internazionali, alle Rappresentanze di 6 Stati Europei (Francia, Spagna, Irlanda, Lussemburgo, Belgio e Svezia) e all’ufficio dell’Unione Europea per gli affari umanitari (ECHO), aderisce all’appello per salvare la scuola di al Muntar, lanciato da Action Against Hunger.

Attualmente, 60 scuole nell’Area C della Cisgiordania sono a rischio di imminente demolizione, con conseguenze drammatiche sulla vita dei loro studenti. Queste demolizioni violano il diritto all’istruzione e contravvengono alle norme del diritto internazionale, a partire dall’art. 50 della IV convenzione di Ginevra, che sancisce che “la potenza occupante deve facilitare, con il concorso delle autorità nazionali e locali, l’ordinato esercizio degli stabilimenti adibiti alle cure e all’educazione dei fanciulli”.

Chiediamo che la comunità internazionale faccia le dovute pressioni per impedire la demolizione di scuole e per proteggere la sicurezza e il benessere psico-sociale dei bambini e delle bambine palestinesi, vittime innocenti di un conflitto che continua a impedire loro di vivere la loro infanzia in modo sereno.

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