esercitazione di Photovoice

Uno scatto che dice molto di noi

17 dicembre, 2018

Ibrahim non ama essere fotografato. Ogni volta che gli altri ragazzi del centro tirano fuori il cellulare per scattare dei selfie con gli amici lui si ritrae, imbarazzato.
Ibrahim fa parte del gruppo di nove minori stranieri non accompagnati coinvolti nel progetto Photovoice Messina, che Terre des Hommes sta portando avanti assieme ai Psicologi per i Popoli Regione Sicilia, un’associazione di volontariato di Protezione Civile che, oltre ad operare nell’ambito della psicologia dell’emergenza, fornisce assistenza psicologica a rifugiati e richiedenti asilo.

Attraverso Photovoice, una metodologia di ricerca e intervento sociale, la fotografia diventa uno strumento privilegiato per “dare voce” alle rappresentazioni che i gruppi più svantaggiati hanno non solo dei contesti di vita e delle loro esperienze quotidiane, ma anche di problematiche e di tematiche complesse della società.

Per questo abbiamo voluto offrire ai minori stranieri non accompagnati uno strumento in più per realizzare un percorso di crescita durante il quale far emergere le risorse interiori e promuovere la consapevolezza delle proprie capacità di ricoprire un ruolo attivo nella società.
Per questo siamo sicuri che per Ibrahim potrebbe essere un’esperienza positiva e aiutarlo a superare il suo imbarazzo, che è dovuto anche alle cicatrici che ha sul viso e che testimoniano le violenze a cui è stato sottoposto prima del suo arrivo in Italia.

Partendo dal presupposto che il linguaggio visivo ha una forte valenza per avviare cambiamenti sociali e che l’uso dell’immagine fa sì che chi scatta viene stimolato ad una riflessione attiva su di sé e sul contesto in cui vive, con Photovoice si dà la possibilità ai partecipanti non solo di apprendere le tecniche fotografiche di base e di sperimentarsi come fotografi, mediante l’utilizzo guidato di macchine fotografiche professionali, ma anche di discutere in gruppo delle foto scattate, mettendo a fuoco i propri bisogni, opinioni e vissuti emotivi.

Il progetto è partito il 26 novembre con un primo incontro nella sede dell’associazione Eclipsin a Messina. Nei quattro incontri che si sono tenuti finora i ragazzi hanno appreso le regole tecniche della fotografia, si sono esercitati sul ritratto e sul paesaggio, sempre puntando sulla loro capacità di scegliere, di avere un ruolo attivo nel rappresentare la propria visione del mondo e degli altri.

In conclusione del percorso, strutturato in otto incontri a cadenza settimanale, verrà allestita una mostra aperta alla comunità locale e alle istituzioni, nella quale verranno esposti gli scatti dei partecipanti che, attraverso le immagini, avranno la possibilità di porsi come interlocutori attivi all’interno della scena sociale dando “voce” a temi per loro rilevanti che spesso rimangono silenti e non espressi.

Photovoice si svolge nell’ambito del progetto FARO di Terre des Hommes, finanziato dal Ministero dell’Interno con il Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione della Commissione Europea, per l’individuazione delle vulnerabilità psicosociali dallo sbarco alla prima accoglienza e rafforzamento del sistema di accoglienza nelle province di Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa. I partecipanti sono ospiti ed ex ospiti del Centro di Prima Accoglienza “Centro Amal”, gestito dalla Cooperativa Liberty, dove dal mese di luglio 2018 l’équipe del progetto FARO svolge attività di consulenza e supporto psicologico ed altre attività di supporto psicosociale individuale e di gruppo. L’attività è svolta con la collaborazione di Serena Vitulo e Giuseppe De Santis, volontari dell’associazione Psicologi per i Popoli Regione Sicilia.

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