esercitazione di Photovoice

Voci di viaggio: un progetto per prendere la parola attraverso le foto

10 maggio, 2019

“A volte nella vita le cose vanno lisce e a volte, invece, accadono cose inaspettate. La cosa importante è sapere come volgere i problemi in opportunità”. Questa didascalia, accanto alla foto di una matita prima spezzata e poi ritemperata, compone uno dei pannelli esposti all’interno del Palacultura di Messina in questi giorni.

Non si tratta di una mostra fotografica, ma di un percorso che è stato chiamato “Voci di viaggio. Prendere la parola attraverso il mezzo fotografico“, un progetto che, mediante la tecnica del photovoice, ha visto coinvolti alcuni protagonisti del progetto Faro e l’equipe di Terre des Hommes operante a Messina, come avevamo raccontato qualche tempo fa.

Una interessante metodologia sociale

La tecnica del photovoice – sviluppatasi negli anni 90 – ha già nel nome la sua ragion d’essere. Esso infatti si compone della parola photo (foto) più gli acronimi V=voice; O=our; I=individual; C=collective; E=experience e permette a gruppi che di solito sono esclusi dai processi decisionali, di diventare soggetti attivi e modificare le narrazioni dominanti per mezzo della partecipazione e della condivisione. Le persone in posizione di vulnerabilità sono così in grado di esprimere la propria voce.

Il percorso intrapreso con i ragazzi del progetto FARO ha così permesso loro di prendere in mano una macchina fotografica e utilizzarla come canale di accesso ai propri sentimenti e a quelli degli altri ragazzi. La macchina fotografica è stata utilizzata come strumento per documentare, per esprimere punti di vista ad alto impatto emotivo, per facilitare la consapevolezza di sé, per esprimere pensieri e sentimenti connessi al proprio bagaglio di esperienze, per elaborare contenuti e sollecitare riflessioni, per attivare scambi relazionali.

Un percorso fortemente emotivo, il cui risultato è stata la crescita personale e la condivisione di storie per scoprirsi e conoscere sé e gli altri. Un percorso che è stato possibile grazie al supporto della psicologa Ivana Cutugno e Ablaygalo Diallo, mediatore linguistico culturale dell’equipe di Faro Messina, così come grazie alla professionalità della psicoterapeuta Serena Vitulo, esperta della metodologia del photovoice e rappresentante dell’Associazione Psicologi per i Popoli regione Sicilia, partner di “Voci di viaggio”.

All’evento di presentazione del percorso che si è tenuto il 9 maggio hanno partecipato il Comune di Messina, che ha patrocinato l’evento, nella persona dell’Assessore alle Politiche Sociali, A. Calafiore, e il Tribunale dei minori di Messina, nella persona del giudice onorario F. Costantino. E poi c’erano i ragazzi protagonisti del percorso, che si sono presentati, hanno manifestato le loro emozioni e tutta l’umanità che c’è dietro alle loro storie.

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