{"id":6708,"date":"2023-07-07T10:02:06","date_gmt":"2023-07-07T08:02:06","guid":{"rendered":"https:\/\/terredeshommes.it\/?p=6708"},"modified":"2023-07-07T10:24:52","modified_gmt":"2023-07-07T08:24:52","slug":"lennesimo-massacro-di-civili-in-palestina-non-resti-inpunito","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/comunicati\/lennesimo-massacro-di-civili-in-palestina-non-resti-inpunito\/","title":{"rendered":"L&#8217;ennesimo massacro di civili in Palestina non resti inpunito"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section fb_built=&#8221;1&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_row _builder_version=&#8221;4.16&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243; _builder_version=&#8221;4.16&#8243; custom_padding=&#8221;|||&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221; custom_padding__hover=&#8221;|||&#8221;][et_pb_text _builder_version=&#8221;4.18.0&#8243; background_size=&#8221;initial&#8221; background_position=&#8221;top_left&#8221; background_repeat=&#8221;repeat&#8221; global_colors_info=&#8221;{}&#8221;]<\/p>\n<p><span>Le organizzazioni della Societ\u00e0 Civile esprimono condanna e preoccupazione per l&#8217;ennesimo massacro di civili in Palestina e le palesi e continue violazioni del diritto internazionale in Palestina, per l\u2019inarrestabile processo di colonizzazione israeliana in Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est e per il blocco totale che da 16 anni Israele impone sulla Striscia di Gaza.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<strong>Terre des Hommes Italia<\/strong>, come membro della\u00a0<\/span><span><strong>Piattaforma delle OSC italiane in Medio Oriente e Mediterraneo<\/strong> e dell&#8217;<\/span><a href=\"https:\/\/www.ong.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidariet\u00e0 internazionale<\/a> (AOI), condivide il seguente comunicato stampa.<\/p>\n<h3><span>Il 2023, un anno di violenze senza precedenti<\/span><\/h3>\n<p><span>Dall\u2019inizio dell\u2019anno almeno <strong>192 Palestinesi sono morti per mano israeliana, inclusi 31 bambini e bambine; un numero di vittime gi\u00e0 maggiore di quello registrato in tutto il 2022.<\/strong> Continuano incessanti gli arresti arbitrari, anche di minorenni, e le demolizioni di strutture civili, come la scuola di Jabbet el-Deeb costruita con fondi dell&#8217;Unione Europea demolita da Israele il 7 maggio 2023.<\/span><\/p>\n<p><span>Il 28 giugno il Consiglio di sicurezza dell\u2019ONU, esprimendo la sua \u201ctristezza per la morte di civili\u201d nella Cisgiordania occupata, aveva invitato le parti a \u201c<em>evitare azioni unilaterali che potrebbero infiammare le tensioni\u201d<\/em>.<\/span><\/p>\n<p><span>Ma, nonostante questo, lo scorso luned\u00ec 3 luglio 2023 <strong>Israele ha lanciato l\u2019offensiva militare <em>\u201cCasa e Giardino\u201d<\/em>, a Jenin<\/strong>, nel nord della Cisgiordania, sotto occupazione dal 1967.<\/span><\/p>\n<p><span>Ci troviamo di fronte alla quinta operazione militare lanciata su Jenin dall\u2019inizio del 2023, la pi\u00f9 dura in Cisgiordania negli ultimi 20 anni. Un attacco condotto via terra e via aria, con l\u2019utilizzo di forze speciali, droni e cecchini, concentrata sul campo profughi di Jenin, un\u2019area con un\u2019altissima densit\u00e0 di popolazione &#8211; 14mila persone in meno di mezzo kmq.<\/span><\/p>\n<h3><span>I dati diffusi dalle Nazioni Unite<\/span><\/h3>\n<p><span>Ad oggi, i dati diffusi dalle Nazioni Unite riportano <strong>12 vittime palestinesi<\/strong>, per la maggior parte giovani, tra i quali anche <strong>5 minori<\/strong>; <strong>143 feriti<\/strong> &#8211; di cui 20 versano in gravi condizioni &#8211; e circa <strong>3.500 persone sfollate<\/strong> a causa della distruzione o danneggiamento delle proprie case; l\u2019ospedale al Amal di Jenin e una clinica dell\u2019UNRWA sono state danneggiate; la distruzione delle strade e delle infrastrutture rende difficile l\u2019accesso delle ambulanze e del personale medico e la fornitura di acque ed elettricit\u00e0.<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>Il <strong>Segretario Generale dell\u2019Onu<\/strong>, <strong>Antonio Guterres<\/strong>, si \u00e8 detto <em>\u201cprofondamente preoccupato per gli sviluppi a Jenin<\/em>\u201d, mentre l\u2019<strong>inviato delle Nazioni Unite per il Medio Oriente<\/strong>, <strong>Tor Wennesland<\/strong>, pochi giorni fa aveva avvertito che \u201c<em>se non si prendono ora misure decisive per frenare la violenza, c\u2019\u00e8 un rischio significativo che la situazione degeneri ulteriormente\u201d<\/em>. In particolare, Wennesland aveva denunciato <em>\u201cla continua espansione degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata, compresa Gerusalemme Est, che alimenta la violenza\u201d. <\/em><\/span><\/p>\n<p><span>Il governo israeliano, tuttavia, continua la sua <strong><u>opera di colonizzazione<\/u><\/strong>. A giugno ha infatti approvato un piano per la costruzione di ulteriori 5.000 unit\u00e0 abitative in Cisgiordania, dove gi\u00e0 vivono oltre 700.000 coloni israeliani.<\/span><\/p>\n<p><span>Anche l\u2019<strong>intergruppo per la pace tra Palestina e Israele<\/strong> del Parlamento italiano si \u00e8 espresso chiedendo<em> \u201c<\/em>un incontro urgente al Ministro degli esteri, Antonio Tajani, affinch\u00e9 l\u2019Italia assuma una posizione chiara\u201d poich\u00e9 \u201cnon sono ammissibili silenzi di fronte alle costanti violazioni dei diritti umani in Palestina&#8221;.<\/span><\/p>\n<h3><span>La condanna delle organizzazioni umanitarie<\/span><\/h3>\n<p><span>In quanto organizzazioni umanitarie, condanniamo fermamente l\u2019uso sproporzionato della forza su zone altamente abitate, gli attacchi agli ospedali e alle infrastrutture civili, gli attacchi deliberati ai giornalisti e al personale medico e paramedico, nonch\u00e9 l&#8217;aumento delle restrizioni al movimento, gli arresti arbitrari e l&#8217;uso di forza contro i civili palestinesi. In questo contesto, siamo anche estremamente preoccupati dal <strong>taglio di fondi destinato alla cooperazione internazionale in Palestina<\/strong> recentemente prospettato dal nostro governo, che rischia di minare fortemente la capacit\u00e0 delle OSC di rispondere a queste situazioni di emergenza.<\/span><\/p>\n<p><span>Tuttavia, l\u2019assedio del campo profughi di Jenin \u00e8 solo l\u2019ultima di una serie di <strong>provocazioni sempre pi\u00f9 gravi<\/strong> che il governo israeliano e i coloni stanno praticando da mesi sul territorio occupato, nel <strong>silenzio della comunit\u00e0 internazionale.<\/strong> <\/span><\/p>\n<p><span>Mentre i morti palestinesi aumentano, <strong>la risposta internazionale alle gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale di cui siamo testimoni continua a tardare.<\/strong> E\u2019 ormai evidente che finch\u00e9 non si metter\u00e0 fine all\u2019occupazione militare e i responsabili non saranno chiamati a rendere conto delle proprie azioni, gli attacchi e le uccisioni ai danni dei Palestinesi nei territori occupati continueranno.<\/span><\/p>\n<p><span>Pertanto ci appelliamo alle istituzioni italiane affinch\u00e9:<\/span><\/p>\n<ul>\n<li><span>Agiscano in ogni sede possibile per la cessazione delle violazioni del diritto internazionale nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania compresa Gerusalemme Est <\/span><\/li>\n<li><span> <\/span><span>Agiscano per fermare la costruzione di nuove colonie in Palestina e a difesa delle infrastrutture costruite grazie ai fondi erogati dalla Cooperazione Italiana<\/span><\/li>\n<li><span> <\/span><span>Richiedano l\u2019intervento dei meccanismi di giustizia internazionale, tra cui la Corte Penale Internazionale, e che Israele conceda immediato accesso ai territori palestinesi occupati ai meccanismi delle Nazioni Unite incaricati di documentare e indagare le violazioni del diritto internazionale, tra cui la Commissione di Inchiesta stabilita nel 2021 e la Relatrice Speciale per le violazioni dei diritti umani nei territorio palestinese occupato da Israele nel 1967 nominata dal Consiglio per i Diritti Umani<\/span><\/li>\n<li><span> <\/span><span>Aprano un immediato tavolo di confronto con le organizzazioni della societ\u00e0 civile impegnate in Palestina, a garanzia dello storico impegno italiano nell\u2019area e dell\u2019importanza strategica che la Palestina ha per la nostra Cooperazione.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span>Piattaforma delle OSC italiane in Medio Oriente e Mediterraneo<\/span><\/p>\n<p>Associazione delle Organizzazioni Italiane di cooperazione e solidariet\u00e0 internazionale (AOI)<\/p>\n<p>Coordinamento Italiano Network ONG Internazionali (CINI)<\/p>\n<p>Societ\u00e0 Civile per la Palestina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le organizzazioni della Societ\u00e0 Civile 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Zimbabwe, <strong>dove gli effetti della desertificazione a causa dei cambiamenti climatici sono sotto gli occhi di tutti<\/strong>.<\/p><p>Questa nazione infatti \u00e8 <a href=\"https:\/\/www.ibanet.org\/climate-change-cop26-and-the-impact-in-zimbabwe\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">estremamente vulnerabile al riscaldamento globale<\/a>:<\/p><ul><li>nell'ultimo secolo <strong>le temperature sono<\/strong> <strong>aumentate di circa due gradi<\/strong><\/li><li><strong>le precipitazioni annuali sono diminuite del 20-30%<\/strong>, con conseguente riduzione dell\u2019acqua dolce<\/li><li><strong>l'80% della produzione agricola<\/strong> <strong>dipende<\/strong> esclusivamente <strong>dalle piogge<\/strong><\/li><li>Il periodo delle precipitazioni si \u00e8 spostato dall'inizio di novembre alla <strong>fine di dicembre<\/strong><\/li><li>negli ultimi 20 anni ci sono stati <strong>10 periodi di siccit\u00e0 grave<\/strong>, oltre a numerosi <strong>cicloni e tempeste<\/strong>.<\/li><\/ul><p>Ci\u00f2 ha aggravato la desertificazione di diverse regioni e l'insicurezza alimentare di gran parte della popolazione, soprattutto quella che vive nelle <strong>aree rurali, dove i prezzi delle derrate alimentari sono molto alti e<\/strong> <strong>il 76% dei bambini vive in condizione di povert\u00e0<\/strong>.<\/p>[caption id=\"attachment_6511\" align=\"alignnone\" width=\"1024\"]<img class=\"size-large wp-image-6511\" src=\"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/wp-content\/uploads\/Drought-in-the-rain-season-A-Climate-change-issue-Stefano-Stranges-54-Medium-1024x683.jpg\" alt=\"(c)Stefano Stranges\" width=\"1024\" height=\"683\" \/> (c)Stefano Stranges[\/caption]<p>Nella provincia di Masvingo, <strong>la comunit\u00e0 di Mubagwashe deve affrontare da molto tempo i problemi idrici causati dalla desertificazione<\/strong>, soprattutto per l'agricoltura e l\u2019allevamento del bestiame.<\/p><ul><li>I pi\u00f9 vicini abbeveratoi si sono ormai prosciugati <strong>costringendo gli abitanti del villaggio a camminare per pi\u00f9 di 7 km<\/strong> fino al punto d'acqua pi\u00f9 vicino per il loro bestiame.<\/li><li>Questa situazione fa s\u00ec che <strong>alcune famiglie non siano nemmeno in grado di avere piccoli orti<\/strong>\u00a0per il consumo familiare a causa della scarsit\u00e0 d'acqua.<\/li><li>I ragazzi e <strong>le ragazze della comunit\u00e0 non hanno pi\u00f9 tempo per lo studio<\/strong>, le attivit\u00e0 sociali o semplicemente per riposare, dato che devono percorrere lunghe distanze a piedi per portare l'acqua a casa<\/li><li>Tutta <strong>la comunit\u00e0 \u00e8 pi\u00f9 esposta alle<\/strong> <strong>malattie causate dalla scarsit\u00e0 di acqua sicura e igiene personale<\/strong> (colera, dissenteria, dermatosi, ecc.) e alla denutrizione.<\/li><\/ul><p>In passato <strong>la comunit\u00e0 aveva cercato di trovare il modo per mitigare alcune di queste sfide, ma senza molto successo, a causa delle sue limitate conoscenze tecniche e risorse finanziarie<\/strong>. Nella zona si trovano ormai molte cisterne e pozzi fatiscenti e abbandonati e il terreno \u00e8 degradato dalla desertificazione.<\/p><p>Tuttavia, con l'arrivo del progetto <strong>Seeds for the future - <em>Sustainable Agriculture for the Resilience of Rural Communities<\/em><\/strong> (SEFF) i problemi di scarsit\u00e0 d'acqua a Mubagawshe potranno essere mitigati grazie ad alcuni interventi, come la <strong>costruzione di piccole dighe di sbarramento<\/strong> di alcuni corsi d\u2019acqua a regime torrentizio e l\u2019impianto di <strong>sistemi avanzati d\u2019irrigazione<\/strong> per le colture che permettono di non sprecare l\u2019acqua.<\/p><p><img class=\"alignnone size-large wp-image-6512\" src=\"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/wp-content\/uploads\/Weir-Dam-Picture-2-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/><\/p><p>Con il progetto SEFF Terre des Hommes Italia ha lavorato a stretto contatto con il governo dello Zimbabwe e la comunit\u00e0 di Mubagawshe. <strong>La costruzione della diga di sbarramento \u00e8 nella fase finale<\/strong> di scavo del nucleo, grazie alla collaborazione dei membri della comunit\u00e0 che forniscono la manodopera. Per <strong>Pearson Chinuwe<\/strong>, la diga li aiuter\u00e0 anche a migliorare la loro qualit\u00e0 di vita potendo intraprendere alcune attivit\u00e0 generatrici di reddito.<\/p>[caption id=\"attachment_6513\" align=\"alignnone\" width=\"1024\"]<img class=\"wp-image-6513 size-large\" src=\"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/wp-content\/uploads\/Pearson-Chinuwe-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/> Pearson Chinuwe[\/caption]<p>\"<em><strong>La diga ci aiuter\u00e0 a trasformare la nostra vita<\/strong>, perch\u00e9 in passato abbiamo davvero faticato a procurarci l'acqua. Quando la diga sar\u00e0 completata potremo anche avventurarci nell'allevamento del pesce e sostenere le nostre famiglie. <strong>Il nostro bestiame potr\u00e0 abbeverarsi pi\u00f9 facilmente e l'acqua sar\u00e0 pi\u00f9 vicina alle nostre case<\/strong><\/em>\".<\/p><p>Come strategia per far fronte agli shock climatici e migliorare i mezzi di sostentamento della comunit\u00e0, <strong>Terre des Hommes Italia<\/strong> nell\u2019ambito del progetto SEFF <strong>ha anche realizzato un orto comunitario a 100 metri dalla diga<\/strong>.<\/p><p>\"<i>Grazie a questo orto speriamo di essere in grado di <\/i><i>guadagnare<\/i><i> denaro per il mantenimento delle nostre famiglie. <strong>Saremo in grado di pagare le tasse scolastiche per i nostri figli<\/strong>. In futuro <strong>vorremmo piantare pomodori, ortaggi, patate dolci e patate<\/strong> per poter rifornire i grandi mercati di Harare<\/i>\", dice Patrick Chimasha, un altro membro della comunit\u00e0 di Mubagwashe.<\/p>[caption id=\"attachment_6517\" align=\"alignnone\" width=\"1024\"]<img class=\"size-large wp-image-6517\" src=\"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/wp-content\/uploads\/Patrick-Chimasha-1024x768.jpg\" alt=\"\" width=\"1024\" height=\"768\" \/> Patrick Chimasha[\/caption]<p>Il progetto SEFF, di durata triennale, \u00e8 ora al suo secondo anno e viene attuato in circoscrizioni selezionate dei distretti di Chiredzi, Masvingo Rural e Mwenezi, con un <strong>obiettivo di beneficiare direttamente 5.920 persone<\/strong> con:<\/p><p>- iniziative di <strong>agroecologia comunitaria per la selezione di sementi tradizionali<\/strong> della comunit\u00e0, la loro conservazione, moltiplicazione e uso<\/p><p>- costruzione di <strong>sbarramenti di corsi d\u2019acqua e di pozzi ad energia solare<\/strong><\/p><p>- creazione di <strong>sistemi di microirrigazione<\/strong> per l'alimentazione e la generazione di reddito per le famiglie e le scuole<\/p><p>- realizzazione di <strong>3 orti comunitari e 6 orti nutrizionali<\/strong> a Chiredzi, Mwenezi e Masvingo Rural <strong>per diversificare la dieta e combattere la malnutrizione<\/strong><\/p><p>- incremento della <strong>produzione di colture di alto valore<\/strong> come quella della paprika, che viene anche seccata e imballata per poter essere venduta nelle citt\u00e0 e relativa formazione degli agricoltori.<\/p><p><img class=\"alignnone size-full wp-image-6514\" src=\"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/wp-content\/uploads\/paprika.jpeg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"750\" \/><\/p><p>Il progetto SEEF contro la desertificazione \u00e8 finanziato con 3,7 milioni di euro dall'<a href=\"https:\/\/www.aics.gov.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo<\/a> e attuato da <a href=\"https:\/\/terredeshommes.it\/eng\/progetti\/zimbabwe\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Terre des Hommes Italia<\/a> insieme a <a href=\"https:\/\/www.cospe.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">COSPE<\/a>, Sustainable Agriculture Technology Zimbabwe, CTDO e Women & Land in Zimbabwe, <a href=\"https:\/\/rsr.bio\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Rete Semi Rurali<\/a> e l\u2019Ambasciata d'Italia ad Harare.<\/p>","_et_gb_content_width":"","footnotes":""},"categories":[16],"tags":[],"class_list":["post-6708","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-comunicati"],"yoast_head":"<!-- This site is optimized with the Yoast SEO plugin v21.1 - https:\/\/yoast.com\/wordpress\/plugins\/seo\/ -->\n<title>L&#039;ennesimo massacro di civili in Palestina non resti inpunito<\/title>\n<meta name=\"description\" content=\"Le organizzazioni della societ\u00e0 civile esprimono preoccupazione per gli attacchi alla 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