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La dote, il prezzo dell’oro e la vita delle bambine in India

7 novembre, 2018

Quando il prezzo dell’oro sale sui mercati internazionali, per molte bambine in India aumentano le probabilità di essere abortite, di morire nei primi mesi di vita o di soffrire di malnutrizione. L’oro -lavorato per formare splendidi gioielli- è uno degli elementi irrinunciabili della dote delle future spose indiane. Ma la variazione del prezzo del prezioso materiale incide anche sulle possibilità delle bambine di venire alla luce o di diventare adulte. Lo rivela una ricerca dal titolo “The price of gold: dowry and death in India” che, per la prima volta, mette in relazione tra loro i dati sulla mortalità infantile femminile in India e il prezzo dell’oro. Con l’obiettivo di mettere in luce una possibile relazione tra il prezzo della dote e l’andamento dei tassi di natalità nel Paese, caratterizzato da un’importante sbilanciamento di genere che penalizza bambine e ragazze.

I risultati della nostra ricerca indicano come la dote dia un contributo sostanziale al fenomeno delle missing girls: bambine che vengono abortite, uccise o lasciate morire di inedia dalle loro famiglie perché considerate un peso economico non sostenibile. “Il prezzo dell’oro può giocare un ruolo fondamentale, perché una quota importante della dote è formata da gioielli d’oro –ci spiega Selim Gulesci, co-autore della ricerca e docente presso l’Università Bocconi di Milano-. Quando nasce una bambina, le famiglie iniziano subito a risparmiare per poter pagare la dote e se la nascita avviene quando i prezzi dell’oro sono in crescita iniziano a pensare che dovranno pagare un prezzo più alto”.

Il prezzo della dote, un peso per le famiglie

Sebbene il pagamento della dote sia vietato (il Dowry prohibition act risale al 1961) la prassi, da parte delle famiglie della sposa, di corrispondere una dote alla famiglia dello sposo come condizione per il matrimonio è tutt’ora molto diffusa in India: praticata da una percentuale di famiglie che varia dal 70% e al 90%. Spesso viene versata in contanti, sotto forma di beni materiali (destinati alla casa dei futuri sposi) o di gioielli d’oro. Che sono presenti in quasi il 95% dei casi. “I gioielli rappresentano una quota rilevante della domanda d’oro dell’India”, si legge nella ricerca. Dal momento che una larga parte dell’oro in commercio in India viene importato dall’estero, le oscillazioni del prezzo di questo materiale sui mercati internazionali incidono in maniera significativa sul prezzo dei gioielli sul mercato locale. Il pagamento di una dote è una prassi molto radicata e al tempo stesso molto costosa: secondo alcune stime citate nella ricerca, il prezzo della dote spesso equivale a quattro e persino otto volte il reddito familiare annuo.

Aborti selettivi e infanticidi


La ricerca ha preso in considerazione una grande mole di dati relativi alle nascite di bambini e bambine su un arco di tempo di oltre 30 anni (1972-2005), assieme a quelli delle variazioni mensili del prezzo globale dell’oro. I ricercatori hanno riscontrato che nei mesi in cui il prezzo dell’oro è salito, le probabilità di sopravvivenza di una bambina durante il periodo neonatale erano significativamente inferiori a quelle dei coetanei maschi. “Tra il 1972 e il 1985, la nostra analisi ha mostrato un aumento del 6,3% del prezzo mensile dell’oro, accompagnato da un aumento della mortalità neonatale femminile del 6,4%. Nello stesso periodo non ci sono stati cambiamenti significativi nella mortalità neonatale maschile”, ha scritto Sonia Bhalotra, co-autore della rierca e docente di Economia presso l’università dell’Essex

Inoltre, la ricerca ha evidenziato come le bambine nate quando prezzo dell’oro era ai massimi e arrivate all’età adulta siano più basse rispetto alla media, dato che invece non si riscontra tra i coetanei maschi. Segno, molto probabilmente, di denutrizione o malnutrizione infantile, che ha privato le bambine dei nutrienti necessari per uno sviluppo sano ed equilibrato. Infine, con la diffusione e la crescente accessibilità anche economica alle ecografie pre-natali (iniziata attorno alla metà degli anni Ottanta) “vediamo la relazione tra le variazioni del prezzo dell’oro e il tasso di aborti selettivi -aggiunge Gulesci-. Nascono meno bambine se, durante la gravidanza, il prezzo dell’oro sale. Questo suggerisce l’ipotesi che i genitori, scoperto il sesso del nascituro, decidano di interrompere la gravidanza se si tratta di una femmina”.

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