{"id":19757,"date":"2021-12-17T11:03:23","date_gmt":"2021-12-17T10:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/old.terredeshommes.it\/?p=19757"},"modified":"2022-10-10T15:03:48","modified_gmt":"2022-10-10T13:03:48","slug":"tra-rapimenti-e-reclutamenti-forzati-e-emergenza-in-africa-occidentale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/terredeshommes.it\/indifesa\/tra-rapimenti-e-reclutamenti-forzati-e-emergenza-in-africa-occidentale\/","title":{"rendered":"Tra rapimenti e reclutamenti forzati. \u00c8 emergenza in Africa Occidentale"},"content":{"rendered":"<p>[et_pb_section][et_pb_row][et_pb_column type=&#8221;4_4&#8243;][et_pb_text]<\/p>\n<p>Le violenze di Boko Haram hanno lasciato i primi segni sulla vita di Khady quando la ragazzina non aveva ancora compiuto 15 anni. I suoi genitori sono contadini e hanno sempre lavorato duramente per dare alle figlie la possibilit\u00e0 di frequentare la scuola: <strong>Khady avrebbe voluto diventare un medico<\/strong>. Ma all&#8217;improvviso la violenza del gruppo terroristico ha spazzato via tutti i suoi sogni e i progetti: <strong>quando la sorella, di appena 11 anni, \u00e8 stata rapita Khady ha smesso di andare a scuola per timore di subire la stessa sorte<\/strong>. Ha accettato di sposarsi, ad appena 15 anni, diventando madre di due gemelli pochi mesi dopo.<br \/>\nPoco dopo la nascita dei bambini, per\u00f2, anche Khady \u00e8 stata rapita dagli uomini di Boko Haram assieme ad altre 300 ragazze della sua comunit\u00e0. <strong>Ridotta in schiavit\u00f9, maltrattata, picchiata e costretta a sposare uno sconosciuto<\/strong>: &#8220;Ho pianto e pregato di poter tornare a casa dai miei genitori -ricorda la ragazza, che oggi ha appena 18 anni-. A un certo punto ho perso la speranza&#8221;. Solo dopo due tentativi di fuga falliti, Khady \u00e8 riuscita a ritornare a casa, ma la sorella minore e i figli sono ancora nelle mani dei miliziani islamisti.<br \/>\nGrazie al programma &#8220;Search for common ground&#8221; sostenuto dall&#8217;Unicef, <strong>Khady ha seguito un corso di sartoria, ha imparato a usare una macchina da cucire e ha iniziato a lavorare come sarta<\/strong>: &#8220;Il mio lavoro mi ha aiutato a dimenticare quello che ho subito. Non avrei mai creduto di poter uscire da questa fase della mia vita&#8221;. Anche Sarah, 17 anni, ha ricostruito la propria vita imparando a cucire tra loro tessuti colorati. \u201c<strong>Abitavo nel Villaggio di Masisi quando i soldati sono arrivati e ci hanno portato nella foresta<\/strong>&#8220;, racconta la ragazza originaria del Nord Kivu nella <strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong>. I soldati appartenenti a una delle tante milizie irregolari che imperversano nella regione l&#8217;hanno separata per sempre dalla sua famiglia: &#8220;Ho sofferto molto nella foresta&#8221;, racconta Sarah.<\/p>\n<h2>Pi\u00f9 di 21mila bambini reclutati in Africa Occidentale<\/h2>\n<p>Vicende come quelle di Sarah e Khady -purtroppo- non sono isolate. <strong>I Paesi dell&#8217;Africa centro-occidentale<\/strong> (una regione enorme, che va dalla Nigeria al Burkina Faso, attraversando tutta la fascia del Sahel per spingersi fino alla Repubblica Democratica del Congo) sono segnati da tensioni e conflitti che colpiscono duramente le popolazioni civili e in particolare i bambini. &#8220;<strong>Negli ultimi cinque anni, la regione ha costantemente registrato uno dei pi\u00f9 elevati livelli di gravi violazioni verificate dalle Nazioni Unite contro i bambini nei conflitti armati<\/strong>&#8220;, denuncia Unicef nel report &#8220;<strong><a href=\"https:\/\/www.unicef.org\/wca\/media\/7401\/file\/Build-back-better-lives-advocacy-note-eng.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Build back better lives&#8221;<\/a><\/strong>.<br \/>\nTra il 2016 e il 2020, nei Paesi della regione si sono verificati <strong>pi\u00f9 di 21mila episodi verificati di reclutamento di minori da parte di eserciti e milizie irregolari<\/strong>. Pi\u00f9 di duemila tra bambini e bambine sono stati vittima di violenze sessuali, <strong>i minori rapiti sono stati pi\u00f9 di 3.500<\/strong> e si sono registrati pi\u00f9 di 1.500 attacchi ai danni di scuole e ospedali.&#8221;L&#8217;Africa centrale e occidentale \u00e8 la regione in cui si \u00e8 registrato il maggior numero di reclutamento di minori da parte di eserciti e milizie irregolari -denuncia Unicef-. Secondo i dati delle Nazioni Unite, solo nel 2020 sono stati pi\u00f9 di 4.500 i minori reclutati: il 77% erano di sesso maschile&#8221;. <strong>Bambine e ragazze sono le vittime silenziose dei reclutamenti da parte delle milizie<\/strong>, denuncia Unicef. La situazione \u00e8 particolarmente drammatica nella Repubblica Democratica del Congo dove la quota femminile tra i piccoli combattenti oscilla fra il 30 e il 40%. Eppure, tra i minori che riescono a fuggire o vengono liberati dai gruppi armati attivi nel Paese e che successivamente entrano nei progetti di reinserimento, bambine e ragazze &#8220;pesano&#8221; solo per il 15%. Secondo Unicef la principale ragione di questa situazione \u00e8 da ricercare nello stigma che accompagna queste ragazze e il loro drammatico vissuto.<\/p>\n<h2>Il numero delle bambine soldato \u00e8 in crescita<\/h2>\n<p>Rispetto agli anni Novanta, il tema dei bambini soldato riceve molta meno attenzione (in particolare da parte dei media). Eppure il fenomeno, sottolineano le Nazioni Unite, ha continuato ad aggravarsi e le bambine rappresentano circa il 40% dei minori reclutati da eserciti e milizie di tutto il mondo. A differenza dei loro coetanei maschi, le bambine e le ragazze vengono impiegate meno frequentemente in combattimento: a loro si affidano prevalentemente compiti nelle &#8220;retrovie&#8221; come la preparazione dei pasti, la pulizia. Ma questo non le mette al riparo da violenze e abusi: spesso le bambine reclutate diventano &#8220;mogli&#8221; dei combattenti o sono costrette a prostituirsi.<br \/>\n&#8220;Dal momento che le ragazze sono in gran parte utilizzate in ruoli di &#8216;supporto&#8217; o ausiliari e tenute lontane dalle linee del fronte, spesso non sono percepite come associate dagli attori armati o dalle comunit\u00e0. Possono non essere incluse nelle statistiche ufficiali e non essere intercettate dalle agenzie di protezione dell&#8217;infanzia <strong>&#8211;<a href=\"https:\/\/reliefweb.int\/report\/world\/explosive-violence-and-child-soldiers\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">scrive l&#8217;ong britannica &#8220;Action on armed violence<\/a><\/strong>&#8220;-. Le ragazze, in breve, sono spesso vittime silenziose in guerra. I dati di Child soldiers international mostrano come il reclutamento di ragazze soldato sia aumentato drammaticamente negli ultimi anni&#8221;.<\/p>\n<h2>Un difficile ritorno alla normalit\u00e0<\/h2>\n<p>Chi sopravvive a queste esperienze terribili e riesce a fuggire o viene liberato dai gruppi armati ha bisogno di supporto e interventi ad hoc per superare i traumi subiti e tornare a vivere. Grazie al supporto di Unicef e dell&#8217;International rescue committee (Irc) <strong>Sarah ha trovato accoglienza presso una famiglia affidataria, ha ricevuto supporto psicosociale e ha potuto frequentare un corso di sartoria<\/strong>. &#8220;Sono felice di aver imparato a cucire. Questo mi rende felice -racconta la ragazza-. Aprir\u00f2 una scuola e continuer\u00f2 a imparare nuovi stili, guadagner\u00f2 abbastanza denaro, mi costruir\u00f2 una carriera e mi far\u00f2 una famiglia&#8221;.<br \/>\n<em>\u00a9 riproduzione riservata<\/em><\/p>\n<p>[\/et_pb_text][\/et_pb_column][\/et_pb_row][\/et_pb_section]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo Unicef, si tratta della regione con il maggior numero di reclutamento di minori da parte di eserciti e milizie irregolari ma purtroppo questo dato \u00e8 in crescita in tutto il mondo.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":19952,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_et_pb_use_builder":"on","_et_pb_old_content":"<p>Le violenze di Boko Haram hanno lasciato i primi segni sulla vita di Khady quando la ragazzina non aveva ancora compiuto 15 anni. 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Solo dopo due tentativi di fuga falliti, Khady \u00e8 riuscita a ritornare a casa, ma la sorella minore e i figli sono ancora nelle mani dei miliziani islamisti.<br \/>Grazie al programma \"Search for common ground\" sostenuto dall'Unicef, <strong>Khady ha seguito un corso di sartoria, ha imparato a usare una macchina da cucire e ha iniziato a lavorare come sarta<\/strong>: \"Il mio lavoro mi ha aiutato a dimenticare quello che ho subito. Non avrei mai creduto di poter uscire da questa fase della mia vita\". Anche Sarah, 17 anni, ha ricostruito la propria vita imparando a cucire tra loro tessuti colorati. \u201c<strong>Abitavo nel Villaggio di Masisi quando i soldati sono arrivati e ci hanno portato nella foresta<\/strong>\", racconta la ragazza originaria del Nord Kivu nella <strong>Repubblica Democratica del Congo<\/strong>. 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