La Dichiarazione Universale dei Diritti Umani proclamata nel 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite sancisce il diritto di ogni individuo all’istruzione, stabilendo la gratuità e l’obbligatorietà di quella primaria.

A 60 anni di distanza sono ancora 72 milioni bambini che non hanno accesso all’educazione di base. Povertà e marginalizzazione sono le principali cause di esclusione. I bambini più esposti al rischio di dispersione sono quelli che provengono da famiglie molto povere che non possono sostenere i costi della scolarizzazione. Gruppi vulnerabili sono anche quelli dei bambini lavoratori, dei bambini appartenenti a minoranze, dei bambini di strada, nomadi, orfani, disabili o affetti da HIV/AIDS. E la discriminazione di genere continua a rappresentare un ulteriore ostacolo all’universalità dell’accesso all’istruzione.

‘Garantire l’educazione primaria universale’ è il secondo degli otto Obiettivi di sviluppo del Millennio, al cui conseguimento si sono reciprocamente impegnati Paesi ricchi e Paesi poveri. Istruzione riconosciuta come diritto e come strumento attraverso cui promuovere lo sviluppo.

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Scarica qui l'ultimo rapporto UNICEF 'Progressi per l'infanzia: un mondo a misura di bambino' (dic. 2007). Il rapporto monitora i progressi compiuti dalla comunità mondiale nelle aree cruciali per la condizione dell'infanzia, fornendo un quadro completo dei dati riguardanti gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio.

 

I bambini di strada nel mondo potrebbero essere tra i 100 ed i 150 milioni ed è verosimile che il loro numero sia in aumento. Potrebbero, perché se i bambini di strada sono tra quelli fisicamente più visibili, sono anche tra i più invisibili, sfuggono alle statistiche e sono esclusi dalle politiche statali.

Bambini di strada sono quelli per cui la strada costituisce il punto di riferimento.

Povertà estrema, disgregazione familiare, violenza ed abusi sono denominatore comune a tutte le situazioni di allontanamento dei minori che, alla fine, finiscono in strada. I bambini di strada sono vittime, private dei loro diritti fondamentali, primi fra i quali il diritto alla protezione, alla salute, all’istruzione.

In strada i bambini vivono di espedienti e diventano ancora più vulnerabili al rischio di essere sfruttati, abusati, trafficati. E in contesti di privazioni affettive e di esclusione spesso da oggetto e testimoni di violenza divengono soggetti di violenza.

Come per altri bambini in situazioni di vulnerabilità ed esclusione, la possibilità di accedere a programmi di scolarizzazione può rappresentare occasione di conoscenza attraverso cui promuovere consapevolezza, integrazione e migliori prospettive di vita. Educazione come diritto e come strumento di riscatto.

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Scarica qui il reportage sui bambini di strada. L'inferno degli Shegué realizzato da Stefano Liberti per Ilaria - Rivista della Cooperazione Italiana.