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Combattere i matrimoni precoci per sradicare la povertà

11 ottobre, 2017

“Il matrimonio precoce non solo mette fine ai sogni e alle speranze di una ragazza. Ma ostacola gli sforzi per mettere fine alla povertà”. Quentin Wodon è un ricercatore della Banca Mondiale, co-autore di un importante studio sull’impatto economico dei matrimoni precoci. Perché costringere una ragazzina a sposarsi non causa solo danni a lei stessa, ma nuoce all’intera comunità in cui vive. E persino all’economia di intere nazioni. “Mettere fine a questa pratica non è solo la cosa giusta da fare da un punto di vista morale -conclude Wodon-. È anche la cosa più utile da un punto di vista economico” La ricerca “Economic Impacts of Child Marriage: Global Synthesis Report” è stata realizzata dalla Banca Mondiale e dall’International Center for Research on Women, prendendo in considerazione una lunga serie di indicatori economici e sociali dei Paesi dove il fenomeno dei matrimoni precoci è particolarmente esteso. La ricerca ha l’obiettivo di stimare l’incidenza economica dei matrimoni precoci, evidenziando come dall’eliminazione di questa pratica si possano ottenere importanti benefici (anche) per l’economia dei Paesi coinvolti.

Ad esempio, immaginando che nel 2015 sia stato celebrato l’ultimo matrimonio tra una ragazzina e un uomo più grande di lei, cosa potrebbe succedere nel 2030? La prima – e più significativa – conseguenza sarebbe una riduzione globale del tasso di fertilità delle donne e, quindi, un significativo calo demografico. In base alle stime della World Bank, ciò si potrebbe tradurre in un risparmio pari a 566 miliardi di dollari (nel 2030) dovuto alla riduzione delle spese per il welfare dei singoli Stati.

In Niger (paese con la più alta prevalenza di matrimoni precoci) per effetto della riduzione del tasso di fertilità, la popolazione potrebbe ridursi del 5% entro il 2030. Con un conseguente risparmio di spese di welfare di 1,7 miliardi di dollari. Mentre in Etiopia il beneficio sarebbe ancora maggiore: 4,8 miliardi di dollari. In Nepal, invece, la cifra dovrebbe essere di circa un miliardo.

Altri benefici verrebbero dalla diminuzione della mortalità infantile e della malnutrizione acuta. Sempre in Niger per queste due cause si risparmierebbero rispettivamente 34 e 8 milioni di dollari. Se è vero che le vite salvate e un sano sviluppo sono difficili da monetizzare, i ricercatori della World Bank hanno sommato i risparmi dovuti al calo delle spese sanitarie con i maggiori guadagni di questi bambini una volta adulti: il totale, ammonta a circa 98 miliardi nel 2030 nei Paesi esaminati.

“Porre fine al matrimonio precoce – si legge nel report – può contribuire in maniera significativa ad alleviare la povertà, a migliorare le condizioni di salute sia a livello individuale che della popolazione in generale, ad aumentare la produttività e ad accrescere le opportunità di sviluppo economico”. Una serie di importanti benefici che derivano, innanzitutto, dal declino del tasso di natalità, dal miglioramento delle condizioni di salute dei neonati e delle neo-mamme, nonché dalla diminuzione della malnutrizione infantile.

Mettere fine ai matrimoni precoci permetterebbe di abbassare considerevolmente il numero di figli per donna, con una diminuzione media del tasso di fertilità dell’11%. Con punte che vanno dal 7% in Egitto al 18% in Bangladesh. Eliminare i matrimoni precoci permetterebbe anche di ridurre drasticamente le gravidanze precoci, con tutte le conseguenze negative che ne derivano per la salute della madre e del bambino: i figli nati da madri troppo giovani infatti sono maggiormente esposti al rischio di morire al momento del parto o entro i cinque anni di vita.

In base alle stime della Banca Mondiale, eliminare i matrimoni precoci permetterebbe di salvare la vita – entro il 2030 – a due milioni di bambini che riuscirebbero a sopravvivere oltre i cinque anni d’età, mentre altri 3,6 milioni non soffrirebbero di malnutrizione acuta.

A questi benefici si sommano quelli determinati dall’aumento della frequenza scolastica: un maggiore tasso di istruzione offre alle ragazze maggiori possibilità di trovare un lavoro più remunerativo . “Per i 15 Paesi presi in esame, tenendo il 2015 come anno di riferimento possiamo calcolare che i mancati guadagni delle ragazze a causa di un matrimonio precoce siano pari a circa 26 miliardi di dollari”, si legge nel report. Solo in Bangladesh, mettere fine ai matrimoni precoci permetterebbe di generare circa 4,8 miliardi di dollari l’anno, sotto forma di nuovi guadagni delle donne. Mentre in Nigeria, ogni anno, per colpa dei matrimoni precoci se ne vanno in fumo 7,6 miliardi di dollari.

Questo testo è un estratto dell’ultimo dossier “Indifesa” di Terre des Hommes, presentato a Roma e a Milano in occasione della Giornata mondiale per i diritti delle bambine che si celebra l’11 ottobre.

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