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Quattro buoni motivi per combattere i matrimoni precoci

4 aprile, 2019

Ogni anno, 12 milioni di ragazze con meno di 18 anni sono costrette a sposarsi. Ogni minuto, 23 ragazze pronunciano il fatidico “sì” che le legherà per il resto della loro vita a un uomo (spesso) più anziano di loro, uno sposo che non hanno scelto. Il matrimonio precoce delle bambine e delle ragazze è una violazione dei loro diritti fondamentali, sotto tanti punti di vista e, al tempo stesso, un fenomeno che provoca effetti collaterali nefasti sulle società in cui vivono e sullo sviluppo economico dei Paesi più segnati da questo fenomeno.

“Le spose bambine sono spesso private dei loro diritti alla sicurezza, alla salute e all’istruzione, della possibilità di prendere le proprie scelte e decisioni di vita -ha detto Quentin Wodon, direttore del progetto della Banca Mondiale e coautore di un rapporto della Banca Mondiale che analizza gli impatti economici dei matrimoni precoci-. Non solo mette fine alle speranze e ai sogni delle ragazze. Ma ostacola gli sforzi per porre fine alla povertà e raggiungere la crescita economica e l’equità. Porre fine a questa pratica non è solo la cosa moralmente giusta da fare, ma anche la cosa economicamente intelligente da fare”.

Ecco quali sono le principali conseguenze dei matrimoni precoci

Le baby spose non vanno a scuola

Quando una ragazza si sposa, solitamente interrompe gli studi, sia per volontà del marito, sia perché deve farsi carico di nuovi compiti e responsabilità familiari che non lasciano abbastanza tempo per dedicarsi allo studio. “Nella maggior parte dei Paesi in via di sviluppo è estremamente difficile per le ragazze proseguire i propri studi quando si sposano -sottolinea un report della Banca Mondiale dedicato agli impatti economici dei matrimoni precoci-. La buona notizia è che la scuola e l’istruzione rappresentano lo strumento migliore per combattere i matrimoni precoci”. Secondo le stime della Banca Mondiale, ogni anno di matrimonio prima dei 18 anni riduce per le ragazze la probabilità di completare la scuola secondaria di 4-6 punti percentuali.
I dati della campagna “Girls not brides”, inoltre, evidenziano come tra le donne senza istruzione di età compresa tra i 20 e i 24 anni il 60% si sia sposata prima dei 18 anni.

Si alimenta il ciclo della povertà

La povertà è uno dei fattori che alimenta i matrimoni precoci e, al tempo stesso, ne è una conseguenza. Una ragazza poco istruita è una ragazza che ha minori possibilità di trovare un lavoro ben retribuito. E per ottenere risultati importanti può bastare veramente poco. “In media, le donne che hanno completato la scuola secondaria hanno maggiori possibilità di lavorare e guadagnano il doppio rispetto a quelle che non hanno istruzione”, ha commentato Quentin Wodon, economista della Banca Mondiale. Le stime fatte su 12 Paesi africani (che da soli contano metà della popolazione del continente) valutano in 63 miliardi di dollari la perdita economica -mancati guadagni e depauperamento del capitale umano- i danni provocati sulle economie locali dai matrimoni precoci.

Baby spose e baby mamme

Per molte giovani spose la pressione familiare e sociale per mettere al mondo un bambino è altissima. Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), nei Paesi in via di sviluppo ogni anno circa 21 milioni di ragazze di età compresa tra i 15 e i 19 anni rimangono incinte e circa 16 milioni mettono al mondo un bambino.
Per molte adolescenti la gravidanza e il parto non sono né pianificate né desiderate, anche quando avvengono all’interno di un matrimonio o di una relazione. Sempre secondo le stime dell’OMS, 23 milioni di ragazze tra i 15 e i 19 anni nelle regioni in via di sviluppo non riescono ad accedere ad anticoncezionali moderni. Si stima che la metà delle gravidanze tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni nelle regioni in via di sviluppo non siano volute.

Le complicazioni legate alla gravidanza e al parto sono la principale causa di morte tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni a livello mondiale. Le madri adolescenti (di età compresa tra i 10 e i 19 anni) sono esposte a maggiori rischi di eclampsia, endometrite puerperale e infezioni sistemiche rispetto alle donne tra i 20 e i 24 anni. Inoltre, ogni anno si verificano circa 3,9 milioni di aborti non sicuri tra le ragazze tra i 15 e i 19 anni, contribuendo alla mortalità materna e a problemi di salute duraturi.

Sono un freno allo sviluppo

Contrastare i matrimoni precoci (riducendo al tempo stesso le gravidanze tra le ragazze con meno di 18 anni) permetterebbe di ridurre il numero di figli per donna. Un intervento che ha importanti effetti benefici sulla salute delle donne (riduce il rischio di morire per le conseguenze di gravidanza e parto) e che potrebbe determinare un calo dell’11% la fertilità globale entro il 2030, determinando così un rallentamento nella crescita demografica e una riduzione nei costi del welfare. In Uganda, ad esempio, i benefici derivanti da un calo della fertilità sono stimati in circa 2,4 miliardi di dollari. In Nepal, a quasi un miliardo di dollari.
Inoltre mettere fine ai matrimoni precoci permetterebbe anche di ridurre i tassi di mortalità tra i bambini con meno di cinque anni e ridurrebbe i danni legati alla malnutrizione infantile: a livello globale, questo determinerebbe un risparmio di 90 miliardi di dollari all’anno da qui al 2030.

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